WALTER VELTRONI

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WALTER VELTRONI domenica 24 gennaio 2016, sarà al “Forum Monzani” di Modena per presentare il suo ultimo romanzo “CIAO” dedicato alla memoria del padre Vittorio.

 

Walter Veltroni , è uomo politico e statista, giornalista-scrittore, regista cinematografico , storico  e critico  cinematografico ( una delle sue passioni,  il cinema: nel 2006, Sindaco di Roma, ha inventato e promosso “Cinema. Festa Internazionale di Roma”) , ex segretario nazionale del “PD Partito Democratico” e candidato premier della coalizione “ PD-Italia dei Valori” per le elezioni politiche del 2008, Sindaco di Roma (dal 2001 e poi riconfermato nel 2006) , Ministro per i Beni Culturali e ambientali  e Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri –dal 1996 al 1998-  Come intellettuale e scrittore-giornalista è  figlio d’arte  ( Suo padre Vittorio è stato il primo direttore di Radio Uno ed ha avuto, tra gli altri meriti, quello di assumere in RAI Enzo Biagi , Mike Bongiorno e Sergio Zavoli – che è sempre stato “legatissimo” alla famiglia Veltroni, anche dopo che Vittorio è prematuramente scomparso-  Sua madre Ivanka –figlia dell’Ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede –aiutò numerosi ebrei romani a scappare dalla persecuzione nazifascista-  è stata una donna straordinaria , per tutta la vita al servizio dei due figli Valerio e Walter e nel ricordo del marito prematuramente scomparso, a soli 37 anni. Ha dovuto “fare tutte le parti: la madre e il padre”) , è un corretto uomo politico, uno dei pochi che si è sempre impegnato per il cambiamento, non per conservare. Con grandi idee di cambiamento, come fu il New Deal. Uno dei pochi, che ha creduto e si è battuto per la speranza, per un sogno di cambiamento,  di vera democrazia, all’insegna della cultura e della lettura. Tra i suoi slogan programmatici, nelle elezioni del 2008, “Si può fare”. Coerentemente,  citava  lo scrittore Antoine de  Saint-Exupèry : “Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti, impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”

Così come crede nella fantasia, nella creatività (la dedica nel libro “L’isola e le rose”  è per le figlie Martina e Vittoria, “perché le parole,  la fantasia, il pensiero degli altri salvano il mondo”. Alla dedica, segue la bellissima poesia di Pedro Salinas, “La voce a te dovuta, XIII”, incentrata sulla “gran vigilia del mondo”, quando “Nulla era nulla, ancora” e “i porti, le città galleggiavano sul mondo, ancora senza un posto” e vuole “vivere , non passare il tempo”).  Crede nell’ “idealismo pragmatico” e ci invita al viaggio alla ricerca di noi stessi e degli altri, della passione per la politica vera, ispirata all’onestà morale e intellettuale. All’insegna  del sogno, di quell’utopia che è il motore fondamentale per essere vivi  e “camminare” . Crede (vedi soprattutto il pamphlet “ E se noi domani. L’Italia e la sinistra che vorrei”)   nella sinistra (il “refrain “ del pamphlet è “altrimenti non è sinistra”) che deve essere riformista, non deve avere paura del futuro, né dell’innovazione , né del cambiamento, all’insegna del sistema dei valori di una sinistra che non è e non deve essere il passato, non può , né deve coltivare il passato (crogiolandosi sui e nei ricordi), non deve ridursi a difendere l’esistente. Ma una sinistra che recuperi e rilanci le ragioni vere della sua identità, della sua gloriosa storia e si proponga, nuovamente, il raggiungimento dei suoi traguardi più ambiziosi, nel segno dei sentimenti, dei veri valori, della passione, per ritornare ad avere ed instillare la forza della speranza, del cambiamento e dell’innovazione. Una sinistra che si basi su tre parole chiave: responsabilità, comunità e opportunità.

Ma Walter Veltroni è anche  un colto, sensibile, raffinato scrittore, documentato e rigoroso autore di opere di saggistica (come  “Il sogno degli anni ‘60” -1981-;  “ Il sogno spezzato. Le idee di Robert Kennedy”- 1993-; “La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer” -1994-;  “La bella politica” – 1995-; “Governare a sinistra” -1997-; “I care” -2000-; “Forse Dio è malato. Diario di un viaggio africano”- 2000-; “La nuova stagione. Contro tutti i conservatorismi” -2007-; “E se noi domani. L’Italia e la sinistra che vorrei”- 2013-) e, soprattutto, ottimo autore di opere di narrativa,  che coinvolgono e conquistano  i lettori, con le  loro storie avvincenti  e sincere, con la  scrittura chiara e poetica insieme, che sublima sia  i personaggi raccontati con partecipazione, con amore, sia i sentimenti analizzati e cantati. Tra le opere di narrativa (a mio parere , Veltroni è tra i pochi scrittori del nostro tempo che resterà nella storia della letteratura) , ricordiamo “Il disco del mondo. Vita breve di Luca Flores, musicista” -2003-; “Senza Patricio” -2004-; “La scoperta dell’alba” -2006-; “Aspetta te stesso”  -edizione speciale “Corriere della Sera” 2007-; “Noi, Milano” – 2009-; “Quando cade l’acrobata, entrano i clown. Heysel, l’ultima partita” -2010-; “L’inizio del buio” -2011-; “L’isola e le rose” -2012-  ed ora “ Ciao” .         

A parte, occorre ricordare anche i suoi volumi (tra saggistica e narrativa e docu-film”)  “Il calcio è una scienza da amare. 38 dichiarazioni d’amore al gioco più bello del mondo” -1982 – (Veltroni è un appassionato di basket e  dello sport del calcio, “tifoso” della Juventus);  e i recentissimi docu-film “Quando c’era Berlinguer” -2014-; “I bambini lo sanno” -2015-; “Milano 2015” –con altri registi: 2015-).

 “Senza Patricio” ed ora “Ciao” sono  libri di vera, profonda poesia, ispirati da un sentimento di attesa e di speranza. Sono canti alla vita, agli affetti domestici, ai rapporti tra padre e figlio . L’ultimo romanzo, Ciao” (“parola che ha un significato doppio e persino contraddittorio” sottolinea l’autore) è (secondo me) il libro più bello, sincero e partecipato di Walter Veltroni. Lo si avverte in tutte le 248 pagine , con i ricordi, con le testimonianze di quanti hanno conosciuto e stimato (molti) e “amato” il padre di Walter Veltroni, Vittorio. Tra gli altri Sergio Zavoli, che è presente in diverse pagine del libro (2; 68; 174; 191) con sue lettere all’autore orfano del padre e con testimonianze sul padre di Walter (prematuramente scomparso a soli 37 anni, quando Walter aveva un anno) . E’ un libro vivo, palpitante anche per i dialoghi (immaginari) tra Walter Veltroni e il padre Vittorio: sul cinema, sugli attori come Sordi, Billy Wilder e Gene Kelly, su “protagonisti” come Michael Bongiorno (portato in RAI proprio da Vittorio Veltroni), sull’arte e la cultura, sui libri (“ sì, papà –dice  Walter al padre- La libreria c’è ancora ed è più grande di prima. I libri resistono, perché il mondo ha sempre più bisogno di storie, ha bisogno di parole” . Perché “la memoria è fatta del racconto” . Perché “raccontare è vivere”)  E’ un’autobiografia della vita, di quella “vissuta. Le altre vite possibili appartengono alla fantasia” , che è sempre importante, fondamentale nella vita dell’uomo. E’ un libro all’insegna dei sogni, anche di quelli “non realizzati” , perché “sognare è stata la tua ultima parola – dice il figlio al padre morto- .. Se uno vivesse senza insegui
re i sogni più folli, che vita sarebbe?
E’ un inno alla vita, alla gioia, alle gioie della famiglia con nonno Ciro e nonna Maria, zia Daria, con suo fratello Valerio, con una madre bellissima, che è “un gigante” . Belle, poetiche le pagine dedicate da Walter Veltroni alla moglie Flavia e alle figlie  Martina e Vittoria . Belle le pagine dedicate alla madre Ivanka, alla sua forza d’animo, dedicate allo “scrigno” , alla sua “scatola magica”  dei ricordi (dove ha sempre conservato oggetti personali e lettere del marito Vittorio)  . Bellissime le pagine del capitolo sedici che andrebbe intitolato “vorrei” “desidererei” , con l’elenco di tutte le cose normali eppure eccezionali che  Walter avrebbe voluto fare con il padre. Da questo romanzo familiare esce ( a  tutto tondo) un affresco dell’Italia dagli anni Cinquanta ad oggi , dalla nascita e dallo sviluppo della RAI , che, con l’”Autostrada del Sole”  ha “cambiato l’Italia” . Un affresco anche dei drammi del Polesine, dei drammi familiari vissuti dopo la fine del Fascismo (con alcuni assurdi processi  contro italiani onesti, che non avevano alcuna colpa, se non quella di avere compiuto il loro dovere civile , come il padre di Walter , in origine accusato di avere collaborato con i fascisti. Poi, per fortuna, subito tutto si è chiarito e Vittorio Veltroni , nel marzo 1945, riceve un foglio della “Commissione Vigilanza C di epurazione” che lo reintegra nel suo posto di dirigente. E’ un libro sedimentato nell’animo per 59 anni ed è stato scritto solo dopo la morte dell’adorata madre Ivanka : il libro –scrive l’autore “è nato dal bisogno di mio padre, il bisogno di conoscerlo e raccontarlo. Era diventata una necessità, quando mamma se n’è andata” .                       

Ma Walter Veltroni uomo è conosciuto e stimato anche per il suo impegno nel sociale, al servizio di chi è meno fortunato: in proposito, ricordo il libro (sopracitato) “Forse Dio è malato. Diario di un viaggio in Africa” (del 2000) e i suoi importanti interventi di solidarietà ed aiuto a favore delle popolazioni africane e la bellissima prefazione al libro di Candido Cannavò, “ E li chiamano disabili. Storie di vite difficili, coraggiose, stupende” .

Il suo impegno  per il Terzo Mondo lo ha portato a raccogliere e   donare importanti risorse finanziarie per creare  strutture –soprattutto scuole- in Mozambico, Ruanda e in Malawi .    

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto, 1) PALAZZO CHIGI Roma novembre 1997:  Veltroni (vice presidente del Consiglio dei Ministri) con il presidente Michail Sergevic Gorbaciov, Romano Prodi (presidente del Consiglio); All’estrema sinistra Leonid Popov (interprete  russo di Gorbaciov); l’interprete  in russo di Palazzo Chigi Marilena Chierico. All’estrema destra Vladimir Kusmic Zagladin (primo Consigliere di Gorbaciov) e Roberto Armenia (delegato della “Fondazione Gorbaciopv” per l’Italia ed organizzatore di ben 11 viaggi-incontri di Gorbaciov in Italia);

 

2) Piazza Garibaldi di Sassuolo (1 ottobre 2006) VELTRONI tra Sergio Zavoli e Roberto Armenia con il Sindaco di Sassuolo (di allora) Graziano Pattuzzi; 

 

 

 

3) e 4)  Walter VELTRONI al Teatro Astoria di Fiorano modenese (con Roberto Armenia e nella foto 3, dietro, Deanna Ansaloni ), maggio 2014,  mentre assolve il rito delle dediche personalizzate su copie del libro “Quando c’era Berlinguer”  (NdR)

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