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Viviamo in una società dove prevale una minoranza che si occupa degli omosessuali, dei travestiti, degli uteri in affitto e del gender. Così in tutti questi anni non è stato fatto niente per contrastare il calo delle nascite, la cui conseguenza logica è l’invecchiamento della popolazione con tutti i problemi che ne conseguono, dalla spesa previdenziale a quella sanitaria. Tanto – dicono – ci pensano gli immigrati a rimpiazzare i bambini che non nascono più.

 


Vinicio Bulla, imprenditore vicentino ha deciso di dare un “bonus bebè” ai lavoratori della sua azienda che decidono di avere un figlio. Ha 79 anni e non vuole che i propri risparmi restino in banca. Li vuole dare sotto forma di un “bonus” ai suoi dipendenti che mettono al mondo un figlio: 550 euro al mese per coprire la retta dell’asilo nido e 250 euro al mese per quella della scuola materna. E’ stufo di vedere che al suo paese dell’altopiano di Asiago girino più sedie a rotelle di vecchi che carrozzine di bambini.

Bulla è un grande! Il significato della sua decisione va oltre l’iniziativa in sé. E’ un gesto di alto valore etico, espressione di una visione del mondo che antepone l’interesse della comunità a quello personale; che si preoccupa, più che del proprio portafoglio, del futuro del suo paese; che concepisce l’impresa come un tutt’uno fra capitale e lavoro; che supera e rende ridicola la lotta di classe.

Bulla ha fatto quello che non fa lo stato. Lui sì che combatte il crollo della natalità e si preoccupa del nostro futuro. Nostro, perché se nel suo paesino, come in tutti gli altri paesi italiani, non nasce più nessuno o quasi, il problema è di tutti noi.

Trent’anni fa l’avevo lanciato un allarme denatalità con un disegno di legge, ma non è stato preso in considerazione. Viviamo in una società dove prevale una minoranza che si occupa degli omosessuali, dei travestiti, degli uteri in affitto e del gender. Così in tutti questi anni non è stato fatto niente per contrastare il calo delle nascite, la cui conseguenza logica è l’invecchiamento della popolazione con tutti i problemi che ne conseguono, dalla spesa previdenziale a quella sanitaria. Tanto – dicono – ci pensano gli immigrati a rimpiazzare i bambini che non nascono più.

Bulla, oltre che un esempio, ha dato uno schiaffo morale a questo stato che non affrontando il problema di garantire il futuro agli italiani viene meno ad un suo dovere primario e si delegittima da solo.

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