Voterei Rosy Bindi

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Da lei mi sentirei garantito e Draghi potrebbe continuare a fare il Primo Ministro, senza mettere in subbuglio il Governo, senza arrivare alle elezioni anticipate e senza il rischio di affidare l’Italia a due tecnici: uno al Colle e un sostituto di Draghi altrettanto tecnico a Palazzo Chigi, decretando la morte della politica.

 


È donna, è competente, è rispettosa delle istituzioni, è moderata. Da lei mi sentirei garantito e Draghi potrebbe continuare a fare il primo ministro, senza mettere in subbuglio il governo, senza arrivare alle elezioni anticipate e senza il rischio di affidare l’Italia a due tecnici: uno al colle e un sostituto di Draghi altrettanto tecnico a Palazzo Chigi, decretando la morte della politica.

Ha un ottimo curriculum scolastico: laureata in scienze politiche alla Luiss, ricercatrice in diritto amministrativo a La Sapienza di Roma e poi nella facoltà di giurisprudenza all’Università di Siena.

Impegnata nell’Azione Cattolica, ne è stata Vicepresidente Nazionale.

Ha ricoperto l’incarico di Ministro della sanità, di Ministro per le politiche per la famiglia, vicepresidente della Camera e presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Eletta al Parlamento Europeo, è stata vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo e presidente della Commissione petizioni e diritti del cittadino.

E poi gioca a suo vantaggio la battuta più volte ripetuta da Berlusconi: «Lei è sempre più bella che intelligente». Votarla sarebbe un segnale contro l’epoca del bunga bunga nelle vicende pubbliche (in quelle private Berlusconi faccia pure quello che vuole).

Ancora a suo vantaggio gioca la coerenza con la quale si è dimessa dalla carica di Presidente del Partito Democratico dopo i 100 Giuda che bruciarono Prodi nel 2013 per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Ha scelto di non ricandidarsi alle politiche del 2018 e da allora si occupa dell’Associazione Salute Diritto fondamentale, a favore della sanità pubblica e del Comitato Scientifico Lavialibera, rivista bimestrale di informazione e approfondimento su mafie, corruzione, ambiente e migrazioni diretta da don Luigi Ciotti.

Il 12 febbraio 2021, giorno del suo 70º compleanno, rilascia un’intervista dove spiega di non riconoscersi più nel PD, partito che lei stessa ha contribuito a fondare, poiché sostiene che non è più il partito che lei sperava, non rinnovando più la tessera.

Come Rosy Bindi dimostra, candidati seri ci sono eccome.

 

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