Viva Israele

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Magdi Allam con le sue coraggiose testimonianze assume sempre più il ruolo di avanguardia culturale e politica per molti italiani. In questa intervista ci mostra una visione aggiornata del suo pensiero che sta avendo un ruolo e uno spazio anche nella politica italiana.

”Viva Israele”  Perché questo titolo, che può sembrare provocatorio, e che cos’è questo suo nuovo libro ?”

 

” Questo mio nuovo libro, è una testimonianza di fede. La mia fede profonda e incrollabile nella sacralità della vita. La vita di tutti: la mia, la tua, la sua, la nostra, la vostra, la loro. Dei musulmani, in mezzo ai quali sono cresciuto, dibattendomi tra il bene e il male; dei cristiani, che mi hanno educato a coniugare fede e ragione; degli ebrei, che si sono inverati in me nella straordinaria metamorfosi  da pacifici spiriti ingiustamente perseguitati in fiere persone giustamente risolute; di tutti gli uomini di buona volontà, nei quali ho scoperto il fascino della vitalità interiore che aspira ai nobili ideali della fratellanza e dell’amore. Degli egiziani, tra i quali il destino ha voluto che nascessi con l’orgoglio di un passato sublime e la fragilità di un presente inquietante; degli italiani, che ho scelto come sintesi felice del senso dell’umanità, a cui non intendo rinunciare, e del bene della libertà, che mi sono impegnato a conquistare; dei popoli arabizzati, con i quali mi sono lungamente confrontato con la passione giovanile per l’ebbrezza della fraternità condivisa e la delusione adulta per il dissolvimento di un mito artefatto e deleterio; del popolo di Israele, che ho inconsciamente odiato tra le nebbie della tirannia e consapevolmente amato alla luce della democrazia; dei popoli del mondo intero, che sogno di abbracciare nella realizzazione della gioia interiore e della pace universale. In questo libro, ho voluto raccontare il mio lento e sofferto percorso esistenziale dall’ideologia della menzogna , della dittatura, dell’odio, della violenza e della morte alla civiltà della verità, della libertà, dell’amore, della pace e della vita. Fino a maturare il pieno convincimento che, oggi più che mai, la difesa del valore della sacralità della vita coincida con la difesa del diritto di Israele all’esistenza. Oggi più che mai tutti coloro che sinceramente vogliono un mondo arabo e islamico libero e democratico devono anzitutto sostenere senza se e senza ma il diritto di Israele all’esistenza. Oggi più che mai tutti coloro che hanno a cuore una comune civiltà dell’uomo dove trionfi il valore della sacralità della vita di tutti devono sostenere senza se e senza ma  il diritto di Israele all’esistenza. Ecco perché “Viva Israele” è il mio inno alla vita”

 

“Quale è la posizione dell’Italia?”

 

 “Oggi, in Italia, predicare e aizzare le masse a distruggere Israele è assolutamente lecito. La stampa italiana, gratuitamente o a pagamento, diffonde dei messaggi inequivocabilmente ostili al diritto di Israele all’esistenza. Tutto ciò, anzi, è considerato libertà di espressione. Si tratta di cecità e di lassismo dell’Occidente intero. Basta pensare alla pagina a pagamento pubblicata dal “QN” cioè dai tre quotidiani “IlGiorno”, “Il Resto del Carlino” e “La Nazione”, pagina a pagamento di un messaggio farneticante dal titolo “Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane”, commissionato dagli estremisti islamici dell’ Ucoii, in cui si dà un’immagine demonizzante e sanguinaria di Israele elaborando l’equivalenza “Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano”. Questa Ucoii, che si sente pienamente legittimata dalle istituzioni italiane, è un’organizzazione che nega il diritto di Israele all’esistenza e ne predica la distruzione, che legittima il terrorismo palestinese e gli attentati in Iraq e Afghanistan contro le forze multinazionali, che mira a monopolizzare il potere tra i musulmani d’Italia e a concorrere alla nascita della Umma, la Nazione islamica, ovunque nel mondo, in sintonia con la strategia eversiva e talvolta violenta dei Fratelli Musulmani”

 

“Quali sono, se esistono, i principali errori dell’Occidente ?”

 

“ Sono almeno sette, che cerco di sintetizzare. Il primo sta nel non comprendere che il terrorismo è di natura aggressiva, non reattiva, perché il terrorismo c’è solo se ci sono i burattinai, non perché ci sono i potenziali burattinai. Il secondo errore sta nel mettere sullo stesso piano chi predica e pratica il terrorismo perché disconosce il diritto altrui alla vita, e chi ricorre alla forza dell’esercito nazionale per difendere il proprio diritto alla vita, cioè mettere sullo stesso piano l’attentato terroristico e la rappresaglia militare, la guerra del terrore e la guerra di chi si difende dal terrore. Il terzo errore è nel non rendersi conto o negare che esiste una guerra globalizzata del terrorismo islamico, immaginando che i singoli attentati di New York, Madrid, Londra, Tel Aviv, Sharm El Sheihk e Baghdad siano scollegati e, in ogni caso, riguardino solo chi ne è direttamente coinvolto. Il quarto errore sta nel non riconoscere o negare la realtà integrale della fabbrica del terrore, che come in una catena di montaggio include in successione la predicazione violenta, l’indottrinamento alla fede del martirio, l’arruolamento nei gruppi terroristici, lo smistamento nei campi di guerra santa, infine l’attuazione dell’attentato terroristico. Il quinto errore sta nel sottovalutare e non contrastare la realtà dell’ideologia della morte che trasversalmente funge da collante tra l’estremismo islamico globalizzato e l’estremismo di sinistra e di destra in Occidente, basato sulla condivisione dell’antiebraismo , dell’antisionismo, dell’anti-israelismo, dell’antiamericanismo, dell’antioccidentalismo, dell’anticapitalismo, dell’antiglobalismo. Il sesto errore sta nel relativizzare il valore della vita, cosa che, da un lato, ha determinato la crisi della civiltà occidentale e, dall’a
ltro, ha fatto precipitare i  paesi musulmani nel nichilismo che disprezza la vita propria e altrui ed esalta la morte. Il settimo errore sta nell’ignorare che il diritto di Israele all’esistenza è diventato il discrimine tra l’ideologia della morte e la cultura della vita, tra civiltà e barbarie. Ho più volte detto che l’errore di fondo dell’Occidente è di concepire gli estremisti islamici a propria immagine e somiglianza, ignorando che mentre l’Occidente ragiona in termini cartesiani, loro ragionano in termini esclusivamente coranici”

 

“ Lei, in più occasioni, ha denunciato che le prime vittime del terrorismo islamico sono gli stessi musulmani. Perché? Come mai ?”

 

:” Sottolineo prima di tutto che il valore della vita o vale per tutti o non vale per nessuno. Anche la storia recente del Medio Oriente ci insegna che si è cominciato dalla criminalizzazione degli ebrei, poi dei cristiani, poi dei musulmani laici condannati come apostati e traditori, fino a legittimare il massacro indiscriminato dei musulmani che non si sottomettono alla tirannia dei terroristi islamici . Teniamo presente che nel fenomeno del terrorismo islamico globalizzato i carnefici sono musulmani, ma anche la gran parte delle vittime sono musulmane. Ebbene, proprio perché noi abbiamo a cuore il diritto alla vita di tutti, perché vogliamo la giustizia, la libertà, la sicurezza e la pace per israeliani e palestinesi, ebrei, cristiani, musulmani, occidentali e orientali, dobbiamo impegnarci insieme a sradicare la radice dell’odio che alimenta il terrorismo. Dobbiamo dire che il terrorismo non è mai giustificabile e non è mai legittimo, che il terrorismo è sempre di natura aggressiva e non reattiva. Dobbiamo dire che non si possono mettere sullo stesso piano il terrorismo che massacra perché rinnega il diritto alla vita degli altri, e le vittime del terrorismo che usano la forza delle armi per difendere il loro diritto alla vita. E’ tempo che la comunità internazionale consideri il terrorismo islamico globalizzato un crimine contro l’umanità. E’ tempo che le nazioni civili del mondo considerino un crimine contro l’umanità la negazione del diritto di Israele all’esistenza, l’istigazione a distruggere Israele , la condanna degli ebrei come miscredenti o nemici di Dio.

C’è una guerra in corso scatenata dal terrorismo islamico globalizzato che rifiuta il nostro diritto alla vita e alla libertà. Non è più tempo di compromessi sul valore della vita, non si deve mercanteggiare sul diritto di Israele all’esistenza. Soltanto accreditando il diritto all’esistenza di Israele, noi affermeremo il  diritto alla vita di tutti noi.

Oggi, Israele costituisce il discrimine tra la civiltà e la barbarie, tra la cultura della vita e la cultura della morte, tra il bene e il male. Oggi, più che mai, tutti coloro che sinceramente vogliono uno Stato per i palestinesi devono anzitutto sostenere il diritto di Israele all’esistenza. Oggi, più che mai, tutti coloro che sinceramente vogliono un mondo arabo e islamico libero e democratico devono anzitutto sostenere il diritto di Israele all’esistenza. Oggi, più che mai, tutti coloro che hanno a cuore una comune civiltà dell’uomo, devono anzitutto sostenere il diritto di Israele all’esistenza”

 

“Lei ha raccolto e sta raccogliendo centinaia di migliaia di firme per una grande manifestazione nazionale per la vita, per la dignità e la lbertà dei cristiani e per il riscatto dell’insieme della nostra civiltà Tra i firmatari anche i parlamentari modenesi Isabella Bertolini e Carlo Giovanardi.  Perché questa manifestazione? Quale obiettivo-missione si propone?

 

” Come vediamo tutti i giorni, occorre salvare i cristiani del Medio-Oriente. Stiamo assistendo in modo pavido ,irresponsabile e inaccettabile, alla persecuzione e all’esodo massiccio di centinaia di migliaia di cristiani che sono i veri autoctoni della regione. Alla vigilia della conquista araba e islamica, nel settimo secolo, i cristiani erano il 95% della popolazione della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo. Oggi, con 12 milioni di fedeli, sono precipitati a meno del 6% e si prevede che nel 2020 si dimezzeranno ancora . Questa tragedia umano continua. Anzi, con l’imbarbarimento civile in cui è precipitato il mondo arabo.musulmano , in preda al fanatismo ideologico degli estremisti islamici e all’intolleranza religiosa delle dittature al potere. Così in Iraq , i cristiani, dal 2003 ad oggi si sono ridotti da circa un milione e mezzo a soli 25.000. Il Vescono ausiliario di Baghdad , proprio in questi giorni, ha denunciato  il fatto che i cristiani in Iraq sono uccisi, rapiti, costretti a convertirsi all’islam o a pagare per ottenere protezione , a cedere le proprie figlie a dei delinquenti per evitare ritorsioni o a fuggire lasciando tutto il lavoro di una vita. Lo stesso vale per la Palestina, dove i cristiani costituivano il 25% della popolazione, poi con Arafat sono via via scesi  a minoranza. Ad esempio a Betlemme erano l’85%, oggi sono il 12%. A Gerusalemme erano l’85% della popolazione, oggi sono scesi al 2%. In Sudan abbiamo avuto un vero e proprio genocidio con l’eccidio di circa un milione e mezzo di cristiani . Genocidio che ci ricorda quello drammatico degli Armeni, che sono stati i primi al mondo ad abbracciare il Cristianesimo tredici anni prima di Roma con Costantino. Gli Armeni, nel 1915, sono stati massacrati dai Turchi e sono rimasti circa centomila. Si può continuare parlando del Libano (cristiani dal 55% al 27%), dell’Egitto (dal 20% al 6%, i cristiani). In quasi tutti i Paesi musulmani (dall’Algeria al Pakistan, all’Indonesia, alla Nigeria, all’Arabia Saudita, alla Somalia) i cristiani sono stati e sono vittime di vessazioni e discriminazioni, di violenze e di morte. Non possiamo più a continuare ad assistere inermi a queste barbarie. Pertanto, abbiamo deciso di organizzare, a Roma, il 4 luglio 2007, una grandiosa manifestazione nazionale a difesa dei cristiani perseguitati in Medio-Oriente e altrove, nel mondo”

 

“Quale è la situazione che si è creata in Palestina con la vittoria militare di Hamas ?”

 

“ Temo che dobbiamo dire “Stato  palestinese addio”E’ finito nella guerra fratricida, nel sangue e nella vergogna il progetto nazionale palestinese che, stando alla Carta dell’Olp e allo Statuto di Hamas , si fonda sulla volontà di distruggere Israele, anziché soddisfare le aspettative economiche, sociali e politiche dei palestinesi. La vittoria militare di Hamas segna una svolta storica perché mette la parola fine al sogno di due Stati per due Popoli, uno per i Palestinesi ed uno per gli Israeliani. Nessuno è senza colpe, in questa tragedia. L’Occidente, tra i tanti errori e colpe, ha quella di avere creduto ed addirittura premiato con il Nobel per la Pace il più cinico funambolo della politica mediorientale, Yasser Arafat, che nel 2000 non ha esitato a gettare alle ortiche uno Stato palestinese sul 96% dei territori palestinesi , pur di salvaguardare un potere personale frutto di compromessi con gli estremisti dell’Olp e i terroristi di Hamas. Il pericolo maggiore che stiamo correndo oggi e per il futuro è che i Palestinesi soggiogati da Hamas costituiscano una roccaforte del terrorismo islamico per tutto l’Occidente”

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