Virus

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""Dedicato alla sinistra buonista: non si nasce razzisti! Lo si diventa quando i cittadini adempiono i propri doveri e vedono calpestati i propri diritti. ""

Premetto: da diverso tempo, forse anche in maniera presuntuosa lo confesso, l’ascolto dei vari dibattiti sugli scandali della politica e dei politici lo lascio agli italiani che hanno scoperto da poco, come per tanto tempo certi personaggi politici e di conseguenza anche i loro partiti, li abbiano gabbati. Talk show, peraltro condotti da persone schierate politicamente (tutti a sinistra), sempre attenti ad interrompere l’ospite non schierato dalla loro parte  quando  dice una verità sgradita.  Eccetto qualche rara eccezione. Persone che si scandalizzano quando in queste trasmissioni si svelano le nomine facili all’Amac e dell’Atac (le società comunali romane),  durante la gestione del sindaco Gianni Alemanno a Roma.   Pronti, però, a chiudere  gli occhi sui limiti del proprio partito. Ovvio,  che se è nominato assessore il figlio o il nipote di un ex senatore del Pd nessuno degli appartenenti ai circoli rossi scaglia anatemi. L’iscritto tace: in fondo, ha anche lui un figlio o un nipote. Ora è uno studente, ma poi avrà bisogno di un posto di lavoro. Le minestre riscaldate già le conosciamo.

Il motivo che mi ha indotto a non cambiare canale la sera del 23 ottobre c.m.,durante la puntata di Virus- il contagio delle idee condotto egregiamente da Nicola Porro, è stato quello che l’ospite era Matteo Richetti, a mio avviso, intelligente e abile politico della nostra provincia. Un volto che ispira fiducia e buona parlantina capace di uscire vincitore, da come lo ricordo io, da ogni dibattito.

Purtroppo per lui, in quella serata si è scontrato con il direttore di Libero, il “senza peli sulla lingua” Maurizio Belpietro e gli argomenti trattati dal conduttore Porro. Ora, non so se Richetti era informato di questi ultimi, ma, guardando le immagini che andavano in onda, il giovane rampante della politica, mi è sembrato turbato, a differenza di tanti suoi colleghi di partito, che come si suole dire, hanno il pelo sullo stomaco. Quest’ultimi altri poi non sono che i nipotini di quelli che nel dopoguerra, in questa regione, facevano tabula rasa degli oppositori.

Ora, se questo mia interpretazione fosse esatta, spero che Richetti, uscito sconfitto dallo scontro con Belpietro, sappia essere obiettivo e qualche volta si schieri dalla parte di alcune delle questioni spinose andate in onda. Un esempio: risolva il problema di quella signora che si è ritrovata senza casa. Altro esempio, se non ho capito male. Ad ogni persona che approda in Italia, sono dati 35 euro al giorno e se la matematica non è un’opinione, sono circa 1.050 euro, più vitto e alloggio.

Caro Richetti, molti pensionati italiani campano con molto meno, facendo ricorso ai soldini messi da parte in gioventù (con tanti sacrifici) e, purtroppo, in alcuni casi andando a rovistare nei cassonetti Non per essere un San Tommaso, ma tutti quelli che vengono qua, scappano da una guerra e sono quindi bisognosi di ospitalità? No, io penso che fra essi ci siano, come dice un vecchio proverbio, molte spalle rubate all’agricoltura, per non dire alla delinquenza del loro paese.

Ovvero, molti di questi emigranti sono giovani, che nonostante il viaggio non certo da prima classe, hanno un aspetto tutt’altro che patito. Dico questo perché, sei mesi orsono, mi sono concesso una settimana di vacanza a Sharm el Sheikh. Com’è mia abitudine, cerco sempre di integrarmi e capire la mentalità di un altro popolo e di un’altra religione. Superata la prima fase di sospetto (aiutato in questo anche dalle mance), ho scoperto che quasi tutti, direi un buon 99% di facchini, camerieri e giardinieri, sono egiziani e molti di loro hanno lasciano la famiglia al Cairo per lavorare e aggiungo, non amano i Fratelli Musulmani.  Le assicuro che prendono molto meno loro, in un mese di lavoro (integrano però lo stipendio con le mance), dei  giovani nominati sopra, in meno di una settimana. 

Numerose persone che approdano, secondo gli organi d’informazione, sono siriani che scappano dal cattivo Baššar Hafiz al-Asad, e sarà anche vero. Però, a prescindere che in politica estera un politico italiano specialmente di sinistra capisce l’otto per il diciotto, Richetti mi deve spiegare perché Asad, in altre parole lo stato siriano, non appoggia la discriminazione religiosa. Così l’occidente ha inviato aiuti ai suoi nemici, al pari dell’Arabia Saudita, che certamente non si può dire, in materia religiosa, sia molto aperta e tollerante. Quindi rinnovo l’augurio a Matteo Richetti che, da persona intelligente come lo considero, pensi anche agli italiani, altrimenti la mala erba del razzismo fra i poveri, è destinata a crescere.

Termino questo lungo articolo, con un breve commento alla notizia dell’impiccagione in Iran di Reyhaneh Jabbari, la donna che nel 2009  (secondo la sua versione), avrebbe ucciso un uomo mentre cercava di violentarla. La mobilitazione del mondo e gli appelli per fermare l’esecuzione non sono bastati. La mia personale visone della vicenda, e della sua terribile conclusione, è che la causa non vada ricercata nelle prove, vere o presunte tali, per l’esecuzione.  L’Iran se ne frega di tutto ciò: il regime degli ayatollah uccide per molto meno. L’esecuzione della ragazza è un chiaro messaggio degli ayatollah che, fino a ieri, erano i depositari del Corano ai nuovi ortodossi (Isis).  Ovvero – Siamo ancora noi i più duri  e puri-. 

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