Vincere con garbo, perdere con stile

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Che cos’hanno in comune i tifosi britannici che hanno fischiato l’Inno italiano, i calciatori inglesi che si sono sfilati dal collo la medaglia del secondo posto, la massa degli spettatori e  i VIP - reali compresi -  che hanno abbandonato lo stadio prima della premiazione? Hanno in comune non soltanto un comportamento antisportivo ma anche un’occasione perduta  per dare una lezione di fair play e di classe.  E  forse hanno anche un po’  di responsabilità per le azioni dei tifosi inglesi, le violenze fuori dello stadio contro gli italiani e gli insulti razzisti ai loro atleti di colore.


Il Calcio, da taluni snobbato, da altri considerato lo sport più bello. C’è posto per tutti a questo mondo. E, in ogni caso, ben pochi, in questo mese degli Europei 2020 potevano sfuggire almeno alla visione di qualcuna delle partite, sia  perché gareggiava la nostra Nazionale, sia perché si tratta sempre di sport , il  mezzo ideale per imparare a comportarsi con correttezza, in campo e fuori.  La lealtà sportiva, l’accettazione  della vittoria con garbo e della sconfitta con stile, sono le prime cose che si dovrebbero  apprendere con le regole delle varie discipline.

Si deve sempre distinguere, si  sa, tra il comportamento degli atleti in campo e il comportamento di certa  teppaglia che si annida fra i loro tifosi. Ma  le aggressioni agli italiani fuori dello stadio di Wembley sono l’ombra lunga di gesti  assolutamente antisportivi  non degni di atleti stellari, compiuti dai calciatori inglesi, al cospetto del mondo intero. Premiati con la medaglia d’argento di chi si classifica secondo, con un gesto di grande volgarità, a mio avviso,  si sono tolti la medaglia dal collo l’istante successivo, dimostrando di non rispettare il risultato e di non riconoscere il merito agli avversari.
Gesto esecrabile che, a onor del vero, molti altri calciatori anche nel recente passato, anche di  squadre nostrane, hanno compiuto, in  competizioni internazionali o interne.  
Un atleta, dopo aver perso una partita di questa importanza, può piangere di delusione, di rabbia… ma è pur sempre arrivato onorevolmente secondo. Sfilarsi la medaglia meno importante, come se fosse un’onta, è un gesto meschino, non senza conseguenze.
I notabili, reali compresi, che affollavano la  tribuna VIP, con una caduta di stile notevole,  si sono allontanati anzitempo dallo stadio,   così come i tifosi che evidentemente non reggevano alla vista della coppa che da “home” tornava a “Rome”  come si dice  con un fin troppo facile  gioco di parole

Confidando  nelle indiscutibili doti della squadra,  la stampa inglese da settimane  parlava, appunto, del calcio che “tornava a casa”  caricando di aspettative splendide  la storica partita. Se  la  civiltà della tifoseria si misura  dal rispetto che riserva all’avversario, con l’inaccettabile  coro di fischi durante l’Inno italiano   gli inglesi hanno toccato il gradino più basso dell’inciviltà. Che cos’hanno in comune i tifosi britannici che hanno fischiato l’Inno, i calciatori inglesi che si sono subito sfilati dal collo la medaglia ricevuta per il secondo posto,  i VIP che hanno abbandonato la tribuna  prima della premiazione? Non soltanto un comportamento antisportivo ma anche  una notevole parte di responsabilità nelle aggressioni verso gli italiani all’uscita dello stadio di Wembley, come pure nella valanga di  insulti, minacce e impubblicabili epiteti dei quali sono stati fatti oggetto sui social, i calciatori inglesi, guarda caso di colore,  colpevoli di essersi fatti parare i rigori. Con buona pace dei calciatori  che un paio d’ore prima si erano inginocchiati  virtuosamente, a testimoniare tolleranza e antirazzismo.

In pratica, è stata un’occasione perduta per le stelle di prima grandezza pagate a peso d’oro, una caduta d’immagine per VIP grandi e piccoli, per i tifosi  e, in generale, per chi ciancia di fair play guardandosi bene dal praticarlo, dentro e soprattutto  fuori dal campo.
Accettare con grazia e stile le sconfitte, quelle sportive e comunque  quelle che la vita pone davanti a chiunque, è sicuramente difficile ma meritevole quanto e più di una vittoria.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Vincere con garbo, perdere con stile

A.D.Z.

Immigrazione fuori controllo

Massimo Nardi Gli sbarchi continuano anche in periodo di pandemia anche se, a causa di essa, alcune notizie hanno meno risalto.

L’Inno d’Italia cantiamolo nella vita

Alberto Venturi

È bello cantare insieme e ancora più bello sarebbe camminare insieme, che non vuole dire avere le stesse idee, ma riconoscerci reciprocamente il diritto e il dovere all’appartenenza e a condividere la volontà del bene comune; altrimenti ridurremo il nostro inno nazionale ad un canto goliardico, al coro di una qualsiasi squadra di calcio, da consumare in una notte d’estate.

Al CVVV è di scena “l’Operetta”

La Reine

Venerdì 7 luglio alle ore 20.00 presso il Centro Via Vittorio Veneto,  a Fiornano Modenese, abbiamo assistito ad un altro strabiliante Concerto

Da Carrà a Ferragni

 Ugo Volpi

Il primo segnale che lo spettacolo stava imponendosi sulla politica si ebbe ai tempi di Mixer: un sondaggio metteva al primo posto la Carrà, come sul personaggio dell’anno,  seguita da Pertini e Giovanni Paolo II. Fu censurato dai vertici Rai e la  versione “addomesticata” , uscita  sul Corriere Tv, metteva la triade a parimerito.

Due Giuseppe hanno una cosa in comune: la fame di potere

Nuccio Carrara

È fin troppo chiaro che Giuseppe Conte non vuole tornare a fare l’avvocato e Beppe Grillo non vuole tornare a fare il comico: entrambi hanno bisogno di un partito e provano a contendersi le spoglie di quel che è rimasto del Movimento 5 Stelle.

Il successo negli investimenti

Eugenio Benetazzo

Purtroppo la rete pullula di influencers ventenni che vi dicono come si diventa milionari in pochi mesi, ostentando ingannevoli forme di ricchezza farlocca. Le giovani generazioni si fanno abbindolare proprio dai loro stessi coetanei, in quanto rientrano sempre più spesso nella casistica della mediocrità sociale (videogiochi, social gossip, reality show & company).

Buona settimana e buona lettura del n. 757– 452.

 

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