Vince l’astensione: Stefano Bonaccini un presidente di regione dimezzato

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In Emilia Romagna il risultato era scontato. Nonostante lo scandalo dei consiglieri indagati per ""allegri""  rimborsi della regione, il popolo sovrano ha fatto la sua scelta. 

Vince il partito della protesta che esprime il proprio malessere non andando a votare. Questo è il risultato che esce dalla tornata elettorale molto parziale delle elezioni regionali anticipate del 2014. Parziale, perché al voto sono andate solo due regioni. Una al nord, l’Emilia Romagna, e una al sud, la Calabria. In entrambi i casi le persone che sono andate al voto sono ben al  di sotto del 50%.

Se la vogliamo vedere dal punto di vista degli schieramenti politici, possiamo dire che c’è stata una vittoria del centro sinistra che strappa, al centro destra, la Calabria. In Emilia Romagna il risultato era scontato. L’avevo scritto in precedenza: a Stefano Bonaccini piace vincere facile. Nonostante lo scandalo di come sono stati usati, allegramente, dai consiglieri regionali i rimborsi della regione, il popolo sovrano ha fatto la sua scelta.

Ha scelto la continuità: quindi i cittadini dei comuni  terremotati e inondati, e che lamentano ancora disagi, infinita burocrazia, e se vogliamo dirla tutta anche l’ingiustizia di dover pagare una tassa sulla casa che non c’è più o è stata lesionata, smettano di lagnarsi se le cose non vanno bene!

Ora,  una piccola analisi del voto, raffrontandolo con le elezioni Europee. Il centro sinistra vince, ma subisce una erosione di voti dovuta all’astensione. I grillini perdono sei punti in percentuale, dimostrando che il loro precedente successo elettorale era un fuoco di paglia. Il candidato del Ncd-Udc-Emilia Romagna Popolare raccoglie uno striminzito 2,66% e non elegge nessuno candidato.

Veniamo ora alla coalizione che sosteneva il candidato leghista Alan Fabbri. Malissimo, Forza Italia, che scende al 8.36 %. Mancando la presenza diretta del suo leader, Silvio Berlusconi, il partito, dilaniato al suo interno da lotte fratricide, perde ancora consensi. Fratelli d’Italia, nonostante l’impegno di Giorgia Meloni, paga indubbiamente il fatto che sia stata scavalcata a destra dalla Lega sui temi cari a molti italiani. Non ultimo, il fatto che è un partito giovane e qualche volta questo non paga.

 Veniamo ora all’unico vero vincitore: la Lega Nord. Ottimo il risultato del suo candidato, con il 29,85% ottenuto con il voto leale degli alleati. Il partito schizza al 19,42%. Segno che in Emilia Romagna,  ciò che in tempi non sospetti avevo sostenuto, e cioè il Salvini-pensiero, è stato ben recepito dall’elettore. Ora, tocca ai dirigenti locali metterlo in pratica. Cito a memoria: dalla protesta alla proposta. Non solo secessione, ma anche Italia!

 

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