Vignola Due

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Prosegue l'inchiesta di Alex Scardina con un breve viaggio nel mondo scolastico vignolese, tra luci e ombre.

La Scorsa settimana, con Vignola Uno, abbiamo iniziato un percorso all’interno delle criticità del territorio di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli; oggetto dell’analisi del primo numero la (in)sicurezza stradale. Con questa puntata, la numero due, compiamo un breve viaggio nel mondo scolastico vignolese, dove scopriremo tanto male e tanto bene. Al centro dell’indagine di questa settimana troviamo la scuola dell’infanzia “Cappuccetto Rosso” e la scuola elementare “Jacopo Barozzi”.

 

Seguendo un ipotetico percorso formativo partiamo dalla situazione della scuola dell’infanzia. Si tratta di una delle ultime strutture sorte nella città della ciliegia e destinate alla formazione dei più piccoli. La scuola in sé non presenta particolari problematiche: l’area si sviluppa integralmente al piano terra, e attorno è presente un ampio parco. Lo stesso discorso non vale però per l’area circostante. Infatti “Cappuccetto Rosso” è nell’occhio del ciclone…dove regna la tranquillità, mentre tutt’attorno, il caos, compie i suoi danni. Raggiungere l’asilo in auto, in bici o a piedi è estremamente pericoloso. La strada (Via Ca’ de Lazzarini) su cui malauguratamente affaccia l’ingresso è altamente sconnesso. Per evitare le buche gli automobilisti devono compiere percorsi eccentrici; due auto che procedono in senso opposto devono passare una per volta. Gli stessi pedoni e le biciclette per evitare le “fosse” non possono camminare sul ciglio della strada ma in mezzo alla corsia. Insomma, questa situazione, che è tale sin dalla sua apertura, è ora che venga definitivamente risolta. Come? Sarebbe sufficiente riasfaltare l’intero tratto di strada, circa 300 metri. Aspettiamo ansiosi segnali dall’Amministrazione.

 

Per una Bad news, in questo caso, c’è pure una Good News. Si tratta della scuola elementare “Jacopo Barozzi”. Sono infatti quasi terminati i lavori di ristrutturazione volti alla creazione di un vero cortile, dotato finalmente di terra battuta e prato, e non di desolanti asfalto e cemento. I non vignolesi devono immaginare la scuola, fino allo scorso anno scolastico, come un carcere, dove una porzione del cortile era stato ricavato da una vecchia laterale di Viale Vittorio Veneto, chiusa al traffico, con grandi grate di ferro e bambini che compivano giri circolari durante il loro quarto d’ora d’aria.

 

Ora vorremmo, seguendo l’esempio delle “Barozzi”, magari un filino più celermente, che il lupo sia fermato prima che mangi la nonna e “Cappuccetto Rosso”

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