Vignola difende l’acqua pubblica…quella dei temporali!

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Incuria, storie di ordinaria trascuratezza... il tutto diviene straordinario disagio e pericolo per i cottadini art. di Alex Scardina

Sabato scorso, era il 13 ottobre per essere esatti, un temporale ha battuto l’area attorno a Vignola. Un fenomeno comune, per altro nemmeno particolarmente violento rispetto a tanti altri già registrati in passato. Eppure Vignola è apparsa proprio come una piccola Venezia.

 

L’acqua, accumulata sul ciglio della strada, aveva iniziato a scorrere seguendo le pendenze e spostandosi in direzione del margine opposto o stagnando al centro. Quando la cadenza della pioggia raggiunse il suo culmine questi rivoli si unirono formando un fiume che dalla zona Vescovada percorreva tutta la Tangenziale, via Circonvallazione, tra la perplessità dei più. In corrispondenza dei tombini si formavano gorghi, da cui Scilla e Cariddi cercavano, invano, di risucchiare tutto il possibile. Perché invano? Per la semplice ragione che se non vengono mai puliti la possibilità di scolo è notevolmente più ridotta del normale. E’ come un’aspirapolvere piena…possiamo continuare a riempirla ma la polvere già raccolta dove la mette? O Esplode il sacco (tombino) o non aspira più nulla! Per ovviare al problema c’erano poveri cristi che si muovevano nella Panthalassa vignolese col solo scopo di dar la caccia ai tombini per scoperchiarli…

 

                                                                                                                                                        …

che bell’immagine quella che vedete qui sopra, con il poliziotto municipale con l’acqua al ginocchio, non alle caviglie ma, ripeto, al ginocchio; dopo aver appena liberato la grata dello scolo indica al malcapitato di turno, il sottoscritto, come guadare il fiume per continuare la ricerca dell’Eldorado.

 

Va bene, lo confesso, io votai Sì al referendum in difesa dell’acqua pubblica, ma non di questa acqua pubblica! state cercando di farmela pagare?

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