Vigili Urbani: dal fischietto e paletta allo Sceriffo con cinturone e pistola (polemiche in corso)

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Stefano Bargi: L’arresto da parte della Polizia Municipale sassolese di uno spacciatore.

 

Leggendo la stampa, mi pare di capire che a certi elementi del Partito Democratico non piace che la Polizia Municipale svolga il proprio dovere. Sembra infatti incredibile ma il consigliere Morini parla addirittura di “insicurezza” se degli agenti della Municipale arrestano uno spacciatore con le pistole in pugno.

Sarò forse io ad essere poco informato ma se non sbaglio lo strumento con cui si effettuano arresti e si garantisce la “collaborazione” di certi soggetti, che potrebbero anche essere pericolosi, sono proprio pistole e manette, e la polizia esiste proprio per poter svolgere questo ruolo. Ma probabilmente per Morini il compito della PM è semplicemente quello di dirigere il traffico e poco altro, anzi sembra proprio infastidito dalla riuscita di quest’operazione da parte degli agenti della Municipale sassolese.

Noi della Lega abbiamo sempre ritenuto importantissimo e fondamentale il ruolo della Polizia Municipale nelle operazioni di sicurezza ed ordine pubblico locali; e quanto accaduto con l’arresto dello spacciatore, che tanto ha scandalizzato Morini, è la prova che avevamo ragione.

Se poi vogliamo aprire un sipario sulla confusione che si genera dalla presenza di diverse forze dell’ordine sul territorio del paese, sono sempre pronto al confronto, ma sicuramente certe uscite sulla stampa non possono essere tollerate.

Vi è poi il caso di Modena, dove tre persone dichiarano di essere state trattenute da agenti sassolesi ingiustamente. Su questo fatto noi chiediamo ovviamente chiarezza, ma la Procura ha già aperto un’inchiesta, quindi non ci resta che aspettare.

Vorrei concludere ricordando al PD ed ai suoi componenti che difficilmente potranno pensare di governare in futuro la Città se si fanno rappresentare da chi non perde occasione per uscire sui giornali con assurde e, a prima vista, insensate “sparate”.

 

Stefano Bargi,

Segretario e Capogruppo

Lega Nord – Padania di Sassuolo.

 

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Priorità: sicurezza dei cittadini

Del sindaco Claudio Pistoni

 

Due episodi connessi alla importante operazione contro lo spaccio di stupefacenti alla quale hanno partecipato agenti di polizia municipale del nostro distretto, con funzioni di polizia giudiziaria, comportano elementi di preoccupazione per le modalità con cui si sarebbero svolti.

L’arresto di uno spacciatore al Bocciodromo di Spezzano, stando agli articoli di stampa, sarebbe avvenuto alla presenza di cittadini inermi, mettendoli in un potenziale pericolo, anche per le loro possibili reazioni emotive incontrollate.

Su questo episodio ho chiesto una relazione sia ai comandanti Stefano Faso e Carlo Alberto Romandini, responsabili della polizia giudiziaria dei corpi di polizia municipale del distretto, che a Mario Rossi e Marco Gaddi, rispettivamente comandanti dell’Intercorpo e del Presidio di Fiorano.

L’episodio di Modena è stato invece un errore che poteva avere anche conseguenze ancora più gravi.

Le altre forze dell’ordine erano state avvertite dell’operazione? Se passava qualche pattuglia, vedendo persone in borghese armi in mano, come avrebbero reagito?

Unisco le mie alle scuse espresse da Caselli alle persone ingiustamente coinvolte.

Da questi episodi dobbiamo uscire ribadendo che la sicurezza di cittadini ‘inermi’ ed estranei alle operazioni in corso deve essere la priorità.

L’uso di armi in luoghi pubblici, come il Bocciodromo, le scuole, i supermercati ecc. dove sono presenti altre persone, deve essere limitato soltanto a casi estremi e l’arresto di un pregiudicato, quando non siano in pericolo vite umane, deve avvenire senza spettacolarizzazione ed evitando ogni coinvol
gimento di cittadini terzi.

Tutti condividiamo l’impegno di garantire la sicurezza ai nostri cittadini, ma credo che esistano altri modi, che non siano le scene da far west o il limitarsi a fischietto e paletta. Non è la prima volta che gli agenti di Fiorano partecipano ad azioni di polizia giudiziaria, con merito e ottimi risultati, dimostrando serietà, responsabilità e motivazione; è invece la prima volta che ci troviamo con queste conseguenze e soprassedere non rende giustizia ai nostri agenti perché rischia di incrinare la fiducia che i Fioranesi hanno nei loro confronti.

Ho anche preso atto delle dichiarazioni del comandante Stefano Faso.

Non ho nulla da eccepire finché esse si riferiscono a Sassuolo e alle politiche dell’amministrazione comunale di quella città, ma se coinvolgono anche gli agenti e l’amministrazione comunale di Fiorano, allora ritengo doveroso fare chiarezza.

Ribadisco che l’uso della nostra polizia municipale a supporto di attività di polizia giudiziaria, pur doveroso e importante, non deve generare confusione di ruoli. Per la sicurezza e la lotta contro la criminalità ci sono le forze dell’ordine perché la Polizia Municipale ha anche altri ruoli, come il presidio del territorio, la vigilanza sui cantieri edili, sul commercio, sul rispetto dei regolamenti comunali e la sicurezza sulle strade. Pure con questi servizi si contribuisce alla sicurezza e alla legalità; basti pensare al pericolo di infiltrazioni criminali in attività commerciali e produttive, il lavoro nero, lo sfruttamento di stranieri, il mancato rispetto delle norme ecc.

Ufficio Stampa

Comune di Fiorano Modenese

24 febbraio 2012

 

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Sassuolo, Paolo Trande: “Residui dell’ossessione securitaria leghista?”

“Erano stati avvisati i vigili di Modena dello sconfinamento di un altro corpo di vigili?”

 

Il capogruppo Pd in consiglio comunale a Modena Paolo Trande ha presentato una interrogazione urgente per fare chiarezza sulla contestata operazione “fuori confine” condotta dalla polizia municipale di Sassuolo. Ecco la sua dichiarazione:

 

E’ da due giorni che leggiamo sulla stampa locale di blitz, sconfinamenti territoriali, di vigili urbani sassolesi che scorazzano per le strade del nostro territorio brandendo armi manco fossimo in un brutto film americano degli anni ‘70. Abbiamo anche letto di normali cittadini, immacolati dal punto vista giudiziario, che sarebbero stati oggetto di comportamenti sproporzionati e violenti al punto da dover ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Abbiamo, ancora una volta, sentito lo “sceriffo” Menani cercare goffamente di giustificare, quello che appare come un maldestro blitz di vigili urbani nel territorio di Modena, come “un’operazione di polizia giudiziaria con personale altamente addestrato e dopo avere dato informazione alla Procura della Repubblica”. Per il momento c’è una sola certezza tre inermi cittadini sono stati vittima di comportamenti con ampio uso della forza da parte di una specie di “corpo speciale in borghese” (già su questo ci sarebbe da fare delle serie considerazioni) dei vigili urbani di Sassuolo e la Procura della Repubblica di Modena (informata? Lo vedremo) ha aperto una inchiesta con le ipotesi di reato di violenza privata, perquisizioni abusiva e lesioni. Noi non sappiamo che cosa sia accaduto e sarà la magistratura a chiarire ma la sensazione che proviene dal racconto dei media locali è che siamo dinanzi ad uno degli effetti della onda lunga, residuale ma non per questo meno pericolosa, della cultura securitaria leghista, com’è noto, molto appariscente e spettacolare ma inefficace e spesso disastrosa sul piano del rispetto dei diritti dei cittadini e del contrasto vero alla criminalità. Sono gli effetti di una mutazione genetica, surrettizia e senza un’organica legislazione che ne fissi gli estremi, imposta localmente ai vigili urbani divenuti sempre più, a causa di alcuni pessimi politici da show più interessati al consenso facile che non alla soluzione dei problemi, dei sostituti delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, finanza) sempre più agonizzanti per i tagli del passato governo Berlusconi.

Noi siamo sicuri che anche i cittadini di Sassuolo non ne possono più e non mancheranno di farlo sapere e sentire ma nel frattempo chiediamo che le spettacolari  azioni dei “corpi speciali in borghese” dei vigili di qualsivoglia località stiano lontani dal territorio di Modena dove non è consentito a nessuno  ledere diritti di libertà ed esercitare violenze su cittadini inermi rei di “”essere al posto giusto nel momento sbagliato”” come ha dichiarato, con leggerezza statistica degna di altre situazioni, il comandante dei vigili urbani di Sassuolo Stefano Faso. Aspettiamo con pazienza l’indagine della Magistratura che chiarirà nel dettaglio eventuali responsabilità personali ma intanto, rimanendo sulla parte amministrativa e organizzativa qualcuno almeno ci dica, da subito:

1) se si trattava di una azione di polizia giudiziaria
autorizzata da un magistrato

2) se erano stati avvisati i vigili urbani di Modena dello sconfinamento di un corpo di vigili che non ha nemmeno aderito alla organizzazione della Unione Comuni modenesi del Distretto ceramico.

 

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Di seguito l’interrogazione urgente di Paolo Trande (capogruppo Pd)

 

COMUNE DI MODENA

Consiglio Comunale

Gruppo consiliare del Partito Democratico

Modena 24/2/2012

 

·       Alla Presidente del Consiglio

·       Al Sindaco

 

INTERROGAZIONE URGENTE

Oggetto: Occorre chiarezza e trasparenza sull’operazione compiuta a Modena dalla Polizia Municipale di Sassuolo il 21 febbraio 2012.  Come è possibile che persone del tutto estranee ad indagini siano costrette ad uscire dall’auto con la pistola puntata addosso, ammanettate e strattonate al punto da subire lesioni?

 

 Premesso che (come appreso dalla stampa locale , ):

·       nel pomeriggio del 21 febbraio 2012 alcune persone, nell’area di pertinenza di un albergo sito nel Comune di Modena si sono viste bloccare, con una pistola puntata, da giovani vestiti normalmente e che non avevano nessun distintivo;

·       che tali persone armate e che viaggiavano su auto prive di qualsiasi contrassegno non si sono subito qualificate, hanno fatto scendere con forza i predetti dall’auto ed hanno utilizzato le manette;

·       che solo dopo hanno detto di essere della Polizia Municipale di Sassuolo;

·       che i malcapitati affermano di essere stati spaventati, strattonati, spinti contro l’auto, ed uno addirittura all’interno con la pistola puntata;

·       che le prognosi, certificate dal Pronto Soccorso, per le lesioni subite sono di sette e venti giorni;

·       che le predette persone affermano di essere rimaste in Questura dalle ore 18,00 sino all’una di notte ed hanno presentato denuncia per violenza privata

·       che le dichiarazioni odierne del vicensindaco di Sassuolo (Sig. Menani) parlano di una «operazione di polizia giudiziaria con personale altamente addestrato ed era stata data informazione alla Procura della Repubblica»1

·       che il Comandante della Polizia Municipale di Sassuolo, Dr Stefano Faso, porgendo le scuse ai cittadini, ha dichiarato che i  malcapitati «si sono trovati al posto giusto nel momento sbagliato»

 

Si interroga la S.V. per sapere:

 

1) se le modalità dell’operazione compiuta da personale in borghese, da operatori della Polizia municipale fuori dai Comuni di appartenenza il 21 febbraio 2012 sia da considerare legale e corretta;

2) se l’uso delle armi sia avvenuto con  modalità appropriate e corrette, se sia stato necessario, proporzionato e secondo legge in base alla concreta vicenda in cui si inseriva e se sia vero il particolare della “pistola puntata dietro la schiena”;

3) se l’uso della forza fisica nei confronti delle persone rimaste ferite sia stato adeguato e non sproporzionato, anche sulla base delle conseguenze fisiche subite;

4) se l’uso delle manette abbia avuto caratteristiche di proporzione ed adeguatezza;

5) se la Polizia municipale intervenuta fosse autorizzata dall’Autorità Giudiziaria ad agire nel territorio di un Comune diverso da quello in cui presta servizio e se esistessero, tra coloro che sono intervenuti, figure con la qualità di Ufficiale di polizia giudiziaria;

6) se ritenga corretta l’affermazione di chi ha giustificato l’accaduto affermando che le persone erroneamente fermate si trovassero lì “al momento sbagliato”;

7) per quali ragioni il personale operante non conosceva la fisionomia delle persone da arrestare in flagranza al punto di creare conseguenze così gravi ai danni di estranei;

8) quali sono, secondo le leggi vigenti, i limiti degli interventi della polizia municipale in attività riguardanti la criminalità comune quali siano le norme che fanno intervenire la Polizia municipale e non, invece, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza ed ai Carabinieri

9) quali strumenti hanno a disposizione i cittadini che si trovino coinvolti per errore di persona in un’operazione di polizia e subiscano danni fisici e morali;

10) quali interventi è possibile compiere per evitare il ripetersi di analoghe vicende;

11) se il personale operante della Polizia Municipale che è intervenuto abbia avuto specifica preparazione in operazioni di polizia giudiziaria con l’uso delle armi;

12) se vi fossero modalità operative, in un’operazione del genere, tali da escludere qualsiasi pericolo di coinvolgimento di persone estranee.

 

 

Paolo Trande (capogruppo Pd)

Francesco Rocco (vicecapogruppo Pd)

 

Ufficiostampa 

Pd Modena.

 

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Arresti per droga a Sassuolo

L’Assessore Claudia Severi: “I risultati premiano l’azione della Polizia Municipale”

“Solidali con le persone coinvolte nell’operazione antidroga della Polizia Municipale, fiduciosi nel lavoro degli organismi chiamati a fare chiarezza sull’episodio, e determinati a respingere ogni tentativo di strumentalizzazione di chi, pur di attaccare l’Amministrazione comunale, è pronto ad offuscare ad arte gli straordinari risultati ottenuti nell’azione dei nostri agenti anche sul fronte dell’ordine pubblico, e che negli ultimi giorni ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente”

Questo è quanto affermato dall’Assessore alle pari opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi.

“Noi stiamo e siamo dalla parte degli agenti e del Comandante Stefano Faso ai quali va il plauso per avere messo a segno un altra importante operazione di Polizia. Il segnale mandato ai delinquenti è chiaro. A Sassuolo non c’è più spazio né per la loro presenza né per le loro azioni. Rammarica vedere invece come dall’opposizione si siano levati scudi proprio nei confronti dei tutori della sicurezza e delle loro azioni, sulla cui validità parlano i risultati, arrivando perfino a sindacare sull’opportunità o meno, da parte degli agenti, di mostrare le pistole durante un blitz antidroga. Nel modello della sicurezza del PD per procedere all’arresto dei  criminali, è necessario inviare loro un preavviso scritto? Per l’opposizione il problema sono i delinquenti o chi li arresta e le modalità con cui vengono arrestati? E’ chiaro che se ci sono stati errori durante l’operazione questi vanno chiariti, ma è altrettanto evidente l’ottimo lavoro svolto quotidianamente e con grande professionalità dagli agenti della Polizia Municipale di Sassuolo dal Comandante Faso, ai quali rinnoviamo pieno sostegno, e che hanno contribuito a rendere la no
stra città sempre più sicura e vivibile””

Sassuolo 27 febbraio 2012

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