“Vietato vietare”

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Fra gli innumerevoli slogan che imperversavano nel “Sessantotto” c’era anche “Vietato vietare” …
in ogni campo. Oggi, l’incapacità di essere autorevoli, porta molti genitori ad estendere questo
concetto all’educazione dei  figli, ai quali  concedere  tutto il possibile, soprattutto la libertà, 
anche quando  è pericolo, quando è inopportuna, per età e situazioni. Tutto, purché siano  felici.

Quella che ha visto  coinvolte due giovanissime sorelle, travolte e uccise da un treno in transito alla stazione di  Riccione, è l’ennesima tragedia cui ci è dato assistere,  addolorati e sgomenti.  Altre volte, a falciare giovani vite sono gli incidenti stradali con la velocità, unita all’imprudenza e all’imperizia di chi si mette alla guida, unita alla stanchezza dopo un’allegra serata che talvolta si protrae fino all’alba. Consapevole di cadere nell’ovvio, alle cause  appena elencate è purtroppo necessario aggiungere l’eccesso  di alcool e l’assunzione di  sostanze stupefacenti in micidiali  cocktail.

I figli, avvalendosi di esempi  sempre a portata di mano, di amici   e compagni cui i genitori,  (indulgenti, di manica larga, o incoscienti, dipende dal punto di vista) permettono cose inenarrabili, pretendono la stessa  libertà e  tante concessioni. Quindi, per non far sentire i  figli  “diversi” rispetto ai coetanei cui è concessa la briglia sciolta, si permette loro  tutto, anche ciò che magari non si approva,  purché siano felici.

Oggi,   prima di  qualsiasi  dovere, verso sé stessi, verso la famiglia, verso la società… sembra che per i  giovani venga il diritto  ad essere felici, felici di una felicità rincorsa con la vita resa quanto più agevole possibile, ricca di opportunità, di stimoli,  di  divertimento, di tappe bruciate, di  libertà.  Sono gli adulti  ad avere indirizzato  così le loro  vite. Smussando le asperità, cercando  di proteggerli  dalle delusioni, nella scuola, nei rapporti sociali…  Concedendo loro  con l’amore e la tenerezza (talvolta al posto di esse)  tantissime cose materiali e, soprattutto, la libertà. Anche quando  la libertà  eccessiva  è pericolo, quando  è inopportuna, per età e  per situazioni. All’insegna di  quel “Vietato vietare” che i Ioro genitori, lontani giovani nel “Sessantotto” ,  scandirono in quegli anni,  fra gli innumerevoli altri slogan.

È sempre terribile e dolorosa la conta delle vittime, ancora di più quando  esse sono minori che,  francamente, i genitori avrebbero il dovere di tutelare, anche limitandone la libertà eccessiva; minori che appaiono del tutto  fuori  posto a fare le ore piccole, sovente a centinaia di km  di distanza da casa.

Che lo si faccia  per professione o per altro, commentando eventi simili ci si affanna a cautelarsi, mettendo per così dire “le mani avanti”, dicendo che non si  giudica nessuno, che non si  vuole certo dare la colpa a nessuno, genitori o  figli che siano, per il terrore di apparire arretrati, bacchettoni, moralisti e retrogradi. Si dovrebbe avere il coraggio, invece, di dire che qualche “no”, detto dai genitori al momento e nel modo giusto, avrebbe salvato molte vite.

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Buone vacanze – Redazionale

“Vietato vietare” di A.D.Z.

Chi trova un’associazione trova un tesoro di Alberto Venturi

La deriva della Sinistra di Nicola Rega

Adriano Pacifico, di nome e di  fatto di Ugo Volpi

Itaca – Lo spettacolo che non c’è di Eva Burini

L’oggetto del desiderio di Antonio Tallillo

Buone vacanze e buona lettura del n. 810 – 503.

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Una risposta

  1. La giostra impazzita
    D’accordo su tutta la linea questa mattina.
    Giorni fa, prendendo lo spunto dalla morte assurda delle due sorelle travolte da un treno , ho affermato che da tempo abbiamo superato il limite di guardia per quanto attiene alla permissività ed al lassismo.
    In una società sempre più ostile e perversa, nella quale la trasgressione è la regola e non l’eccezione, abbiamo di fatto dismesso un pò tutti la sana educazione di una volta che veniva impartita nelle cosiddette famiglie per bene ai propri figli sin dalla tenera età.
    Li abbiamo lasciati in balia di se stessi dismettendo vigilanza ed elementare cautela.
    Ed il ruolo educativo è stato lasciato ai social che sono una specie di giungla dove vige una sola legge, quella del più forte, del più aggressivo, del più folle, del più depravato.
    Sarà pure che sono un vecchio rudere ormai fuori dai flussi storici, ma penso che quella di oggi sia diventata una società di merda.
    Una mamma che abbandona per una settimana la figlioletta di un anno e mezzo lasciandola morire di fame e di sete, tra atroci sofferenze, e non se ne pente perché per lei era più importante il suo ” uomo”.
    Un quindicenne che ammazza la madre perché voleva lasciare il padre per rifarsi una vita, a difesa del padre che stava in galera e ritenuto impropriamente ed assurdamente ” il mio eroe !” dal figlio.
    Due ragazzine abbandonate a se stesse dai genitori, libere di andarsene dove vogliono, di prendere un treno e di andare in discoteca , che muoiono ammazzate sotto un treno ,semplicemente perché fuori di sé non in grado di discernere a causa di alcool o droga.
    Pochi giorni fa commentando l’episodio del nigeriano ammazzato da uno psicolabile ho affermato
    “Il nigeriano ammazzato era un handicappato .
    Era infatti claudicante e si aiutava con una stampella perché mesi prima era stato investito mentre era in bici .
    Il fatto sarebbe stato comunque di una gravità eccezionale anche se la vittima non fosse stato un disabile.
    Non si sa bene quali siano stati i motivi che abbiano scatenato la furia omicida dell’aggressore, che risulta essere italiano e non straniero come erroneamente affermato in un primo tempo.
    C’è chi dice per aver fatto degli apprezzamenti pesanti su una ragazza o perché il nigeriano aveva chiesto denaro in maniera insistente.
    Sta di fatto che l’aggressore ha picchiato l’ambulante con la stampella che utilizzava , senza fermarsi anche dopo che l’uomo era caduto a terra. E lo ha finito brutalmente sedendosi sulla vittima, già stesa a terra, schiacciandogli la testa e il collo.
    Ma le mostruosità non finiscono qui.
    C’era tanta gente presente ma nessuno è intervenuto per salvare la vita al nigeriano.
    Molti dei presenti si sono limitati a riprendere la scena con telefonini assistendo supinamente all’omicidio.
    Non bastasse , l’assassino si è anche appropriato del cellulare della vittima.
    Passando ad altro: ma di che cosa ci meravigliamo se in Italia è consentito organizzare rave party purché preavvisati ed autorizzati ?
    Ricordo che l’anno scorso si è tenuto un rave party illegale a Viterbo.
    Il rave party non era autorizzato ma , nonostante ciò, per giorni e giorni , pur essendosi verificati decine di casi di reati e persino un decesso per overdose, non si è stati capaci di bloccarne lo svolgimento al punto tale che dopo una settimana c’erano ancora migliaia di giovinastri provenienti da ogni parte d’Italia intenti a drogarsi e fare scempio di tutto.
    Mi chiedo come si possa in un paese civile consentire un rave party , legale o non legale.
    Il rave party per ciò solo dovrebbe essere illegale e non autorizzabile.
    Questo ed altro dimostrano che l’Italia ha cessato di essere Stato di diritto e si è trasformata in Repubblica libera di Bananas.
    Sono cose da pazzi .
    Potrei citare mille altre stranezze italiche ma non servirebbe.
    Questa è ormai una giostra impazzita dalla quale è necessario scendere immediatamente!
    Prima che sia troppo tardi.

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