Viaggio in Siria.

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Da tempo desideravo visitare la Siria perché diversi amici me ne avevano parlato come di una terra magnifica dai paesaggi variegati. In Siria si visitano le zone desertiche attorno a Damasco, le zone fertili attorno all’Eufrate e quelle rocciose coltivate ad uliveti( come la nostra Puglia) nel Nord al confine con la Turchia. Mi avevano parlato ancora dello splendore del sito archeologico di Palmira; della magnificenza del teatro romano di Bosra; di Aleppo con la sua cittadella e del suo suq; del Krak (fortezza) dei Cavalieri e di tante altre meraviglie. Il mio desiderio però era soprattutto sotteso dalla curiosità di conoscere la realtà di uno dei Paesi che da sempre rappresentano una spina nel fianco del mondo occidentale, per le strette relazioni politiche con Mosca e per l’accusa di essere uno “ stato canaglia “protettore dei terroristi che organizzano attentati contro Israele ed in Iraq.

Durante le ultime vacanze di Natale  mi sono quindi  decisa a prenotare un viaggio e con altre 15 persone mi sarei spostata  12 giorni in territorio siriano.

Che cosa aspettarsi da una terra ai cui confini sono apposti cartelli con su scritto “Benvenuti nella Siria di Assad” ??

 Io ed i miei compagni di viaggio,  abbiamo pensato che  la Siria non era del popolo siriano, ma di qualcun altro. In realtà, mano a mano che i giorni passavano, spostandoci da una località all’altra, incontravamo sempre gente curiosa di conoscerci, persone che si porgevano in modo gentile e che incontrandoci per strada ci apostrofavano con un “welcome” e rendevano la” loro “terra molto accogliente.

Ancora, l’ultimo giorno dell’anno abbiamo festeggiato l’arrivo del 2006 con una grande cena con musica, tenuta in uno dei saloni dell’albergo in cui eravamo alloggiati. Ci trovavamo ad Hama, la città più fondamentalista di tutta la Siria. A quella festa si erano prenotati anche dei locali e con nostra sorpresa ci siamo trovati accanto a gruppi mussulmani e cristiano ortodossi, tutti assieme. Tutti quanti, con nostro stupore, abbiamo ballato sul sottofondo degli ultimi successi di Madonna e di musiche orientali. Solo le donne mussulmane, a differenza dei loro uomini non ballavano, con i loro veli e cappotti lunghi stavano sedute ai tavoli sorridendo e segnando il tempo col battito delle mani; nessuno però reciprocamente si guardava con curiosità, si era infatti instaurato un clima di complicità e reciproco rispetto.

Al termine del viaggio, io ed i miei compagni, siamo stati d’accordo nel sostenere che il popolo siriano era molto accogliente e che tutte le persone che avevamo incontrato in quei giorni erano desiderose di conoscerci e sapere cosa esisteva al di là del loro mondo e , come noi,  desiderosi di pace e serenità per la loro vita anche se erano nati nella “Siria di Assad”.

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