Via della seta o Via della fregatura?

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Una volta si diceva – Ponti d’oro al nemico che fugge -. Oggi accogliamo a braccia aperte chi distrugge l’economia delle altre nazioni. Vogliamo imporre delle regole a chi non rispetta i diritti dei lavoratori. Siamo proprio così tanto grulli?

 


Si chiama “Via della seta” il grande progetto economico che dovrebbe unire la Cina e il vecchio continente. La notizia ha suscitato, ma c’era d’aspettarselo, un po’ di maretta. Contrari e favorevoli si sono dati battaglia per decidere se per noi sarà un male o un bene. Entrambe le motivazioni possono essere valide, secondo come si vogliono interpretare. I favorevoli dicono che potrà portare solo benefici alle nostre esportazioni. I contrari rispondono che si rischia di perdere l’indipendenza politica. A seguire altre motivazioni. A prescindere che si tratta solo di un memorandum d’intesa, e che riguarda una zona dell’Italia che negli ultimi anni ha subito un impoverimento notevole del suo territorio (mi riferisco al nord est), io, comunque, non mi fido lo stesso. Parto dal presupposto che i favorevoli ci hanno riempito le orecchie dicendo che la situazione sarà ben monitorata, al fine di evitare possibili situazioni inopportune. Ora, credo che questo controllo non sia possibile e che sia una delle grandi bugie che sono propagandate da anni da chi ci governa. Partiamo subito col dire che la comunità cinese è la più integrata e educata che esiste in Italia. Però, mi dovete spiegare come avvengono certe transazioni di attività commerciali. Accantonando le urban legends su come le persone dagli occhi a mandorla si presentano dai notai muniti di sportine di plastica piene di contanti, qualcosa ci deve pur essere. Prendiamo due fabbriche che producono lo stesso prodotto, nella stessa zona e forse nella stessa via. Una rivende il prodotto a 50, mentre l’altra a 100. A questo punto non vi sorge il sospetto che qualcosa non quadra? O la materia prima è rubata, o il materiale umano che la lavora è sottopagato. Personalmente evito i ristoranti cinesi come il monologo di certi commentatori di sinistra che sostengono che siamo tutti fratelli. Sono figlio unico! Ora, con tutti i cinesi che ci sono in Italia, avete mai visto un loro funerale? Avete mai visto sbarcare profughi cinesi? No, che strano, arrivano tutti con il passaporto in regola. La cronaca non ci riporta mai di furti o atti d’intimidazione verso attività economiche (pizzo) di appartenenti alla nazione più popolosa del mondo. Sarà, eppure la disponibilità economica a questi soggetti non manca. Mi viene un dubbio, oltre alla mafia nigeriana, non è che abbiamo importato anche le Triadi (l’organizzazione più criminale del mondo), che neppure il comunismo è riuscito ad annientare e che recentemente, un rapporto di Transcrime sulle attività criminali, colloca l’organizzazione in netta espansione in Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi. Ora, se i presupposti sono questi, io mi chiedo se un governo incapace di debellare la criminalità nostrana, sia capace di debellare la criminalità cinese. Non solo, avete mai visto un lavoratore italiano nelle loro attività commerciali? Parliamo di ber, ristoranti, negozi, comparto di Prato, ecc… No. Allora una domanda ve la sarete pur posta? Poi, per concludere, personalmente ritengo che una nazione che non rispetta minimamente i diritti umani e quelli dell’ambiente, dovrebbe essere messa al bando da tutti quelli che ci parlano di diritti umani e del “semo tutti fratelli”, tuttavia, per alcuni, pecunia non olet.

Come anticipato, allego una nuova serie di nomi relativa ad alcuni miracolati dalla politica, ovvero, coloro che da nulla facenti sono diventati persone di peso del M5S. Sempre dal sito della Camera dei deputati leggo: Alaimo Roberta: collaboratore B2 presso la regione Sicilia dell’istruzione e della formazione professionale. Da parte di una persona con un simile curriculum, ci saremmo aspettati ben altro ruolo: forse, quello di spiegare ai navigators come si affiancano i disoccupati in cerca di lavoro. Invece, no. Sapete cosa fa? Commissione (affari costituzionali della presidenza del Consiglio e Interni). Baldino Vittoria, zero lavoro. Baroni Massimo Enrico classe 1973: al momento dell’elezione, come si evince dalla dichiarazione presentata, nullafacente. Insomma, una vita in vacanza. Adesso, però, un lavoro c’è ed è quello per la XII commissione (Affari sociali). Questa è l’Italia.

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