Versi di un tempo che fu … I Magi

Condividi su i tuoi canali:

None

Forse è stato per effetto dell’inchiesta sullo stato della scuola o, forse, l’aver ritrovato il decrepito sussidiario di quinta elementare. Fatto sì è che sfogliando quelle pagine di un tempo straordinariamente lontano sono riaffiorati alcuni versi che era costume far imparare a memoria agli scolari.

Cose di poco conto, non impegnative, poesiole in rima senza pretese letterarie, ma traboccanti di ricordi, di tenerezza. Un’onda di nostalgia che mi ha inumidito le palpebre.

Oggi di quei versi, di quelle rime baciate non v’è più traccia, si ha orrore di allenare la memoria degli alunni con siffatte sciocchezzuole.

Però, ho pensato (forse m’illudo), che a qualcuno potrebbe fare piacere ritrovarle, rileggerle …

 

Alberto Broglia

                                  

I Magi

La carovana
non è lontana
dei Magi d’Oriente.

Scalpitio di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
arie di cornamuse.

I re portano tesori
su cavalli bardati d’argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

Angiolo Silvio Novaro

 

Nello splendido Duomo di Colonia, sull’altare, riposano nell’aureo reliquiario le spoglie dei tre Magi d’Oriente. Furono rapite nel 1164 dalla basilica di Sant’Eustorgio in Milano da Federico Barbarossa, assieme alla statua lignea della Madonna di Milano.

Se, giunti davanti alla basilica milanese, avete dato un’occhiata al campanile, avrete notato una “stranezza”. Sulla sua cima non c’è una croce, ma una stella a otto punte: la stella dei Magi, per indicare la presenza delle loro reliquie, oggetto da sempre della devozione dei fedeli.

La leggenda vuole che i Magi siano morti a Gerusalemme, dove erano tornati, dopo la crocifissione di Gesù, per testimoniare la fede di cui si erano fatti banditori nei loro Paesi.

La tradizione sostiene che le loro spoglie siano state trovate dalla regina Elena, madre di Costante, sovrano dell’Impero Romano d’Oriente, e trasferite nella chiesa di S. Sofia a Costantinopoli. Costante le donò a Eustorgio quando questi, eletto vescovo, si recò da lui per rimettere nelle sue mani il mandato di governatore di Milano da lui ricevuto. Eustorgio le trasportò, assieme al pesante sarcofago nel quale erano state riposte, usando un carro trainato da buoi. Dopo un lungo e avventuroso viaggio di ritorno, giunse all’ingresso della città da Porta Ticinese, dove il carro sprofondò nel fango e non fu possibile rimuoverlo. L’incidente fu interpretato da Eustorgio come un segno divino, e per questo fece erigere la prima basilica nella quale custodire le reliquie dei Magi.

La storia ci informa che nel 1164 l’imperatore Federico I, il “Barbarossa”, durante una delle sue calate in Italia, ordinò al suo consigliere, Reinald von Dassei, che era anche arcivescovo di Colonia, di impadronirsi delle reliquie. che finirono cosi nel Duomo della città germanica.

A ricordo del loro martirio, la liturgia ambrosiana usa, nel giorno dell’Epifania, paramenti di colore rosso.

Nel giorno dell’Epifania la piastra trapezoidale anteriore del sarcofago situato nel Duomo di Colonia viene rimossa e si possono vedere i crani con le corone d’oro dei Magi.

Corre l’obbligo di ricordare che qualche tempo fa alcuni soggetti con cariche istituzionali, ritenendosi investiti di potere celestiale, decisero di “abolire”, assieme ad altre, anche questa festività.[1]

Che Dio abbia pietà e misericordia di codesti signori.[2]

Alberto Broglia



[1] L. 5 marzo 1977 n° 54

[2]  3° governo del senatore Andreotti Giulio. Coalizione Democrazia “cristiana”. http://www.governo.it/Governo/Governi/andreotti3.html

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Studi sul boro alle Salse di Nirano

Per valutare quanto l’elemento prodotto dai vulcani di fango incida sull’arricchimento delle falde acquifere del territorio. Il Comune di Fiorano Modenese ha stipulato un nuovo