Versi di un tempo che fu … Carrettiere

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Forse è stato per effetto dell’inchiesta sullo stato della scuola o, forse, l’aver ritrovato il decrepito sussidiario di quinta elementare. Fatto sì è che sfogliando quelle pagine di un tempo straordinariamente lontano sono riaffiorati alcuni versi che era costume far imparare a memoria agli scolari.

Cose di poco conto, non impegnative, poesiole in rima senza pretese letterarie, ma traboccanti di ricordi, di tenerezza. Un’onda di nostalgia che mi ha inumidito le palpebre.

Oggi di quei versi, di quelle rime baciate non v’è più traccia, si ha orrore di allenare la memoria degli alunni con siffatte sciocchezzuole.

Però, ho pensato (forse m’illudo), che a qualcuno potrebbe fare piacere ritrovarle, rileggerle …

 

Alberto Broglia

                                  

Carrettiere

O carrettiere che dai neri monti

vieni tranquillo, e fosti nella notte

sotto ardue rupi, sopra aerei ponti;

 

che mai diceva il querulo aquilone

che muggia nelle forre e fra le grotte?

M a tu dormivi sopra il tuo carbone.

 

A mano a mano lungo lo stradale

venìa fischiando un soffio di procella:

 

ma tu sognavi ch’era di natale;

udivi i suoni d’una cennamella.

Giovanni Pascoli

 

Scritto fra il 1892 e il 1894 questo madrigale è accolto fra le fronde di Myricae. Le tinte sono forti, ma temperate sul finire dalla delicata e dolce immagine del sogno del Natale.

 

Alberto Broglia

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