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Vergogna, vergogna, vergogna.

Il trasferimento dei due carabinieri del nucleo radiomobile di Sassuolo dopo il movimentato arresto di un clandestino in via Adda lascia sbigottiti e solo una parola continua ad amplificarsi nella mente: vergogna! Entrambe trasferiti d’ufficio a Bologna, i due militari sono l’ennesima conferma di un sistema malato che non intende guarire.

Il filmato dell’arresto ripreso dal telefonino di un altro extracomunitario non ha immortalato tutta la scena come dimostrano chiaramente gli otto giorni di prognosi diagnosticati al vicebrigadiere che ha reagito alle percosse.

Un sistema malato, dicevamo, in cui tutto va la contrario:i delinquenti hanno vita facile mentre chi lavora mettendo a repentaglio la vita, in nome di uno Stato che non lo sa proteggere, rischia di pagare troppo caro la propria abnegazione.

Un impegno quotidiano sulla strada o in ufficio senza orari fissi, in luoghi lontani da casa e dagli affetti famigliari. Un lavoro in cui oggi si rischia la vita per la follia di qualche squilibrato che decide di premere un grilletto senza motivo. Un lavoro che nasce dalla passione di proteggere il prossimo dalla volontà di servire il proprio paese senza chiedere in cambio allori e onori degni di un vincitore, ma solo la soddisfazione per aver portato a termine il proprio dovere nel rispetto della legge!

Una legge che troppo spesso,negli ultimi anni, si ritorce contro chi ha l’obbligo di tutelarne il rispetto.

Il trasferimento dei due carabinieri a Bologna, uno in ufficio e l’altro ad alzare e abbassare la sbarra all’ingresso come piantone, è una umiliazione immeritata per due uomini che hanno risposto ad una aggressione.

                                                Vergogna!

La revoca del provvedimento da sola non sarebbe sufficiente a sanare la ferita cuore di uomini che hanno nel corso della loro vita lavorativa hanno messo a segno numerosi arresti a favore della sicurezza dei cittadini. In questo modo non solo viene minata la percezione della sicurezza della società ma l’amor proprio di gente che si sacrifica e crede in quello che fa! Se non si potrà più nemmeno reagire alla violenza di chi non ha scrupoli perché la galera non lo spaventa, senza incappare in punizioni o in scomode questioni giudiziarie, è naturale comprendere che nessuno vorrà più difenderci. Meglio avere carabinieri che prima di intervenire ci pensino almeno dieci volte valutando bene ciò a cui potrebbero andare incontro.

Cari carabinieri attenzione:la mattina mentre indossate la divisa riflettete attentamente su cosa conviene fare e cosa è meglio non vedere,lasciar correre. Gli storici parlano di corsi e ricorsi della storia ed ancora una volta al posto di Barabba è stato preferito Gesù! “Garantire i delinquenti alla giustizia” si sente ripetere da politici e amministratori, però non appena qualcosa va storto, appena c’è paura di polemica mediatica meglio sacrificare i “presunti” colpevoli sull’altare della “giustizia bislacca”. Le questioni scomode vanno rimosse velocemente sopratutto se vicine alle elezioni.

A rimetterci sono sempre coloro che credono di cambiare le cose in nome della giustizia che come dice una frase fatta “non è di questo mondo”. 

Ora non resta altro che sperare in una presa di coscienza della gente, puntare sulla sensibilità dei cittadini affinché firmino la petizione a favore dei due carabinieri. Di certo non basterà a revocare il trasferimento,anche l’Arma,purtroppo, ha i suoi limiti, ma almeno rappresenterà un gesto di solidarietà da parte di chi ancora crede nello Stato e nel lavoro delle forze dell’ordine.

Un atto di coraggio e di fiducia .

 

 

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