Vecchia piccola o nuova borghesia

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Non so se davvero sia così la piccola borghesia, anche perché è già difficile definirlo, il ceto medio che comprende impiegati, artigiani, autonomi, commercianti. C’è sempre stata una vecchia piccola borghesia con il freno tirato e una nuova borghesia con il piede sull’acceleratore. Il ceto medio, se non è spazzato via, sicuramente sta gradualmente scivolando e rendendo i confini con il proletariato più labili.

 


C’è una ballata di Claudio Lolli, dolce quanto pungente, dedicata alla ‘vecchia piccola borghesia’:

“Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretta i denari tuoi / assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento”.

“Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia / tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare. / Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione / alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione / Sai mentire con cortesia, con cinismo e vigliaccheria. / Hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia”

“Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia / per piccina che tu sia il vento un giorno, forse, ti spazzerà via”.

Non so se davvero sia così la piccola borghesia, anche perché è già difficile definirlo, il ceto medio che comprende impiegati, artigiani, autonomi, commercianti. C’è sempre stata una vecchia piccola borghesia con il freno tirato e una nuova borghesia con il piede sull’acceleratore. Il ceto medio, se non è spazzato via, sicuramente sta gradualmente scivolando e rendendo i confini con il proletariato più labili.

Prendiamo gli ultimi dati. Secondo l’Istat “le retribuzioni contrattuali nella media annua del 2022 dovrebbero crescere dello 0,8%. Si prevede di conseguenza che, considerata la persistenza della spinta inflazionistica, avremmo nel 2022 una perdita di potere d’acquisto valutabile in quasi cinque punti percentuali””. 

Quanti anni sono ormai che il potere d’acquisto reale diminuisce o viene destinato in misura crescente a spese obbligatorie, per l’uso della sanità privata, ad esempio, o la necessità di medicinali non passati dal servizio nazionale; per l’uso dell’automobile necessaria per lavorare; per l’affitto.

Sembra uno slogan ma è la realtà: chi è ricco diventa più ricco e chi è povero diventa più povero. Fra i due estremi è sempre esistita la classe media con il necessario e qualcosa in più, quella che sosteneva il mercato e l’economia.

Oggi è il mercato stesso a darla per spacciata perché sempre meno offre il prodotto medio; si passa dall’outlet alla griffe. Ovvero si passa dal costare il meno possibile a costare il più possibile. Non credo sia un fenomeno reversibile; ci vorrebbe una politica capace di fronteggiare l’economia, ma così non è.

Non diamo la colpa soltanto alla guerra e alla pandemia. Chi può aumenta i prezzi, a prescindere dalla necessità e chi ha redditi fissi, legati a contratti  pluriennali, non riesce a recuperarli. Diventa ogni giorno più povero… o meno ricco.

 

 

 

 

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