Variante al Poc, in Piazza Grande

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Il dibattito in Consiglio Comunale : gli interventi dei consiglieri comunali sulla delibera presentata dall’assessore Sitta

“”Alloggi più piccoli in edifici più alti, possibilità di suddivisione degli alloggi grandi, nuove regolamentazioni per la tutela ambientale e nuove possibilità di recupero di edifici rurali dismessi, in continuità con gli obiettivi fissati nel Piano strutturale comunale””:

sono queste, secondo l’assessore alla Pianificazione territoriale del Comune di Modena Daniele Sitta, le principali caratteristiche della variante al Poc – Piano operativo comunale e al Rue – Regolamento urbano edilizio, presentata al Consiglio comunale dopo quasi un anno di consultazioni in città e approvata nella seduta di ieri, lunedì 25 febbraio.

Il Consiglio ha approvato la delibera con il voto favorevole del gruppo indipendente e della maggioranza, ad eccezione dei consiglieri del Pd Ubaldo Fraulini ed Eugenia Rossi, che non hanno partecipato alla votazione.

Hanno votato contro la delibera tutti i consiglieri di minoranza presenti in aula. Insieme alla delibera, il Consiglio ha approvato un emendamento in base al quale “”i deliberati conseguenti al Poc dovranno essere accompagnati da atti che attestino la coerenza con i requisiti previsti dal Piano strategico dei servizi approvato dal Consiglio comunale nel 2004″”.

A favore dell’emendamento, firmato da tutti i capigruppo di maggioranza, hanno votato il gruppo indipendente e i gruppi di maggioranza, ad eccezione di alcuni consiglieri del Pd: Renato Cocchi ha votato contro, Eugenia Rossi e Giuseppe Campana si sono astenuti e Ubaldo Fraulini non ha partecipato al voto.

Hanno votato contro i consiglieri di An, Forza Italia, Lega Nord e Modena a colori.

 

Nel dibattito seguito alla presentazione dell’assessore Sitta,

 

Olga Vecchi di Forza Italia ha osservato:

“”questa variante potrebbe sembrare abbastanza innovativa, ma come spesso capita c’è troppa discrezionalità e poco liberismo. L’assessore ha parlato di una variante condivisa dalla città, ma credo non sia così. Anche la Provincia ha esplicitato una serie di aspetti negativi di questa variante, con un’opposizione non politica ma legale e culturale. Per modifiche sostanziali non è sufficiente una variante, servirebbe un nuovo Prg””

.

Achille Caropreso, indipendente, ha commentato:

“”la discussione si è arricchita di elettricità nel corso dei mesi. La stampa ha posto l’accento sui presunti dubbi di legittimità avanzati dalla Provincia sul Prg””.

 Caropreso ha perciò chiesto all’assessore di approfondire questo aspetto nella replica.

“”Certamente le associazioni imprenditoriali modenesi saranno soddisfatte di una variante che, a colpo d’occhio, consentirà loro di lavorare molto””.

 

Michele Barcaiuolo di An ha dichiarato:

“”nei fatti, questa è una variante al Piano regolatore e non al Piano operativo comunale. In politica, la forma è anche sostanza e va tutelata. L’impatto di nuove costruzioni e nuove residenze è quasi il doppio rispetto al Piano regolatore del 1989. La responsabilità poi se la prenderanno i singoli consiglieri che vorranno approvare questa delibera. L’emendamento proposto dalla maggioranza non è che un palliativo””

.

Ubaldo Fraulini del Pd ha affermato:

“”la riduzione della dimensione media del numero degli alloggi ha sicuramente l’obiettivo di andare incontro ai bisogni delle famiglie. Però, se si ragiona in termini matematici, significa il 25% potenziale di alloggi in più. L’aumento dell’altezza degli edifici mi trova d’accordo nella sostanza, e anche per le zone agricole, credo sia opportuno recuperare alla residenza un patrimonio oggi inutilizzato. Consentire però la trasformazione da appartamenti ad uffici anche ai piani alti potrebbe creare dei problemi di presidio degli edifici. Sono inoltre critico sul altri aspetti, ad esempio la possibilità di sopraelevazione degli edifici in zona di rispetto. Credo che ci siano degli standard di alta qualità che non si possono ridurre con una semplice norma. A Modena c’è una domanda di case alla quale bisogna dare risposta, ma lo strumento con cui rispondere dovrebbe essere, a mio parere, il Peep””.

 

Eugenia Rossi del Pd ha ricordato:

“”ci sono aspetti che mi preoccupano, vedo un’inversione di rotta che peserà sulla città futura. La documentazione consegnata non è stata, a mio avviso, sufficiente. Ci sono alcuni punti discutibili: l’aumento del numero degli alloggi, le valutazioni sulle dimensioni medie delle famiglie. Credo che l’intervento per tutelare il diritto alla casa dovrebbe concentrarsi più sull’affitto che sulla proprietà. Qui inoltre si prospetta una città più densa, ma con meno servizi per abitante, mentre i posti auto di pertinenza si spostano addirittura a 500 metri di distanza. Con lo spostamento dei servizi, si incentiva l’uso dell’auto e si danneggiano le donne che devono accompagnare i figli da una parte all’altra della città””

.

Enrico Artioli del Pd ha detto:

“”è preoccupante che negli ultimi 20 anni, a parità di popolazione, sia aumentato il consumo del territorio. Le dinamiche demografiche in atto potrebbero determinare alcune criticità. Quella che gli urbanisti definiscono la città compatta sembra sicuramente rispondere meglio a queste esigenze. Sarebbe importante che chi sostiene il progetto, associazioni imprenditoriali o di categoria, mettesse il proprio impegno nero su bianco. Ritengo abbastanza spiacevole anche la differenza di impostazione e interpretazione con la Provincia, che spero si possa chiarire””.

 

Baldo Flori di Modena a colori ha sottolineato:

“”l’assessore, con una serie di esempi, ha esaltato i meriti delle scelte di politica urbanistica della nostra città. Credo invece che ci siano caratteristiche ontologiche di questa delibera che non condividiamo. La pretesa di inserire contenuti così vari in un unico pacchetto svuota di contenuto, per molti aspetti, il Prg esistente. Ci sono alcuni aspetti positivi, che però andrebbero accolti dentro le regole e le procedure previste dalla normativa, senza scorciatoie. Ritengo aberrante che un eventuale documento delle associazioni imprenditoriali possa servire come una sorta di sanatoria a osservazioni di carattere giuridico””.

 

Dante Mazzi di Forza Italia ha chiosato:

 “”si viene qui in Consiglio comunale per ratificare ciò che l’assessore e i tecnici hanno già deciso. La Giunta ha parato le osservazioni della Provincia con controdeduzioni alle quali la Provincia non potrà replicare. Si tratta di osservazioni pesanti e bisognerebbe tenerne conto, ma la legge consente, di fatto, di bypassarle. Se ci saranno ricorsi al Tar, la responsabilità sarà di coloro che avranno approvato la delibera, perché con questo provvedimento si scarica sull’intero consiglio una responsabilità che attiene alla Giunta. Si tratta di una delibera omnibus con un migliaio di osservazioni pervenute da parte di cittadini, che siamo chiamati a votare in blocco senza poter entrare nel merito di ciascuna. L’emendamento, poi, è la classica foglia di fico che non sposta il problema””.

 

Michele Andreana del Pd ha affermato:

“”questo provvedimento è atteso dalla città, e anche chi ha espresso perpl
essità sottolinea molti aspetti positivi. Le osservazioni della Provincia sono importanti, ma anche le decisioni che prendiamo oggi per governare la città: l’adeguamento della metratura media degli appartamenti, con una riduzione del costruito a parità di numero di alloggi, la razionalizzazione consentita dall’aumento di due piani, il recupero di zone agricole, l’incentivo alla qualità del centro storico, i principi perequativi e la qualità ambientale. Ci sarà un risparmio energetico del 50%, in anticipo di due anni rispetto alla normativa nazionale. Credo siano scelte importanti che non alterano i principi del Piano regolatore generale. Per dirimere l’eventuale conflitto con la Provincia, non abbiamo che da esercitare la nostra responsabilità di consiglieri. Il Piano operativo comunale può essere discusso e votato dal nostro Consiglio, nella pienezza del nostro ruolo e delle nostre prerogative””.

 

Sergio Rusticali dello Sdi ha osservato:

 “”dovremmo chiederci in che modo si supera un eventuale conflitto. Io non credo ci sia un conflitto, ma una funzione che la Provincia ha svolto, nelle sue competenze, rispetto a quanto questa Amministrazione ha presentato dal punto di vista della variante. L’assessorato ha presentato le opportune controdeduzioni, firmate dall’assessore e dai tecnici. Il Consiglio comunale, se si esprimesse contro, metterebbe in dubbio la loro competenza. Lo spauracchio posto dal consigliere Mazzi mi pare ridicolo: la responsabilità del consigliere è politica, sull’approvazione di linee di indirizzo e di proposta. Ho apprezzato la posizione di Fraulini: non la condivido ma si tratta di osservazioni di merito, di questioni sostanziali e politiche. Io credo che la nostra città abbia bisogno di questo piano e che le consultazioni siano state una risorsa positiva””.

 

Giancarlo Montorsi di Rifondazione comunista ha rilevato:

“”questa proposta cerca di interpretare i mutamenti sociali e familiari che stanno avvenendo in questa città, e cerca di considerare il territorio come una risorsa finita, da utilizzare con cautela per tutelare le generazioni future. Il nostro territorio comunale è già urbanizzato per il 40% e riteniamo positiva l’idea di una città meno estesa, con edifici più alti e case più piccole, aspetti che andranno adeguatamente compensati con spazi collettivi e servizi. Apprezziamo inoltre la parte di proposta che incentiva al risparmio energetico, e siamo convinti che una città più alta serva a disincentivare l’uso dell’auto e sostenere la mobilità alternativa. C’erano, in fase di adozione, alcune proposte che lasciavano perplessi e che sono state ora modificate, tutelando il territorio del forese e le frazioni. Crediamo che l’emendamento che garantisce la compatibilità con il Piano strategico dei servizi abbia un valore sostanziale, e che questa variante consentirà alla nostra città una crescita equilibrata e di alta qualità””.

 

Antonio Maienza dei Popolari per il centrosinistra ha sottolineato:

“”con questa delibera si va a disegnare il futuro della nostra città. Era una variante molto attesa dalla nostra città. Vorrei sottolinearne il valore politico, perché senza cementificare si incentiva un uso razionale del territorio. È importante consentire la suddivisione delle abitazioni di grandi dimensioni, ridurre la superficie media, limitare la superficie non residenziale dei sottotetti e consentire la realizzazione di più piani. Questo va a rispondere alla domanda di abitazioni che si è prodotta e si produrrà fino al 2020. Anche il riuso degli edifici non più funzionali all’attività agricola è molto importante: nei casolari abbandonati dormono decine di extracomunitari clandestini, così come negli allevamenti zootecnici dismessi e negli ex caseifici””

.

Andrea Leoni di Forza Italia ha affermato:

“”non capisco quale possa essere l’interesse della Provincia a sottolineare le divergenze con le decisioni del Comune. Credo che sia un atto forte quello del Comune, che sceglie di presentare al Consiglio un provvedimento sul quale la Provincia ha espresso tutte queste osservazioni. L’emendamento presentato dalla maggioranza è pleonastico e fa sorridere. La Provincia non ha fatto osservazioni politiche, ma giuridiche. Ridiscutere tutto certo non era pensabile, ma in questo modo si mette in imbarazzo il Consiglio comunale, e alcune forze politiche sono spinte a un voto negativo esclusivamente in base a un principio di salvaguardia. Sarebbe stato meglio, per la città e per il Consiglio, un diverso e più corretto modo di relazionarsi””.

 

Mauro Tesauro dei Verdi ha dichiarato:

“”la variante al Piano operativo comunale è importante per la sua mole, nelle sue due anime: gli aspetti regolativi e quelli di merito. Si potrebbe discutere a lungo sulla valenza del premio volumetrico o su tanti altri aspetti. I Verdi auspicavano che si potesse essere più coraggiosi, che il minimo cogente per l’installazione del fotovoltaico fosse più elevato. Abbiamo esaminato accuratamente le carte dell’Amministrazione e quelle della Provincia, anche con l’aiuto di competenze esterne. La Provincia scrive alcune cose importanti, nel merito, ma l’atteggiamento sembra quello di chi lancia il sasso poi ritira la mano. Dalla disanima fatta dai Verdi e dalla Sinistra arcobaleno, il tema non è tanto quello di una formale legittimità. Non ci sono infrazioni formali, ma forzature interpretative sì. Sulla città compatta siamo d’accordo, anche se non deve significare città vespaio. Si deve mantenere la qualità ambientale e il Piano strategico dei servizi deve rimanere la stella polare delle nostre decisioni””.

 

Ivo Esposito di Forza Italia ha ribadito:

“”la Provincia ha dichiarato che la variante introdotta non è in linea con la legge regionale 20 del 2000. I tecnici della Provincia non hanno ‘tirato il sasso e nascosto la mano’, anzi hanno espresso con estrema chiarezza la posizione di opposizione alle scelte dell’Amministrazione. La Provincia non fa altro che fare il proprio lavoro: parla di violazioni di normative e di articoli di legge. Il Consiglio è chiamato a giudicare un atto che a parere di un altro ente, del medesimo colore politico, è illegittimo. Mi pare opportuno avere dei dubbi””.

 

Il sindaco Giorgio Pighi è intervenuto precisando:

“”ci sono stati importanti motivi di confronto, sui quali il Consiglio comunale darà una valutazione in piena autonomia. La legislazione urbanistica ha le proprie peculiarità sia per il processo in due fasi, adozione e approvazione, sia per l’opportuna modifica legislativa seguita alla legge regionale 20. La legge regionale prevede che il livello strutturale e quello operativo siano disgiunti, e la ragione fondante è ritenuta molto valida: i Piani regolatori, corposi e difficili da modificare, appesantivano il percorso e rendevano difficile l’adeguamento degli strumenti ai bisogni delle città. La legge dice che il Piano operativo comunale non può modificare i contenuti del Piano strutturale, e non credo che nel nostro agire si sia verificato questo. Compito del Piano strutturale è individuare il territorio urbanizzabile. Il Piano operativo comunale non va a violare questi dati. Tutto il resto è politica. La nostra scelta, rispetto alle esigenze della città, mi pare di estrema coerenza e credo meriti l’approvazione del Consiglio””.

 

L’assessore Sitta ha ringraziato i consiglieri intervenuti

“”per la pacatezza delle osservazioni e per il clima di questo dibattito””, ma ha osservato: “”avrei preferito si parlasse del merito e dei temi della variante, alcuni davvero molto importanti. La discussione nella città non dà legittimità alla variante, ma è sintomo di un bisogno di adeguamento delle normative presenti per dare risposta alle esigenze della città. Abbiamo incentrato tutto il dibattito sul tema delle osservazioni pervenute dalla Provincia, certamente importante. Non ricordo, però, un atto importante che non abbia avuto osservazioni da parte di enti competenti, la Provincia, l’Usl o l’Arpa, per esempio. Sono osservazioni importanti e legittime, alle quali si può rispondere con l’accettazione o con controdeduzioni, che motivano e spiegano le scelte fatte. Ritengo che quanto fatto sia pienamente legittimo, altrimenti non avrei portato la delibera in Consiglio. Si dice che si inseriscono più alloggi e si diminuiscono i servizi rispetto al Psc, ma non è così e lo ripeto con forza. La variazione che diminuisce la superficie media, anzi, mantenendo fermo il numero complessivo di alloggi, diminuisce la superficie complessiva. Anche la superficie di servizi aumenta in proporzione, perché il numero di alloggi resta invariato ma la dimensione è più ridotta. A Modena, a parità di abitanti, negli ultimi 25 anni si è aumentata del 40% la superficie urbanizzata: sicuramente sono aumentati gli standard, ma ci sono state anche tipologie costruttive che hanno mangiato eccessivamente il territorio. Che non siamo mossi da una volontà di cementificazione del territorio lo dicono i dati e le statistiche. Riteniamo ridicola e pericolosa questa accusa. Quello che dobbiamo fare è rispondere a un bisogno abitativo che c’è nella nostra città: famiglie e giovani che non riescono a trovare casa ai valori economici che riescono a sopportare con i propri redditi””.

 

Al momento delle dichiarazioni di voto,

 

Alvaro Colombo di Rifondazione comunista è intervenuto sottolineando

“”l’importanza della variante”” e il giudizio positivo di tuta la Sinistra arcobaleno: “”il ridimensionamento degli alloggi consente di risparmiare territorio e di rispondere in modo razionale ai bisogni delle famiglie. Gli incrementi di uno o due piani in alcune zone sono scelte che identificano il territorio come un bene finito e prezioso. Ci sono delle criticità legate all’aumento della densità abitativa ed è per questo che abbiamo sottolineato l’importanza del Piano strategico dei servizi, nel quale sta la qualità del vivere urbano e della città stessa. Molto importanti sono anche le manovre che prevedono un’attenzione all’ambiente, in una logica di equilibrio tra città e provincia. Crediamo siano manovre molto più significative di altre, ad esempio le targhe alterne. Per questo il nostro voto è positivo””.

 

Andrea Galli di An ha dichiarato:

“”il voto è negativo, ma non avevo mai visto l’assessore Sitta così dimesso, con la coda tra le gambe. Tutti coloro che votano hanno espresso parecchie perplessità. Molti hanno messo in dubbio la validità del piano, nella forma e nella sostanza””.

 

Baldo Flori di Modena a colori ha affermato:

“”io invece ho apprezzato la pacatezza dell’assessore. Comunque, la sede più pertinente per le osservazioni di merito è stata sicuramente quella dell’adozione dell’atto. Noi votiamo contro senza prendere lucciole per lanterne, votiamo contro soprattutto per motivi di merito: crediamo ci sia un’eccessiva discrezionalità affidata all’Amministrazione””.

 

Ubaldo Fraulini del Pd ha osservato:

  “”non credo si debba teorizzare l’esproprio generalizzato, questa è l’ultima istanza. Se due anni fa si fosse partiti con la variante al Peep le aree necessarie sarebbero già disponibili. Invece si è preferito usare uno strumento improprio. Con il Regolamento urbanistico edilizio si va, di fatto, a ridurre gli standard di qualità, che non si potrebbero ridurre se non modificando il Piano strutturale. Si tratta di numeri sostanziosi. L’altro punto debole è che in questa variante manca un elemento fondamentale, sollevato anche dalla Provincia, ed è la valutazione di compatibilità ambientale che dovrebbe essere fatta preventivamente, come recita la legge regionale 20. Credo che questa variante sia spinta da interessi privati””.

 

Achille Caropreso, indipendente, ha affermato:

“”la variante adottata è anche un volano economico per la città e il mio voto sarà favorevole””.

 

Mauro Manfredini della Lega nord ha dichiarato:

 “”chi beneficerà di questa variante saranno le grandi imprese, per non dire le coop. Quello che ci spinge a votare contro sono le osservazioni della Provincia, quanto all’emendamento credo che sia pleonastico. Guai se i deliberati non fossero in linea con il Piano dei servizi! Per questa ragione, ribadisco, il nostro voto non può essere favorevole””.

 

Michele Andreana del Pd ha annunciato il proprio voto favorevole:

“”l
e risposte date dall’assessore chiariscono perfettamente il presunto conflitto, che per quanto ci riguarda sarà sciolto dal voto di questo Consiglio. Crediamo che non ci sia nessuna perplessità e che questa variante sia migliorativa per la nostra città””.

 

Eugenia Rossi del Pd ha affermato:

“”restano su queste politiche alcune diversità personali di vedute. Ho espresso perplessità sulla mancanza di una visione a lungo termine e su contraddizioni che ho rilevato nella relazione illustrativa, rispetto ai campi di calcio e all’incremento abitativo di aree che sembrano carenti di servizi. Credo che la responsabilità sia, prima che dei tecnici, dei politici, e credo che dobbiamo rispondere più sul piano etico che sul piano legale. Per questo, poichè non posso esprimere un voto positivo, non parteciperò al voto””.

 

Andrea Leoni di Forza Italia ha dichiarato:

 “”né il sindaco né l’assessore hanno dato risposta alle mie domande. Molto spesso, nel gioco delle parti di questo Consiglio, c’è una maggioranza che sostiene pedissequamente e una minoranza che dice di no. Qui però critiche forti e ben documentate sono arrivate dalla stessa maggioranza e anche da un ente come la Provincia. Io non me la sento di dire che i richiami della Provincia possano essere disattesi. Mi chiedo anche come voterà il consigliere Caldana, che è assessore in Provincia. Per questo il nostro voto sarà negativo””.

 

Alberto Caldana del Pd è intervenuto per fatto personale, precisando:

  “”Leoni ha una strana idea delle istituzioni, quasi come di una sfida all’Ok Corral. Credo che il senso di responsabilità ci imponga a non fare questi giochini. Si è fatta una disamina delle osservazioni che sono state poste, e quindi è facilmente immaginabile come voterà il sottoscritto””.

 

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