” Valori rispettabili ma non universalmente condivisibili “

Condividi su i tuoi canali:

Certo. Non tutto ciò che è rispettabile è anche universalmente condivisibile, in qualsiasi campo dell’umano consesso. Ci sono valori che in alcune culture sono preziosi, in altre sono negati; ci sono apprezzamenti per determinate forme di letteratura, di arte, di spettacolo, ideologie politiche e altro ancora… che, pur rispettabili, possono non essere condivisi da tutti.  È normale, comprensibile e logico.  Ma ci sono, o almeno pensavo ci fossero, valori che, trasversali alle culture, alle ideologie, allo scorrere del Tempo … fossero universali. Non sono poi molti, sono, tuttavia, il fondamento della società umana, la libertà, l’uguaglianza, il rispetto della vita… della paternità e della maternità, senza le quali neppure si porrebbe questo problema in quanto il genere umano non esisterebbe proprio.

Semplice.

Eppure, non è proprio così semplice se, nella motivazione del rifiuto a collocare una statua della scultrice Vera Omodeo, in piazza Eleonora Duse a Milano, le autorità preposte hanno affermato che  l’opera rappresenta valori “rispettabili ma non universalmente condivisibili”, proponendo, come contentino, diciamo,  di  collocare la statua, una donna che allatta un bambino,  in ambienti privati, come un ospedale,  ad esempio è stato fatto il nome  della  Clinica Mangiagalli.

Da sempre, le opere d’arte sono   oggetto di divisione, innegabilmente  abbiamo  visto cose atroci e financo risibili spacciate per opere d’arte e collocate in bella mostra  in prestigiose piazze e altre sedi, mentre opere di grande bellezza e suggestione, oltre che di valore intrinseco,  vengono inspiegabilmente penalizzate, quasi nascoste o non accettate addirittura. Trattare di questo aprirebbe fronti di discussione che esulano  dall’argomento  dell’articolo, ossia, il non  considerare un valore universale la maternità, idealmente rappresentata nell’opera da una giovane donna che stringe tra le braccia il suo bambino, allattandolo. Le opere d’arte, purtroppo o per fortuna, piacciono o non piacciono, fa sorridere, comunque,  che  spesso siano  criticate da chi è incapace di fare una “O” col bicchiere  o da chi, magari per aver pasticciato  col  cellulare attaccando stelline, cornicette e faccine, ritiene di  essere artista e se ne bea… Al mondo  c’è posto per tutti. 

A me, sinceramente, l’opera trasmette emozione … non credo  solo per la nostalgia di quel tempo meraviglioso  della mia  vita ma, in generale, per il valore che l’opera incarna, per ciò che evoca, per il valore   rappresentato, la Maternità, qualcosa che non è riconducibile solo a esperienze personali o al genere … ma  è un valore per chiunque, trasversale a ogni ideologia.
Per questo non ho capito la “sentenza” con la quale alla statua predetta è stata negata la prestigiosa collocazione in una via famosa, visibile a tutti. Si dice sempre che le sentenze non si discutono, si accettano. Sicuramente vale anche per questa che, comunque, mi appare quanto mai  discutibile nelle motivazioni addotte.

Fa comunque piacere che la decisione dell’Amministrazione Sala  sia stata criticata non solo dalla figlia dell’artista, Serena Omodeo ma, a titolo personale,  dallo stesso Sindaco Sala, da rappresentanti del  Partito Democratico, della Lega e altri.

[ratings]

Una risposta

  1. Un consesso equino

    Io non so cosa stia succedendo all’umanità.
    Ho sempre pensato che il Padreterno abbia rovinato il suo capolavoro nel momento in cui decise di creare anche l’uomo e la donna.
    Penso che in quello stesso momento siano nati i presupposti per la distruzione dell’armonia del creato.
    Non so quanti milioni o miliardi di anni siano passati dalla creazione dell’uomo ma sta di fatto che ora siamo arrivati alla fase dell’autodistruzione, quella nella quale l’uomo sconfessa il miracolo della vita ed inventa qualcos’altro .
    Io penso che la madre che allatta il suo figlio sia una cosa sublime, la più bella che si possa immaginare.
    E’ l’essenza della vita umana.
    Per questo penso proprio che non possa fare scandalo la statua raffigurante la mamma che allatta il suo bambino.
    E’ una cosa dolcissima e rappresenta la normalità. La donna che allatta il bambino è un valore universale, indiscutibile. E’ l’essenza del mistero della vita sul nostro pianeta.
    Se questo non non piace alla Commissione comunale di Milano , preposta a valutare le statue e l’ubicazione di opere d’arte da inserire in luoghi pubblici, per non offendere la sensibilità dei “diversi” penso proprio che sia sconcertante.
    E per diverso intendo le madri che si rifiutano di allattare i propri figli per non sciupare il seno od anche le coppie maschili di omosessuali che ricorrono all’utero in affitto per avere un figlio.
    So bene che l’omosessualità è uno status, non una scelta di vita e come tale non censurabile come è avvenuto sciaguratamente nel passato remoto e recente.
    Che si debbano rispettare i diritti delle coppie gay è pacifico e scontato.
    Ma le coppie gay devono rispettare le leggi dello Stato esattamente come gli altri.
    Non voglio entrare nel merito della scottante tematica dell’utero in affitto ma mi preme solo ricordare che la prassi in Italia sia tuttora contro legge e che mi sembra un escamotage borderline o addirittura overline consentire che la donna che dà in affitto, previo pagamento , il proprio utero possa farlo se straniera ed all’estero.
    Ricordo a tal proposito che il governo di centrodestra ha presentato una proposta di legge che introduce il reato universale per l’utero in affitto.
    Non mi piacerebbe che passasse il messaggio che la norma fosse il ” diverso ” e non il “normale”.
    Prendo atto del fatto che il Sindaco Sala ed altri esponenti della Amministrazione Comunale di Milano abbiano preso le distanze dalla cervellotica decisione della Commissione Comunale. Decisione che non si ha l’obbligo di rispettare perché non è il verdetto di un giudice ma solo il parere di un consesso che definirei equino.
    Mi sarebbe piaciuto però che l’Amministrazione comunale si fosse discostata dal parere della Commissione Comunale, che si ha l’obbligo di acquisire ma che non è vincolante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Chi sporca, paga

O, almeno, così dovrebbe essere. Il sacro diritto al dissenso e alla protesta, che nessuno si sogna di negare, non deve sconfinare oltre i limiti.

Prepararsi a diventare vecchi

Un sacerdote, in un’omelia rivolta a un gruppo di settantenni, ha invitato a ‘prepararsi a diventare vecchi’ e la prima reazione: intanto vecchio bisogna riuscire

“Tutta un’altra aria”

È questo il titolo del convegno nel quale, i ricercatori di CNR-ISAC, ART-ER, PRO AMBIENTE e del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di ingegneria sanitaria