Vale ancora la possibilità di togliersi un sassolino?

Condividi su i tuoi canali:

None

Spero di sì… spero che prosegua anche per questo numero di Bice la concessione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Bella questa espressione,  è così…deliziosamente démodée, e il mio vuole essere un complimento. Dico questo perché talvolta sfugge l’essenza, il significato dei termini che si leggono, se ci si ferma all’apparenza.

Credo che con i rispettivi sassolini di ciascuno di noi  si costruirebbero meravigliosi muretti a secco, quelli che, soprattutto  in Irlanda, in Sardegna, nella Francia meridionale, etc, vengono  abilmente e armoniosamente eretti, a dividere le proprietà o delimitare le strade, da umili  contadini…diventando parte del paesaggio e sua caratteristica tipica.

Entrare in un ufficio postale, tappa obbligata di questi tempi, consente di ritrovarsi con numerosi sassolini alcuni assai ingombranti,  altri piccoli…

Un sassolino è costituito dall’onnipresente furbo che, in una  fila senza biglietto con il numero progressivo, riesce in qualche modo a guadagnare un miserabile posto…muovendosi di soppiatto, mentre l’ignaro che lo precede è distratto o, più semplicemente, non si abbassa a fare una discussione per una simile piccolezza.

Ci sono però sassolini assai più consistenti, e più fastidiosi. Uno di questi è rappresentato per me  dall’impiegato di uno degli Uffici Postali che, raramente, e solo per ritirare qualche raccomandata o un pacco inesitato, o spedirne qualche altro, mi capita di frequentare.

Qualcuno dovrebbe avvertirlo: non va più di moda l’impiegato postale becero, villanzone e bradicardico…Ora è decisamente trendy il postale  tecnocrate, preparato e cortese, o almeno abile  nel dissimulare  e dominare noia e frustrazioni eventuali, in modo da non far sentire a disagio l’utenza, duramente provata non solo dalle periodiche emorragie di denaro cui è soggetta, per bollette e quant’altro… ma anche, e forse più ancora, dalle estenuanti attese.

Attese di ore talvolta, davanti a quattro o cinque lucenti sportelli cromati, di cui solo uno, o due sono funzionanti… mentre, come pallide larve, ogni tanto compaiono, sarebbe meglio dire si materializzano, dalle buie profondità dell’ufficio, altri impiegati e impiegate, che sogguardano fuggevolmente il popolo speranzoso dei contribuenti, dei pensionati, degli automobilisti…Popolo che a sua volta spera di cogliere in quegli occhi opachi uno scintillio, un segno della prossima apertura di un altro sportello…

Nulla.

Essi,  maschio o femmina, si comportano allo stesso modo di ogni  immateriale proiezione astrale… Non parlano, non  si sognano neppure di aprire  un altro sportello e scivolano via, dileguandosi.

Fino alla prossima apparizione.

Certo , ci sono registrazioni e lavori d’ufficio che si svolgono “dietro le quinte”, lavori altrettanto necessari e impegnativi dei compiti di uno sportellista, ma, almeno, che non si facciano vedere, che non illudano gli utenti in attesa, ansiosi di  mettersi in fila ad  un altro sportello, riuscendo a recuperare un po’ di tempo, prezioso per tutti.

E poi la  maleducazione, che  ferisce e umilia, anche quando non ci tocca direttamente… sentire il bradicardico di cui sopra, ad esempio apostrofare con il tu qualsiasi extracomunitario, o vecchietta, è sgradevole oltre che ingiusto.

Non solo: non sempre l’utente allo sportello è addentro ai misteri postali, ed è , io credo, lecito e comprensibile che non sappia che un pacco contrassegno, con giacenza anche di un solo giorno, sarà gravato di sovrattassa di 1  €uro e 50 centesimi al giorno, come è comprensibile che non tutti sappiano che, per ritirare una qualsiasi sciocchezza raccomandata non sia più sufficiente la sola delega vergata interamente di suo pugno dal destinatario delegante… ma sia necessario esibire anche il suo documento o una fotocopia chiarissima dello stesso.

Sono tutte cose giuste, sacrosante, sono tutte cose che hanno lo scopo di rendere sicuro, legale e preciso ogni ritiro, ogni spedizione, ogni pagamento.

Ma, se l’ignoranza della Legge non è ammessa, non è ammesso neppure il tono inutilmente sferzante usato per comunicare le disposizioni e le normative predette.

Non è facile lavorare, per nessuno, e spesso questi sono lavori che danno poca, o nessuna soddisfazione personale. Se non è sufficiente, per qualcuno, come motivazione e incentivo a resistere, lo stipendio comunque rispettabile che percepisce, se non trae, dal maneggiare raccomandate, buoni fruttiferi e bollettini, alcuna soddisfazione… se sente di essere chiamato a più alti destini… Ecco, non  gli rimane che andarsene, per realizzare i  sogni e le  aspirazioni.

In attesa di ciò, credo sia utile e  indispensabile  che si comporti come se nella vita non avesse desiderato  altro che pagare pensioni, emettere buoni postali, spedire raccomandate, vendere francobolli, far pagare bollettini di ogni tipo.

Uno degli spettacoli più gradevoli a cui sia dato assistere è vedere una persona che fa bene il proprio lavoro, con precisione, competenza e, se possibile, con un sorriso. Proprio perché sorridere è difficile e talvolta quasi impossibile, riuscire a farlo, con gentilezza e garbo, all’interlocutore di là dal vetro, sarà ancora più meritevole e gradito.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fndazione Modena Arti Visive

TUTTI GLI APPUNTAMENTI DI OTTOBREMostre, eventi, visite guidate e laboratori.Ecco quali sono e come per partecipare. Sabato 8 e domenica 9 ottobre ingresso libero a tutte le mostrein

Appuntamenti del mese di Ottobre  Appuntamenti del weekendDiamoci una mossa: sosteniamo l’allattamento – sede di FormigineSabato 1 Ottobre dalle ore 9.45 – In occasione della settimana mondiale dell’allattamento verrà