Unicredit: insieme al diritto c’è anche la dura realtà

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Leggendo il saggio del Prof. Landi siamo rimasti impressionati dalla pericolosa distanza tra la realtà economica e sociale che stiamo vivendo e le argomentazioni in punta di diritto sostenute dal Presidente della Fondazione.

Tutti, non solo Lui, crediamo nell’importanza della diversificazione del patrimonio della fondazione per ridurre i rischi e garantire redditività al capitale a vantaggio delle elargizioni alla comunità locale: peccato che questa generica argomentazione, teoricamente sufficiente a dismettere tutte le quote Unicredit, non tenga conto della realtà.

Viviamo un contesto che dal dopoguerra sino ad un paio di anni fa ha conosciuto una straordinaria crescita economica e sociale, trainata dalle piccole, piccolissime e medie imprese, che hanno prodotto ricchezza per sé e per tutto il territorio, consentendoci un welfare all’avanguardia nel mondo.

Oggi questo sistema è in forte crisi, la crisi finanziaria si è abbattuta sulle imprese e, da lì, alle famiglie, colpite dalla perdita del lavoro e dalle minori risorse disponibili per il welfare da parte degli enti locali.

Per uscire da questa situazione occorre rimuovere le cause e non inseguire le conseguenze: il problema non è avere più liquidità per tamponare i bilanci degli enti locali, integrando le provvidenze economiche del sistema di welfare e acquistando patrimonio pubblico (azioni di Hera, ecc.) per sostenerne gli investimenti, la priorità assoluta è sostenere la crescita, la ripresa economica, l’unica che, nel medio periodo, garantirà anche il welfare.

Basta con le politiche di cassa, di breve periodo, la crisi è strutturale, va affrontata con politiche strategiche, di lungo periodo, altrimenti eroderemo via via patrimonio pubblico (Farmacie Comunali, Autobrennero, Meta, ecc.) per tentare di tamponare, inutilmente, le sue gravi conseguenze sulle famiglie.

La fondazione, come gli enti locali, non può chiamarsi fuori da questa responsabilità richiamando leggi e consuetudini: siamo di fronte ad un’emergenza e ciascuno deve essere capace di mettersi in discussione fino in fondo, senza impartire lezioni dall’alto di una cattedra.

Abbiamo tutti estrema necessità, famiglie e imprese, della collaborazione del sistema bancario: la fondazione può, senza violare leggi né mettendo a rischio il proprio patrimonio, decidere di non perdere la sua forza in Unicredit, tenendo fortemente legata ai modenesi una storica banca del territorio, affinché senta prioritario sostenere le famiglie e cooperare allo sviluppo delle imprese, garantendo il credito e sostenendo i progetti di internazionalizzazione, grazie anche al suo ruolo di grande banca europea.

 

CapoGruppo UdC

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