Un’ecatombe in onore di Iuppiter O. M.

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In attesa del responso elettorale, Ugolino si augura che Eugenio Scalfari riproponga le sue previsioni inerenti ai probabili vincitori come già fece nel 2008.

Leggo raramente (e sempre indirettamente) “la Repubblica”, e non mi sono preso la briga di verificare se il testo di cui tratterò è originale e autentico; non l’ho fatto perché non l’ho ritenuto necessario, visto che il prestigioso autore della citazione è Giampaolo Pansa.

Riferisce appunto Pansa che domenica 30 marzo 2008, due settimane prima del voto, Eugenio Scalfari, noto per credere di sé e per far credere ai mortali d’essere l’incarnazione vivente di Iuppiter [1] Optimus Maximus, scrisse: “Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà. Con avversari di questo livello non si può perdere”.

Non è tanto sul “presentimento” che intendo disquisire. I presentimenti, come i giochetti spiritici con il piattino, i numeri ritardatari al lotto, gli oroscopi e i pronostici delle corse dei cani, non si discutono: uno ci crede o no. Solitamente esiste una proporzionalità diretta: quanto più uno ci crede, tanto più è intelligente. In casi più rari il rapporto diviene maggiormente alto: perfino di uno a quattro, e questo sembra essere uno di quei casi.

Mi interessa invece leggermente di più la motivazione: “Con avversari di questo livello non si può perdere”.

Mi pare di cogliere in quella frase un che di sprezzante, caratteristica del resto peculiare delle divinità dell’Olimpo sinistro. «Con avversari di così bassa levatura, come si fa a perdere? Non si può, per Diana [2] », intendeva sentenziare, con un linguaggio più chiaro,  Iuppiter O. M., il divino divinatore.

Certo non è pensabile accostarsi o, peggio, avere l’ardire di commisurarsi al livello degli Dei sinistri. Quale livello? Ma per Bacco [3] , quello culturale, politico, etico, giornalistico, filosofico, scientifico, teatrale, poetico, satirico, cinematografico, estetico e letterario. Ah, dimenticavo, televisivo. Ripeto: non è concepibile un raffronto, poiché coloro che osassero tanto finirebbero sommersi da una collina di letame, evocando, con ineluttabile disdoro, la locuzione dalle stelle alle stalle.

Poco importa al divino Juppiter se, oltre a trattare gli “avversari” alla stregua di baggiani (per usare un eufemismo), si denigrano anche coloro che hanno la dabbenaggine di votare (oh, povera Italia!) per i baggiani medesimi.

Non so se, ad elezioni avvenute, preso atto dell’esito, Iuppiter O. M. abbia scritto un articolo (più appropriato definirlo “articolessa” [4] , come sono gli altri che abitualmente scrive) per commentare il suo fausto presentimento, né, peraltro, il non saperlo mi cale più di tanto.

Ora però attendiamo con una certa ansia la fine della settimana in corso: anche questa volta mancheranno circa quindici giorni al voto e vorremmo tanto che Iuppiter O. M. esprimesse ancora il vaticinio, così come fece un anno fa, magari calcando un po’ di più la mano, soprattutto sulle motivazioni.

Del resto il “livello degli avversari”, già molto basso lo scorso anno, si è fatto infimo dopo la ben nota questione delle veline, del ciondolo, della mamma, del papi e della figlia (O tempora, o mores!). «Dunque – potrebbe argomentare questa volta il divino Iuppiter – dinnanzi a cotanta evidenza, gli estimatori votanti dei baggiani questa volta non potranno proprio persistere nella loro dabbenaggine. Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà».

Elevo, eleviamo tutti un’accorata prece a Iuppiter Optimus Maximus: non ci faccia mancare il suo presentimento e, come l’altra volta, lo esprima con chiarezza e decisione in una delle sue auliche articolesse.

Noi derelitti votanti speriamo proprio tanto nella sua divinazione, e, dal canto nostro, per renderle grazie e per onorarla come si conviene, abbiamo già approntato l’ara ove officiare il sacrificio di cento buoi (forse lei, che è sommamente colto e sa legger di greco e di latino, avrebbe scritto “un’ecatombe”).

I cento buoi, però, divino Iuppiter, li preleveremo dalle sue incommensurabili stalle.


[1] Giove, il padre di tutti gli dei dell’Olimpo. Originariamente Iuppiter fu forma di vocativo derivata dal greco Zeà p¦ter . Il nominativo era Diespiter.

[2] Versione “laica” e colta del volgare porca Eva.

[3] Versione colta del volgare porca vacca.

[4] Le articolesse sono, nel gergo giornalistico, quegli articoli inutili, vanesi e slabbrati che potrebbero essere scritti in un decimo dello spazio occupato o, meglio ancora, non scritti.

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