Undicesimo: non invidiare i processi altrui

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Dagli scranni dei tribunali alle citycam che scoprono gli altarini, dai politici educatori ai cittadini che li credono invece dei vendicatori al loro servizio, dalle evasioni fiscali quotidiane ai ricorsi per ogni nonnulla…Articolo di Maria

Il clamore e l’interesse suscitato dall’ articolo di  “Pioggiacida”  nel n. 168 di Bice sono stati così grandi, a mio avviso, anche  perché il contenuto dello stesso travalica l’argomento specifico e amplia il fronte di discussione, estendendolo al ruolo che la politica, in questo caso la politica locale, deve avere.

Un uomo politico ha, fra i suoi molti compiti, anche un ruolo didattico nei confronti dei cittadini, sublimandone  le richieste, filtrando con la ragione le proteste più accese, educando l’elettorato, nel senso più alto di questo termine, ossia facendo emergere le qualità migliori del cittadino elettore, non assecondandone demagogicamente il desiderio di vendetta. Desiderio di vendetta che, è giusto sottolinearlo, non è sempre indice di barbarie dell’anima, esso talvolta si presenta anche nelle persone più civili, esasperate di fronte a certi delitti. Il dovere del politico è impegnarsi all’estremo perché i cittadini abbiano giustizia, modificando le norme inique, che tutelano i delinquenti più delle vittime, esigendo  una Giustizia degna di questo nome, chiedendo che i processi non abbiano gli attuali tempi biblici.

Almeno da noi.

Perché mentre ci azzuffiamo verbalmente, altrove, in quattro[1] giorni dibattono e concludono un processo, con una condanna esemplare…che qui  da noi con stomachevole garantismo viene data col contagocce e forse mai ad uno stupratore[2] o ad un assassino.

 Si concede il rito abbreviato[3] a un’infanticida, premiandola e  permettendole così di godere di uno sconto di pena stratosferico,[4] si tollerano processi che durano decenni così come  si tollera una enorme percentuale di delitti impuniti, di processi rimandati per cavilli, eccezioni, insultanti minuzie.

Ma il ruolo didattico di cui sopra, qualunque cittadino onesto può averlo anche nei confronti dell’uomo politico.

Comici, giornalisti,  politici improvvisati, si arrogano il compito di rappresentarci con la loro satira, e con i loro servizi giornalistici che hanno il  difetto di colpire a senso unico, ovvero esclusivamente gli avversari politici (vedi Grillo, vedi Benigni, vedi Travaglio). Oppure hanno  l’altrettanto imperdonabile difetto di fare della finta  satira, come quando Striscia la Notizia nell’intento di mostrare, chissà,  la propria indipendenza, ironizza sul Cavaliere, ma solo sui tacchi delle calzature o sulle sue esercitazioni canore, per non parlare  delle arrampicate sugli specchi di Emilio Fede per giustificare sempre e comunque il suo idolo personale,  qualunque “gaffe” inanelli.

Noi cittadini non meritiamo e non dobbiamo accettare il servilismo di un Emilio Fede né l’assoluta, ottusa, ostinata, cieca prevenzione di un Travaglio.

Ci sono persone incapaci di  valutare e apprezzare gli altri, incapaci di esprimere ammirazione o anche semplice considerazione e attenzione  Chi è antipatico non ha sempre torto e chi ci sta simpatico, o chi ci è amico, non ha sempre ragione.

Nemmeno colui che abbiamo eletto ha sempre ragione.

Eleggendolo non lo dobbiamo considerare nostro “padrone”, ma noi neppure possiamo pensare di essere dei datori di lavoro  per lui. Abbiamo ruoli differenti ma siamo responsabili tutti della nostra città e del nostro Paese.

Non è con la chiusura pregiudiziale nei confronti dell’avversario, nè con gli insulti o la gratuita diffamazione che si avanzerà di un millimetro verso la risoluzione dei problemi.

Il Ministro dell’Interno in questi giorni ha parlato di “sicurezza partecipata” riconoscendo ai cittadini un prezioso ruolo di collaborazione anche in questo settore, certo il più importante della vita sociale.

La collaborazione di tutti quindi è indispensabile, in ogni campo.

Ma collaborazione significa anche accettare e sostenere le iniziative e le scelte. E qui andiamo sul difficile.

Perché desideriamo telecamere in ogni cantone per scoraggiare i delinquenti e i vandali, ma ci secchiamo, in nome della privacy, se  la stessa telecamera riprende la nostra macchina parcheggiata sotto casa dell’amante.

Invochiamo la presenza massiccia della polizia, trinciando giudizi per “tirar fuori i burocrati dagli uffici”  e poi facciamo ricorso per ogni infrazione, scaricando comodamente il fac-simile da Internet…

Un esempio, fra i più banali e comuni?

Si fa ricorso per tutto,  anche per  un divieto di sosta di evidenza solare. Tanto, anche se il ricorso lo perderemo, la sanzione sarà sempre la stessa, quando si ricorre al Giudice di pace. Quest’ultimo infatti per esplicita norma, non ha il potere (che invece ha il Prefetto) di raddoppiare la sanzione.  Chi ci rimetterà, pertanto, sarà solo  la collettività che paga i costi per istruire un ricorso: per l’organo accertatore che deve rapportare l’evento che ha determinato la sanzione,   per il Giudice di pace, etc. l’importo  ammonta ad  almeno 300 euro a ricorso.

Imploriamo giustizia fiscale, ma ci accordiamo con l’idraulico, col veterinario, con lo specialista,  per non pagare fatture gravate di IVA e risparmiare qualche spicciolo…consentendo ad altri l’evasione.

Ma, per quanto siano poco edificanti questi esempi, credo che non ci si debba arrendere di fronte agli ostacoli e alle difficoltà, perché l’esercizio del pessimismo è il più facile  e il meno costruttivo degli atteggiamenti. Preferiamo le cose difficili, come l’ottimismo e la speranza: danno più soddisfazione.

 


[1] Josef Fritzl, l’austriaco colpevole di sequestro e violenze  a sua figlia.

[2] Equiparerei  questo reato all’omicidio volontario aggravato

[3] La cronaca giudiziaria (Jucker, Cogne, Matei ed altri) ci mostra come lo sconto di pena previsto automaticamente dal rito abbreviato porti a condanne inadeguate rispetto alla gravità dei reati. Inoltre, anche in in  reati “meno gravi”,  chi delinque trae da queste forme di legislazione procedurale premiale grande vantaggio.

[4] Libro sesto del codice di procedura penale (artt. da 438 a 443 c.p.p.) 

http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/

codiceprocedurapenale.htm   

 

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