Un’altra morte sospetta al Policlinico di Modena.

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Non è il primo caso di decesso che suscita perplessità nella realtà pediatrica e neonatale del Policlinico di Modena. Il caso del bambino di 8 anni morto inaspettatamente qualche giorno fa suscita molti interrogativi. Una lunga scia di sangue che prende avvio molti anni fa e che trova il suo apice nel caso del bambino prematuro morto due volte, quando accortisi che il neonato era vivo mentre tentavano di prelevargli l’ipofisi dal cervello per poco chiare sperimentazioni, lo lasciarono morire invece di soccorrerlo.

Ma basta andare al pronto soccorso pediatrico per rendersi conto della totale disorganizzazione dell’unico punto di riferimento per le urgenze dei piccoli in tutta la provincia di Modena. E la Direzione Sanitaria che fa? L’unica preoccupazione è di insabbiare, nascondere e rassicurare. Molti genitori si sono trovati di fronte ad un vero e proprio muro di gomma e hanno rinunciato a proseguire giuste battaglie per evidenziare le responsabilità organizzative o sanitarie  che hanno colpito i figli.

Ma c’è di più: recentemente è stato inaugurato al Policlinico un nuovo centro per la gestione delle cartelle cliniche ospedaliere informatizzate ed elettroniche.

Il progetto è di eliminare il materiale cartaceo e di inserire tutti i dati riferiti al ricovero di un paziente in un computer centralizzato. L’iniziativa a prima vista può sembrare moderna e meritoria, ma in realtà questa iniziativa nasconde altri obbiettivi che potrebbero ledere fondamentali diritti del paziente.

In una cartella clinica digitale i dati non sono soltanto a disposizione dei sanitari che inseriscono i dati, ma anche dell’amministratore informatico che gestisce il sistema.

Ovviamente i vertici del Policlinico a partire del Direttore Sanitario del Policlinico, Dott. Maurizio Miselli, legalmente responsabile della tenuta delle cartelle, negheranno questa evenienza. Ma la verità è che i dati elettronici sono i più facili da contraffare: basta essere gli amministratori del sistema informatico! A posteriori ogni errore come d’incanto sparirà e per il paziente sarà quasi impossibile dimostrare in sede processuale la responsabilità dei sanitari e della struttura nei casi in cui si è prodotto un danno in regime di ricovero, dal momento che il nesso di causalità ne verrà fortemente compromesso.

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