Una Vittoria mutilata

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Il Centenario della Prima  Guerra Mondiale volge al termine, in sordina. Peccato, ma questo la dice lunga su chi ci governa.

 


Credo che un popolo che non ha la memoria storica del proprio passato, viva male il presente, per non parlare del futuro. Se Dio vuole, le manifestazioni per ricordare il centenario della Vittoria nella I Guerra Mondiale, sono arrivate alla fine. Lo scrivo con amarezza, perché credo che non ci sia stato il dovuto rispetto nel commemorare chi sacrificò la vita per un ideale. L’informazione, salvo rari casi, non ha dato un adeguato supporto. Come già detto in precedenza, non una medaglia celebrativa dell’evento (solo un’associazione d’arma, le Guardie d’Onore alle Reali tombe del Pantheon l’ha realizzata). Le poste italiane hanno fatto leggermente meglio: un’edizione speciale. Per il resto, buio totale. Anzi no. La repubblica di San Tome and Principe ha fatto un’emissione, per altro sbagliando la bandiera italiana.

Sbattere la scarpa su dei fogli, dimostra tutta l’inciviltà della persona che esprime il suo dissenso in maniera plateale e ben poco signorile. Il gesto, si ritorce contro la nazione che il parlamentare dovrebbe rappresentare. Il fatto che la scarpa sia un oggetto made in Italy come ha tenuto a precisare il fenomeno leghista, non lo assolve. Purtroppo, questo è il limite della Lega.  Anzi, c’è da preoccuparsi se l’onda lunga, in altre parole la luna di miele con gli elettori, come si evince dai sondaggi dovesse proseguire. Vale quanto detto per i grillini in precedenza: il solito limite delle celluline grigie. Si può essere rispettati senza fare certi gesti. Però, se non siamo amati dai signori in grigio di Bruxelles, qualche ragione ci sarà.  Se non siamo capaci nemmeno di gestire i fondi che ci spettano e li lasciamo scadere, non è certo colpa loro, ma nostra. La dico grossa: ma non è che siamo una palla al piede, per loro? No, è che siamo stati mal governati in passato e il futuro non promette niente di buono. Va bene che ci sia la dialettica politica, ci mancherebbe, però mi sembra più una Torre di Babele.

Devo la risposta a una gentile signora che ha giudicato il mio fondo con le testuali parole: – Odia i grillini … linguaggio maleducato e arrogante -. Se lei avesse letto i miei precedenti articoli o fondi (ma ne dubito), constaterà che non sono tenero con nessuno di chi dovrebbe rappresentarci. Vengo da un’epoca lontana dall’attuale che però, in alcuni casi, ha previsto il futuro. Lei mi parla di odio verso i grillini e sbaglia. Non odio nessuno, neanche quelli che negli anni di piombo volevano impormi la loro idea con la violenza, solo perché non mi vestivo come loro (piazza San Babila o Statale, Milano), o non la pensavo come loro (scuole di Castiglion Fiorentino Arezzo). Inoltre, potrei continuare perché vivo in una città dove se non sei rosso, non vai da nessuna parte e tantomeno fai carriera. Per il linguaggio ci sarebbe da dire e da ridere, visto il modo di esprimersi del portavoce del Premier ombra Giuseppe Conte, tal Rocco Casalino. Se lei ha notato, dove dovrebbe esserci una parola “sconveniente” nei miei articoli, trova dei puntini.  Per lei, forse, non vuol dire niente, ma per chi fa informazione è molto importante. Vede, scrivere senza usare il turpiloquio, speso non paga.

Non ci crederà, ma io ne vado fiero.

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