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Questa settimana Bice vi propone una intervista a Gian Luca Trotta, presidente dell'associazione di promozione sociale Via Piave & Dintorni: che realizza iniziative nella zona Tempio di Modena divenuta in questi ultimi mesi molto popolare

Egregio Gian Luca Trotta, di solito durante queste interviste siamo accompagnati da un sottofondo musicale , adesso lei che musica amerebbe ascoltare ?come mai?

 

– George Benson – Suonavo la chitarra in tempi passati e l’amo ancora al presente e ora sceglierei Gorge Brnson perché è un ottimo chitarrista e suona della musica rilassante e piacevole che crea una atmosfera idonea ad un dialogo sereno.

 

Vuole spiegare a Bice in breve chi è Gian Luca Trotta?

 

Ho 47 anni, sono sposato da 16 anni , ho 4 figli fra i 15 ed i 5 anni, lavoro in Corso Vittorio Emanuele e al Tempio ho trascorso gli anni fondamentali della mia formazione di persona, in oltre è al Tempio che ho conosciuto mia moglie e consolidato le amicizie tuttora in essere.

 

Come si diventa portavoce della sua associazione?

 

Per elezione da parte dei componenti del gruppo di costituzione dell’Associazione, del primo Consiglio Direttivo, forse in quanto uomo più anziano a cui in genere si attribuisce (in via presuntiva) una maggiore saggezza.

 

Quando era alunno delle elementari che sport amava?

 

Ho giocato qualche mese a pallavolo, ma frequentavo già le scuole medie, poi ho incominciato a suonare la chitarra che ha travolto tutto il resto.

 

Cosa è poi successo che ha risvegliato anche questa sua attenzione per la “politica”?

 

Non mi occupo di politica!

 

Quale è stata la personalità politica che per prima  l’ha incuriosita?

 

Stimo molti politici italiani, ma non suscitano in me alcuna curiosità.

 

Come mai?

 

Ritengo siano estremamente prevedibili.

 

Attualmente chi apprezza maggiormente?

 

Come la maggioranza dei cittadini italiani ho una opinione politica che esprimo in occasione delle elezioni, ma in veste di Presidente della Associazione Via Piave & Dintorni la mia opinione in merito è insignificante e ininfluente. L’Associazione non si occupa di politica.

 

Chi non vorrebbe come controparte po
litica perché difficile da arginare?

 

Chiunque non sappia mettersi in ascolto dell’altro e dimostri di non avere il senso reale della vita quotidiana delle persone (spesa, tasse, spese scolastiche, meccanico, dentista…….)

 

Chi invece le sta bene come avversario?

 

Rispetto che si presenta per ciò che è e non ha paura di sostenere le proprie idee apertamente, per quanto possano essere distanti dalle mie. Sono detestabili i lupi travestiti da agnello e coloro che mimetizzano le proprie brame di potere e denaro con la causa del povero e del debole.

 

Nella zona Tempio-Stazione si assiste ad una fioritura di comitati e gruppi spesso in conflitto fra di loro: provate anche  a parlarvi per cercare sintesi unitarie o questa divergenza di idee, secondo lei , è un dato che caratterizza le società post moderne e dal quale non si può  prescindere?

 

La diversità è una ricchezza e anche se attualmente non abbiamo linee di dialogo aperte con i gruppi e comitati vari, non precludiamo in alcun modo la possibilità che in futuro si possano verificare delle sinergie. Tutti abbiamo a cuore la stessa cosa: il miglioramento della qualità di vita in Zona Tempio.

 

Quindi queste contrapposizioni dialettiche che fioriscono e animano i nostri quartieri , secondo lei sono originali, autonome e indipendenti o sono anche alimentate e condizionate dalle forti tensioni che stanno caratterizzando la politica nazionale?

 

Da quanto ho potuto capire, l’origine è determinata dalla presenza di problemi reali. Non sono a conoscenza delle idee, influenze o appartenenze politiche dei componenti i comitati.

 

Alle altre aggregazioni presenti nella zona Tempio cosa maggiormente tiene a far sapere?

 

L’Associazione Via Piave & Dintorni  non si vuole porre in concorrenza con nessuno e non ha stipulato patti più o meno occulti con nessuna corrente politica. L’Associazione ha scelto una via alternativa a quelle intraprese da gruppi e comitati, perché ritiene sia importante valorizzare tutte le persone residenti chiamandole a partecipare a iniziative di aggregazione sociale nella via della distensione, della tolleranza e del dialogo. 

 

Riconosce loro  dei meriti?

 

Hanno colto un malessere diffuso e motivato da problemi reali e quotidiani. Hanno dato una scossa all’Amministrazione comunale che probabilmente stentava a cogliere la gravità crescente della situazione.

 

C’e una critica che si sente di trasmettere alla loro attenzione?

 

Ho letto alcune critiche loro nei nostri confronti, quindi lascio fare le critiche a chi è evidentemente più vocato.

 

A proposito come giudica l’operato della giunta guidata da Giorgio Pighi?

 

A Modena si vive bene. Si può migliorare, ma ritengo che qualunque persona intelligente e che sia stata in altre città possa
dire che Modena è a misura d’uomo. Il Sindaco sta amministrando non in controtendenza, cioè sta assecondando un andamento che la città ha già naturalmente come propria peculiarità. Ovviamente quando si occupa la posizione di Sindaco si è esposti a critiche e soggetti a errori, ma anche in zona Tempio i miglioramenti si incominciano a vedere. Certo ci aspettiamo che i tempi non si allunghino più di così, soprattutto per gli interventi edilizi di riqualificazione dei contenitori attualmente vuoti (Poste, Manifattura Tabacchi, Fascia Ferroviaria…), così importanti per imprimere la forza necessaria al vero cambiamento del quartiere.

 

Cosa farebbe lei come Sindaco di Modena per il suo quartiere che Pighi ancora non ha realizzato?

 

Eviterei la concentrazione di attività e abitanti provenienti dall’estero per favorire una maggiore integrazione.

 

Lei ha  suo sogno nel cassetto?

 

Sentirmi ed essere utile agli altri.

 

Da grande cosa le piacerebbe fare?

 

Il nonno dei miei numerosissimi nipoti.

 

 

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