Una Tribuna…possibile.

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Questa settimana Bice vi propone una intervista all’ing. Andrea De Pietri, nome conosciuto al grande pubblico cittadino come portavoce di alcuni movimenti della società civile impegnati in prima linea con i problemi quotidiani sul territorio.Ha risposto a tutte le nostre domande tranne che ad una…buona lettura!

Egregio ingegnere Andrea, durante questa intervista che brano musicale vuole ascoltare come sottofondo?

 

Amo Beethoven e vorrei un crescendo di riscossa dei cittadini (Sinfonia n. 5, 1° movimento), ma se le istituzioni pubbliche continueranno a fingere di non vedere il degrado della città penso si adatti di più un Requiem (Sinfonia n. 3, 2° movimento)

 

Ingegnere, la sua Laurea, traguardo di tutto rispetto, normalmente non la si trova tra i leaders di partito o tra i frequentatori delle battaglie politiche e sociali. Quando è nata in lei questa  lodevole attenzione per degli ambiti

che non ci “azzeccano” con la matematica, la fisica e studi conseguenti?

 

All’università, nel ’68, vedevo i quotidiani scontri fra maoisti e fascisti e m’interrogavo sul perché non prevalesse il sano riformismo dei fatti sulla inutile lotta ideologica. Me lo chiedo anche ora, quando vedo gli ex-maoisti diventati veltroniani o berlusconiani e i fascisti d’allora che si limitano a leggere Libero. Non siamo un paese riformista.

 

Alle superiori quale era la materia che le piaceva o che maggiormente la coinvolgeva?

 

Amavo, riamato, la filosofia.

 

Mentre i primi batticuori erano riservati più alle Bionde o alle Brune?

 

Ero molto selettivo: riservavo il batticuore solo per le bionde. le brune, le castane, le rosse, le more ecc.

 

Quella maggiormente citata nel suo diario come si chiamava?

 

Mi appello al 5° emendamento. mia moglie è curiosa e amica di Bice!

 

Oggi invece quale è il termine al femminile che per lei è divenuto prioritario tra “la scienza politica” “la sicurezza” “la immigrazione””l’antipolitica”

 

Indubbiamente la sicurezza!

 

Quale atteggiamento dei politici o amministratori maggiormente la indispone in quanto indice del loro distacco con il sentire della società civile?

 

L’opportunismo di tanti professionisti della politica.

 

Quale è invece la sua alta figura di riferimento che apprezza e nella quale vorrebbe riconoscersi?

 

Norberto Bobbio.

 

Nella zona Tempio-Stazione ove di recente, maggiormente che altrove, si è organizzata la protesta dei cittadini , si assiste ad una fioritura di comitati. A cosa è dovuta questa polverizzazione? Per Lei tutto questo è uno spreco di energie o una ricchezza?

 

Se non ci fosse protesta sarebbe la fine. Significherebbe resa incondizionata al crescente degrado. I Comitati sono una ricchezza, ma anche il segnale dell’evidente incapacità delle Istituzioni pubbliche di gestire i problemi. Ciò sia perché talvolta mancano i mezzi, sia perché troppi amministr
atori pubblici si dimostrano al di sotto del minimo consentito.

 

Lei si sente maggiormente portavoce delle istanze di politica o di antipolitica?

 

Odio l’antipolitica che è generata proprio da quei politici incapaci a tutto se non a resistere, resistere, resistere sulla posizione conquistata.

La politica, intesa come della gestione della cosa pubblica nell’interesse della collettività, è invece uno dei compiti più alti a cui possiamo essere chiamati.

 

Ci risulta che Lei è a capo anche di una associazione di pendolari. Ha qualche risultato positivo conseguito da questa associazione da raccontarci o una particolare contesa che vale la pena ricordare?

 

Siamo riusciti ad ottenere il riscaldamento in tutte le carrozze, una maggiore puntualità dei treni ed anche rimborsi sui ritardi…cose ovvie per servizi di un paese civile ma per le ferrovie italiane, abituate a infischiarsene dell’utenza, è un grande risultato.

 

 Ancora non ci ha detto di un suo viaggio particolare  che non dimenticherà facilmente

 

Giunto a Modena rimasi prigioniero di una carrozza con finestrini chiusi e tutte le porte, dalla parte della banchina, inagibili. Impossibile scendere! Nemmeno l’allarme funzionava. Per evadere da quel treno-prigione ci buttammo sulla massicciata col rischio di essere travolti da altri treni.

Incredibilmente, quando protestammo per l’accaduto non fummo creduti!

 

Lei lavora a Bologna. Da quelle parti cosa si mormora riguardo alla concreta possibilità che Errani  venga avvicendato con altro governatore?

 

Errani rimarrà Presidente, semmai è il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che riuscirà ad autoaffondarsi definitivamente. Comunque non sarà una grande perdita! Cofferati è famoso per essere “”senza se e senza ma”” nelle scelte amministrative: una delle più grandi sciocchezze politiche che abbia mai udito. D’altra parte la coerenza del sindaco di Bologna si può valutare anche dalla dichiarazione solenne che fece alla stampa quando finì il mandato di segretario CGIL. Dichiarò di non volersi più impegnare, ma di voler tornare al suo modesto lavoro di dipendente della Pirelli. Vi rimase solo qualche settimana!

Fu subito imposto come sindaco di Bologna, una città che conosceva forse dalle cartoline. E poi ci si chiede la ragione del distacco dei cittadini dalle istituzioni.

 

Secondo Lei , invece, a Modena cosa potrebbe accadere?  Che caratteristiche dovrebbe avere chi volesse porsi come credibile alternanza a Pighi?

 

Se l’alternativa a Pighi è Isabella Bertolini a Modena non cambierà mai nulla. Per mettere fine all’egemonia cinquantennale PCI-PDS-DS-PD ( la Margherita è solo un fiore all’occhiello ) occorrerebbe una forte sinistra riformista laica, non ideologica che oggi non esiste. Isabella Bertolini e C. mi sembrano, invece, una garanzia di lunga vita per Pighi, Sitta ecc.

 

 Lei, come politico o se preferisce come ‘speaker’ quali caratteristiche la contraddistinguono dall’insieme dei politici?

 

Dico ciò che penso in assoluta libertà. Ciò mi preclude posti e favori, ma mi permette di essere davvero felice e, soprattutto, di guardarmi allo specchio la mattina.

 

Un suo sogno nel cassetto?

 

Poter lasciare, con tranquillità, la chiave sulla porta di casa, come accadeva fino a pochi anni fa.

 

Cosa vorrebbe fare da grande?

 

Vivere in un Paese dove si pratichi una concreta solidarietà verso i più deboli e non verso i fannulloni, di qualsiasi nazionalità siano. Dove normalmente i treni siano puliti e in orario, dove assassini ed ergastolani non siano scarcerati dopo pochi anni, dove docenti universitari, magistrati ecc. siano pagati secondo la produttività.

Dove i giovani non siano precari a vita e possano sperare in una pensione decente ma non si possa ritirarsi dal lavoro prima dei 60-65 anni se ancora in forma fisica.

Dove gli anziani siano tutelati e protetti.

Dove chi delinque sappia che presto o tardi dovrà risarcire la collettività delle proprie azioni, così come chi evade le tasse sappia che non la farà franca.

Dove non si pratichi l’accanimento terapeutico, non si scambi il peccato per reato e le leggi non intervengano sulle scelte morali, religiose e sessuali degli individui, come oggi purtroppo avviene.

Dove si presti grande attenzione alla scuola pubblica: è lì, infatti, che si gioca il nostro futuro.

Dove gli insegnanti siano selezionati per merito e rimangano a scuola, a disposizione degli studenti,  molto più a lungo. Abbiano uno ricco stipendio e gli alunni si alzino quando entrano in classe.

Insomma, da grande vorrei vivere in un Paese che offra a ciascuno le stesse opportunità di scegliere la propria vita e realizzare la propria esistenza. In un Paese civile o, quantomeno, normale.

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