Una tribuna…possibile

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Questa settimana sale sulla tribuna il consigliere comunale indipendente Achille Caropreso particolarmente preoccupato dalla emergenza determinata da un aumento fuori controllo del ‘caro vita’

Mentre a Roma si litiga, Sagunto è espugnata ; fuor di metafora: mentre a Roma, in Senato,  si litiga per il Consiglio di Amministrazione della RAI ( cosa a cui siamo ben poco interessati ), le povere – in tutti i sensi – famiglie italiane, come  navi senza nocchiero in gran tempesta, sono lasciate in balia di se stesse.

Ormai – a dirlo non è solo l’ enfasi giornalistica –  le famiglie italiane faticano a raggiungere non solo la fine del mese, ma anche l’ inizio della terza settimana.

Stipendi e salari, divorati dalle sempre più esose tariffe delle utenze – non più mitigate dal cosiddetto costo politico –  non sono più sufficienti a consentire lo sbarco del lunario. Se il gas costituiva per tante famiglie il riparo dietro cui tutelarsi almeno per le spese di riscaldamento invernale ( cosa non di poco conto), ora il mercato, o qualcuno degli intoccabili, ha deciso di ancorare il costo di tale materia prima al presso del greggio e così…il gioco è fatto: e poi si parla di antitrust e di lotta ai cartelli! Senza poi voler dire dei capricci di Putin, dell’ Ucraina o di tutti e due.

Ma non finisce qui, poiché se le bollette piovono nelle nostre cassette della posta come violenti  chicchi di grandine – e puntuali come guardie svizzere –  non possiamo ignorare la spesa per l’ affitto di casa  – ohibò,dimenticavo una cosa di poco conto  – per i libri e zainetti ( anche se non firmati) né  le spese per…mangiare ( mamma mia come sono volgare !).

Chi ha un paio di figli in famiglia sa con che velocità si svuotano i frigoriferi, una velocità direttamente proporzionale a quella con cui il giorno dopo bisogna andare al supermercato per riempire i carrelli, e così la storia senza fine prosegue.

Ben ricordo la lettera di un cittadino modenese alla stampa locale: ho due figli universitari e con il pagamento della prima rata delle tasse universitarie di entrambi ( macché tasse, anch’ esse ormai sono tariffe belle e buone, una volta erano tasse ! ) ho gia deciso come spendere il mio prossimo stipendio, così scriveva più o meno testualmente.

Altro che litigare in Senato per il CdA della RAI: ma i nostri parlamentari sanno quanto costa un litro di latte, un chilo di pane, un chilo di frutta e – scusate l’ardire – un chilo di carne ? Penso di no, altrimenti farebbero cose ben più serie per i cittadini, ai quali del CdA della RAI non può…di meno.

Cari parlamentari, una soluzione bisogna trovarla, spremetevi il cervello poiché i cittadini ormai non si accorgono più di prendere lo stipendio o il salario: passano come brezze mattutine.

Io qualche idea l’ ho: alla prossima puntata.

 

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