Una tribuna… possibile

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Andrea Galli, capogruppo An in consiglio comunale a Modena ripropone il suo il “j’accuse” al mondo delle Coop passando per l’assessore Sitta per concludere che..

E’ vero! A noi piace l’assessore Sitta e, soprattutto, le sue risposte. Però, quando risponde sull’ ”affaire” Coop/Esselunga risponde come assessore o come appartenente a pieno titolo a quel mondo delle Coop di cui ha fatto, fa e, presumo, farà parte anche in futuro?

Da alcune settimane è all’ordine del giorno della politica locale e nazionale il “j’accuse” lanciato da Bernardo Caprotti, proprietario di Esselunga, contro il mondo delle Coop responsabile, a suo dire, di tutta una serie di manovre gravemente distorsive del Mercato e della logica di una libera concorrenza che, a parole, tutti dicono di seguire.

 

Vi dico la verità. Il libro non contiene delle vere novità ma, lette le accuse assai circostanziate tutte assieme, il quadro di una sgradevole somma di vere e proprie ingiustizie perpetrate ai danni dei consumatori, di Esselunga, e di tutte quelle aziende che non sono Coop è veramente vivido di colori; per noi, poi, che abitiamo qui, in queste Regioni, la spiacevole sensazione, leggendo “Falce e Carrello”, è quella di identificare Caprotti con quel bambino che gridando “Il Re è nudo” porta alla conoscenza di tutti quello che a tutti poteva essere già chiaro.

 

Ho chiesto, sull’onda delle pesanti accuse mosse al Comune,ad alcuni dirigenti dello stesso e a tutto il mondo cooperativo di indire in tempi assai brevi una o più Commissioni per capire la realtà dei fatti e fare chiarezza; ho proposto di far venire in tale Commissione, come persona esperta, informata dei fatti, l’ex assessore Palma Costi, allora competente e pesantemente tirata in ballo nel libro in questione.

 

La stessa, oggi candidata alla Segreteria regionale del futuro PD, mi dice che si rifiuta di venire, nascondendosi dietro a deboli motivazioni, e l’Amministrazione, immagino, cercherà in tutti i modi di ostacolare la formazione della Commissione stessa.

E’ un vero peccato che la Costi non venga; non come ex assessore come ritiene Sitta, avanzando d’altra parte la sua disponibilità, ma come persona informata in grado di spiegare come mai il Comune di Modena con il suo 10% di proprietà dell’area tenne fermo allora, e tiene fermo adesso, il 18% delle Coop e soprattutto il 72% dell’Esselunga. Peccato! Dovremo pensare, tutte le volte che passeremo davanti alla desolazione di via Canaletto, area che resterà “distrutta”, temo, ancora per moltissimi anni che quel giudizio di presunta onestà intellettuale che assegnavo alla Palma Costi era, tutto sommato, arbitrario.

 

L’assessore Sitta, succeduto alla Costi, risponde un poco nascondendosi dietro a delle amenità un poco affermando che il Comune non deve intervenire nella querelle tra privati; simpatico Sitta, ma certamente non “persona terza” nella querelle.

Il Comune di Modena ha parteggiato nella vicenda Canaletto,pg.85/88 op.cit.,in modo spudorato per Zucchelli e per le Coop e ha tenuto bloccata un enorme area che dà di Modena un immagine pessima.

Sitta,rispondendomi oggi, facendo il pesce in barile, lo fa come ex Presidente di una Coop affiliata alla Lega Coop e amico di Zucchelli o come assessore del Comune di Modena? Un domani quando smetterà di fare l’assessore tornerà a lavorare nelle Coop da cui proviene e con cui, da sempre, ha rapporti “di amorosi sensi” o ne uscirà disgustato, dopo aver letto “Falce e Carrello”?

 

Come mai le varie IperCoop sono predominanti, e in misura schiacciante!, solo nelle Regioni rosse e spariscono come quote di mercato nelle altre Regioni? Considerato che la Coop ha in Italia il 17,85%, Auchan il 10,13% e Esselunga l’8,47% come è possibile che la Coop sia prevalente in maniera massiccia solo nelle Regioni “amiche”? Qualche numero? A Siena la Coop ha il 77,47 del mercato, a Livorno il 64, ad Arezzo il 61,98, a Firenze il 59,97, a Grosseto il 58,69 e, nella nostra Modena, le varie Iper hanno il 57,13% del commercio; la prova esiste anche a rovescio, per le Provincie dove la Sinistra non è politicamente dominante:a Salerno ha lo 0,52; Siracusa 0,82; Bolzano 0,92; Padova 1,47; Frosinone 2,49; Bergamo 2,82; nella ricca Milano, “tana” di Esselunga il 10,89%.

La Morale è semplice. Dove la Sinistra governa le Coop spadroneggiano a danno del Mercato, del Commercio e perfino dei propri Soci, se così conviene; a questo riguardo, prevengo l’obiezione, non vale apporre la spiegazione che come nelle Regioni “rosse” esistono motivazioni cosiddette “ambientali” ugualmente ragioni simili esistono per i concorrenti delle Coop nelle altre Regioni.

 

In Emilia, Toscana, Umbria e Liguria, solo per ricordare i dati appena elencati, le Coop controllano totalmente, in maniera pressoché totale ed esclusiva, il Mercato mentre nelle altre diverse realtà territoriali altre catene di commercio  sono più o meno forti senza controllare in man
iera esclusiva intere Regioni.

Aggiungiamo qualche domanda a cui  nessun dirigente cooperativo, credo, possa rispondere:

Perché i soci della stessa cooperativa pagano in misura notevolmente diversa gli stessi prodotti; come può, ad esempio, l’Ipercoop di Ferrara far pagare i prodotti venduti circa il 10% in più dell’Ipercoop di Modena? Forse  la mancanza di concorrenza è la spiegazione principale; a Modena c’è un poco di concorrenza a Ferrara, no.

Come è possibile che esistano distorsioni pazzesche come quelle accadute ad Argenta con la CoopCostruttori (migliaia di famiglie rovinate e depredate dei loro risparmi da una gestione politicizzata e disinvolta) o come quelle derivanti dalle incursioni “banditesche” dei massimi dirigenti cooperativi come Consorte e Sacchetti e delle loro cosiddette parcelle da 50 milioni di euro cadauna?

Come si può assistere a scioperi e a proteste sindacali del personale delle varie Coop che si lamenta dei bassi salari e delle condizioni di lavoro? Come può essere, se è vero che le Coop tutelano e migliorano innanzitutto le condizioni di lavoro dei propri soci, che gli stessi soci possano lamentarsene aspramente?

Forse pensano ai loro salari che contrastano con gli stipendi, le rendite e le parcelle multimilionarie che i loro dirigenti si danno? O forse hanno incontrato Consorte, come è capitato a me qualche settimana fa, tutto sorridente e tranquillo a spasso per piazza Maggiore a Bologna…

 

 

 

Capogruppo in Consiglio Comunale

 

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