Una tribuna possibile

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A poco meno da due settimane dal voto, per par condicio, lasciamo lo spazio anche ai commenti elettorali di noi altri non candidati alle elezioni: per esempio Nino d'Eugenio

Lettera sulla mafia

 

Ho quaranta anni sono calabrese di Taurianova e da circa trenta ascolto leader politici disposti a combattere la mafia.

Il leader PD Walter Veltroni promette addirittura di distruggerla se va al governo (forse perche’ sa che non ci andra’) e invita tutti i leader politici a fare lo stesso.

E a stretto giro di posta e’ stato accontentato. Verba volant e un annuncio contro la mafia non si nega a nessuno.

Dimentica forse Veltroni che il suo compagno di partito Agazio Loiero, accanto a lui mentre lancia questi anatemi, guida una giunta ed un consiglio regionali decimati dagli arresti per infiltrazioni mafiose e altre malversazioni?

Considerati i segnali che continuamente arrivano dal mondo reale non posso che provare disincanto e rabbia verso questi proclami.

La realtà è ben altra e ci racconta episodi indegni di un paese normale, non dico democratico e civile.

Le scuole chiudono per rifiuti come a Napoli o per faida come a Crotone.

Visto lo stato in cui versa la sanità calabrese, dove le aziende sanitarie sono controllate dalla ‘ndrangheta, i malati di questa regione che possono permetterselo emigrano anche per una asportazione della cistifellea.

I lavori pubblici servono principalmente  a far diventare le cosche più ricche e potenti, come succede per la terza corsia della Salerno – Reggio Calabria o per la gestione del porto di Gioia Tauro, che ha fatto diventare la cosca dei Piromalli-Molè la più ricca e potente del mondo.

In Calabria poi la ‘ndrangheta controlla ogni aspetto della vita economica, un mio amico che voleva aprire un piccolo esercizio commerciale, ha dovuto desistere dopo avere speso migliaia di euro per l’avviamento, quando e’ stato avvicinato dal capobastone del paese che gli ha consigliato di chiudere perchè avrebbe sottratto clienti a qualcuno vicino alla cosca.

Gli ho chiesto perchè non denunciava la cosa, mi ha risposto: a chi? Il sindaco è suo cugino e loro comandano nella piana da oltre trent’anni, chi vuoi che conti di più? Io quì ci debbo vivere.

I fatti di Napoli, Crotone, della Piana di Gioia Tauro sono paradigmatici: lo Stato sembra aver abdicato alle sue funzioni principali che sono garantire i diritti costituzionali fondamentali, la sicurezza, la salute, l’istruzione, la libertà di impresa.

A Crotone la gente ha paura, raccontano le cronache, gli alunni disertano le scuole e i professori si danno malati!

A Napoli oramai la protesta si è tramutata in rassegnazione, si mangia un cibo, si beve un’acqua che si sanno contaminati, che provocheranno il cancro e si prega San Gennaro.

In altri luoghi del sud si chiede il permesso al Boss per aprire un negozietto, per poter sopravvivere.

E come possiamo noi credere ai vostri proclami quando i segnali sono ben altri, quando Bassolino, Jervolino, Loiero sono ancora al loro posto? Quando Cuffaro e cento altri come lui diventeranno onorevoli e senatori e le scuole continuano a chiudere per rifiuti o per mafia?

Cordialmente

 

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