Una tragedia evitabile

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Quella che in questi giorni domina le cronache come la “tragedia di Bertinoro” è frutto della leggerezza della giovanissima titolare di foglio rosa ma, soprattutto, della mancata vigilanza degli adulti. Una tragedia evitabile, quindi,  che rende il dolore dei familiari ancora più grande e origina  problemi anche di natura civilistica.

 Ennesima tragedia che vede coinvolti giovanissimi, bambini addirittura. Frutto dell’imprudenza, dell’imperizia, della leggerezza di una diciottenne  che, in possesso del foglio rosa, ha  pensato di fare pratica, guidando  nel piazzale all’interno della ditta dove lavora lo zio come custode. 

Teatro dell’incidente, il piazzale interno dell’azienda agricola e avicola Casagrande, di San Pietro in Guardiano, frazione di Bertinoro. 

La dolorosa notizia si va man mano arricchendo di particolari  penosi.

Una prima ricostruzione parla di una manovra, con l’automobile che urtato violentemente  uno dei quattro piloni che sorreggeva un silos colmo di mangime. La struttura,  del peso di  una decina di tonnellate, ha ceduto di schianto, crollando sull’auto, non lasciando scampo a Fatima Borgouti che era al posto di guida e ai suoi due fratellini, Ousama di quattordici anni  e Marva dieci.  

Come si è detto, la giovane aveva solo il foglio rosa, fra poche settimane avrebbe dovuto sostenere  l’esame per la patente.  Il foglio rosa non autorizza alla guida  se non accompagnati da un patentato da oltre dieci anni, di età inferiore ai sessantacinque che deve sedere a fianco di chi guida, pronto ad intervenire tempestivamente in caso di errori, manovre azzardate o altri problemi; gli  eventuali trasportati devono sedere nel sedile posteriore con le cinture regolarmente allacciate come  chi siede davanti.  

Regole  chiare,  dettate dal CdS, conoscenze fondamentali per chi si accinge a conseguire il permesso di guida. Questo la giovane avrebbe dovuto saperlo ma, comunque, quel giorno, non soltanto la povera Fatima ha commesso  un’imprudenza che le è costata la vita, provocando l’incidente che l’ha uccisa insieme ai suoi due fratellini… in questa tragedia hanno colpa anche  gli  adulti.

Benché in un luogo privato, come il parcheggio della ditta, lasciare le chiavi sul cruscotto è stata una grave imprudenza da parte del proprietario dell’auto, ,poiché ha costituito  una tentazione risultata fatale che ha portato a tutto ciò che è accaduto.

Una tragedia evitabile, quindi,  che rende il dolore dei familiari ancora più grande e origina  problemi anche di natura civilistica.

Certo, di fronte al dolore di eventi come questo si ha ritegno, non si vuole infierire,  addossando le responsabilità addosso a chi ha perso la vita né si vuole  aggiungere strazio alla pena dei familiari.
Ma è necessario, indispensabile, irrinunciabile… ricordare che l’automobile è un mezzo potenzialmente di altissima pericolosità, non è qualcosa da considerare alla stregua di un qualsiasi elettrodomestico cnon il quale impratichirsi come se fosse un gioco, senza alcun rispetto per le regole.

Parlarne, anche con severità, può portare a riflettere maggiormente sulle azioni che si compiono, impedendo magari ch altri simili tragici eventi.

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Una risposta

  1. Propendo per la tragica fatalità.
    Penso che la tragedia di Bertinoro che ha causato la morte della diciottenne e dei suoi due fratellini, oltre a provocare ingenti danni patrimoniali, sia stata causata dalla irresponsabilità della ragazza ma sia anche stata una tragica fatalità.
    Non me la sentirei di attribuire responsabilità rilevanti penalmente e civilmente al proprietario dell’auto, non si sa bene se fosse lo zio o meno, che non poteva prevedere tutto quello che è successo a causa di una sua leggerezza.
    V’è da dire anche che la ragazza era maggiorenne e come tale pienamente responsabile delle sue azioni.
    La ragazza è stata sicuramente temeraria perché ha esposto a pericolo grave non solo se stessa ma anche i fratellini.
    Ma, essendo deceduta, non è ovviamente più imputabile.
    Penso che sia stato enormemente più grave quello che è accaduto nella contea di Harris nel Texas il mese scorso quando una bambina di tre anni ha trovato in casa una pistola semiautomatica carica e ha sparato accidentalmente alla sorella di 4 anni, uccidendola. Le due bimbe erano state lasciate sole in camera, mentre cinque adulti, tutti membri della famiglia o amici, erano in altre zone della casa.
    Nel caso descritto vi sono certamente responsabilità degli adulti nel lasciare l’arma carica e incustodita in un luogo non sicuro.
    È la seconda volta in Texas, dall’inizio dell’anno, che un bambino di tre anni provoca una tragedia con una pistola.
    Il 3 febbraio a Wharton, un altro bambino ha trovato la pistola della madre e si è sparato, uccidendosi.
    Nel 2023 sono già cinquantotto le persone colpite accidentalmente da pistole impugnate da bambini.
    In una ventina di casi, sono morte.
    Nel 2022 sono state 150 le persone uccise da colpi d’arma da fuoco sparati da bambini.

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