Una settimana di terrore

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Scelti dalle segreterie dei partiti i semifinalisti della gara per un posto al sole. Fra riconferme di persone incollate alla poltrona, poche le novita’ nelle liste elettorali.

 


Ho visto alcune sequenze di un film che sarà presto nelle sale cinematografiche del nostro paese, dal titolo, Sono tornato. Una scena mi ha colpito: quella in cui l’attore principale declama: – Eravate un popolo di analfabeti, dopo ottant’anni torno e vi ritrovo un popolo d’analfabeti -. La frase detta dall’attore che interpreta Benito Mussolini ritornato al presente, non può non passare inosservata, ma ce ne sono altre. I palati fini amanti della settima arte, storceranno sicuramente il naso, ma d’altronde il grande schermo italiano, ultimamente, non ci regala grandi capolavori, a mio modesto parere. Questione di gusti. Sì, forse, probabilmente. Apro una parentesi: tutto ciò si riflette anche nel panorama letterario che coinvolge quasi tutte le più importanti case editrici italiane. Da anni, ormai, i titoli promossi hanno come sfondo trame di amori destinati a lieto o tragico fine. Altri si dilettano con i libri contro la casta, che però portano a poco o  niente. Rari, i libri ben costruiti sulla politica globale e preveggenti del futuro. Quasi totalmente assenti i libri di storia. Se escono, non dicono nulla di nuovo, o sono la ristampa di edizioni passate.

Per trovare qualcosa di nuovo devi cercare nel web, dove trovi il sito di case                                                                                                                                                                              editrici minori che pubblicano libri di buon livello anche di autori italiani. Questa riflessione viene spontanea dopo la lettura dell’ultimo numero dell’ottima rivista ora in edicola di Storia in rete. Chiusa parentesi. La frase inizialmente citata, è quindi sbagliata? Un ulteriore presunzione “postuma” dell’uomo che nel bene e nel male, a seconda di come individualmente si giudici, ha governato per vent’anni l’Italia. Oppure, in fondo (ma mica tanto in fondo), Lui ha ragione? Tornando al tema, avrei preferito che avesse usato, casomai, l’aggettivo ignorante, che si sposa perfettamente con ciò che riguarda la nostra storia attuale, recente e distante. Lo sento e lo vedo, specialmente in questo periodo d’elezioni, dove nessuno trova la forza di reagire ai diktat delle segreterie dei partiti. Un esempio: le candidature per un posto al sole, che per cinque anni assicurano una tranquillità economica nel presente e nel futuro.  La corsa alla poltrona ci ha riservato volti distrutti per l’esclusione, matrimoni impossibili, fra opposte ideologie, persone che vanno e vengono da un partito all’altro, come il caso di Renato Schifani che, eletto nelle liste del Pdl, se ne va con NCD-UDC per poi ritornare alla casa madre. Come dire, “o Franza o Spagna, purché se magna””. Oppure, l’indiscussa fedeltà al capo supremo. Veri yes man! Poi ci sono quelli impegnati in una personale corsa per battere il record di permanenza sulla sedia che conta. Maurizio Gasparri, due volte senatore, cinque da deputato, ministro e sottosegretario oltre che vice presidente del Senato, che si candita a superare Carlo Giovanardi, due volte senatore e cinque a Montecitorio, poi ministro, sottosegretario e vice presidente della Camera, che sembra non intenzionato a ricandidarsi. Ma sono tanti i volti noti o meno. Pochi, i nuovi e gli indipendenti. Certo, ci sono gli acchiappa voti. Fra questi Adriano Galliani ex Ad del Milan e attuale presidente di Mediaset Premium. Sarò malizioso, se penso che sia uno stipendio in meno in casa Berlusconi? Continua l’avventura di Niccolò Ghedini, avvocato storico del Cavaliere. Due volte senatore e due volte deputato che, secondo il sito OpenParlamento, detiene la medaglia d’argento per l’assenteismo. Per la cronaca, in FI corre anche l’avvocata Cristina Rossello che ha difeso il Berlusconi nella causa contro l’ex moglie Veronica Lario. Pero, ritengo che essere grandi avvocati non significhi essere buoni politici! Questo sistema trasversale, lo usano un po’ tutti. In monarchia si diceva che un mezzo sigaro e una croce di cavaliere non si negano a nessuno, e costava molto meno allo Stato. Ecco l’ignoranza: non voler approfondire il perché le segreterie dei partiti fanno certe cose! Così, la fregatura è dietro l’angolo. L’elettore cui si chiede il volto, non ha nessuna scelta. E’ questa la democrazia? Un esempio evidente viene dalle elezioni regionali del Lazio. Il centro destra regala la regione alla sinistra, perché non trovano l’accordo sul nome del candidato alla presidenza. Ognuno corre da solo. Eppure, un nome che avrebbe unito le varie anime del centro destra e non solo, c’era. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Eppure, niente. Si preferiscono altre persone. Perché? Una rapida telefonata al mio informatore a Roma per chiedere come mai. La risposta è stata: – Semplice, Pirozzi non è uno che si lascia manovrare dai politici-.

Terminiamo con una notizia triste. Secondo indiscrezioni, al momento che scriviamo, non sarà ricandidato il senatore Antonio Razzi, nonostante la sua fedeltà al Cavaliere.
Caro Razzi, in fondo, non sei stato il peggiore. Guarda come hanno ridotto l’Italia tanti tuoi predecessori. Peccato, ci mancherai. Ciao Antonio, goditi il vitalizio!

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