Una salutare speranza

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Considerazioni sullo stato di salute del nostro paese.
art. di Dieffe

Mi scuso per il mio lungo silenzio che mi ha contraddistinto in questo ultimo periodo nonostante le sincere testimonianze di solidarietà e di vicinanza, le preoccupazioni sul mio stato di salute  che in diversi mi avete esternato e per le quali vi ringrazio di cuore .

Accenno solo brevemente a quei giorni nei quali, ancora una volta, il destino, che dimostra di conoscere perfettamente  il percorso della nostra esistenza futura, ancora una volta ha bussato violentemente alla mia porta per annunciarmi che un fatto serio, preoccupante e decisivo per la mia vita futura mi stava riguardando e coinvolgendo.

Infatti un malanno della cui presenza dovevo prendere coscienza segnalava la sua sgradita presenza al mio personale indirizzo.

Tutto ciò succedeva  proprio nei giorni nei quali un tremendo terremoto aggrediva il Giappone e un conseguente terribile tsunami, oltre a lasciare lungo il sui tragitto distruzione e morte, metteva fuori uso anche la centrale nucleare di Fukushima, venendo così ad aggiungere problemi su problemi. Sempre in quelle giornate si moltiplicavano disordini di piazza che stavano  destabilizzando i governi di paesi arabi nostri vicini frontalieri nel Mediterraneo. Si trattava di un complesso di notizie allarmanti e drammatiche, ma che tuttavia arrivavano a lambire il mio letto di degenza post operatoria solo con voce molto flebile.

Ovviamente questo mio distacco emotivo nei confronti di eventi così tragici e cruenti  derivava da un stato superiore del mio malessere che stava opprimendo la mia mente e il mio organismo, ma proprio quella nuova dimensione mi portava a giudicare e a guardare con occhi diversi la politica nostrana che proponeva ogni giorno con ripetitiva monotonia tutta la sua inadeguatezza rendendosi sempre più insopportabile e incomprensibile.

Gli accadimenti di queste ultime settimane hanno rafforzato tutte queste mie considerazioni e stanno ingrossando tutte le perplessità in essere specialmente se prendo nota delle prime avvisaglie di dibattito che si prospettano per le prossime elezioni amministrative previste in alcune importanti città.

La grande novità del contendere si preannuncia essere lo scontro ormai divenuto nauseabondo ed insopportabile  tra il berlusconismo e l’anti-berlusconismo.

Sarà una occasione persa per una politica più attualizzata, sarà invece un ulteriore fuga dalla realtà e dalle proprie responsabilità da parte di questa attuale classe politica al cui richiamo risponde stoltamente buona parte dell’elettorato con il suo farsi schierare in opposte tifoserie dove il fanatismo prende il posto del ragionamento, del confronto e della proposta politica.

Ciò avverrà nonostante si sia ormai dissolto e frantumato il sogno prospettato dal berlusconismo. Facciamocene una ragione. Prendiamo atto che la seconda repubblica non ci ha ammodernati, liberalizzati come desiderato, sognato, promesso e sperato. Il domani tuttavia , ugualmente ci riserverà nuove  inquietudini che si aggiungeranno a vecchi problemi irrisolti.

L’Europa sta attraversando la fase più bassa  della sua storia e della sua credibilità politica. Assistiamo a fermenti nel mondo arabo che possono scomporre e sconvolgere gli assetti odierni che stanno regolando i rapporti e gli equilibrii fra gli stati. La globalizzazione in corso contiene in se incognite per nulla tranquillizzanti. Il nucleare che era stato individuato come fattore trascinante lo sviluppo economico del nostro paese nei  prossimi decenni ripropone ora, dopo Fukushima, nuove perplessità ed interrogativi. La crescita economica rimane un dato auspicabile ma non certo

Questi gli  scenari che si presentano giornalmente al paese e al popolo italiano perché se ne discuta a fondo e si cerchino e si prospettino tutte le possibili soluzioni.

Al contrario la nostra classe politica ritrova il meglio di se stessa , si vede premiata e si sente gratificata dalla riproposizione continua e sistematica dello scontro tra maggioranza e minoranza.

Una scelta delinquenziale che fa del nostro paese un territorio dove la popolazione e le sue stesse istituzioni sono sempre più profondamente e rancorosamente divise da un costante rapporto conflittuale.

Anche il Parlamento che a suo tempo ingiuriosamente  è stato definito “un parco buoi”ora è degenerato in una assemblea di fanatici partigiani  che si esprime, si aggrega e si divide secondo estreme contrapposizioni o seguendo logiche che non trovano nessuna attinenza con gli interessi nazionali.

Come emblema di questa meschina deriva basta segnalare la testimonianza propostaci dall’avvocato on. Maurizio Paniz che con una incredibile e insopportabile ostentata  faccia tosta ha guidato la maggioranza di centro destra a sostenere che il premier telefonò in questura a Milano convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak.

Una tesi incredibile questa che l’on. Paniz conferma ogni volta che si presenta l’occasione incurante in questo mod
o di ridurre il nostro premier alla pari di uno sprovveduto sempliciotto che non si informa di chi frequenta le sue dimore e non si avvale degli strumenti che ha a disposizione per verificare se corrisponde al vero le panzane che gli raccontano. Un atteggiamento insopportabile che l’on. Paniz ci offre anche nel sostenere che della prescrizione breve non beneficerà Berlusconi  in nessuno dei processi a suo carico e questo nonostante lo stesso premier abbia ammesso il contrario.

Siamo al disprezzo per la verità che si nega virtuosamente al popolo italiano anche mediante le sue più prestigiose istituzioni.

Stiamo attraversando momenti difficili per tutti.

Salutare sarebbe pervenire ad un generale rimescolamento delle carte per poi  rimetterle nelle mani di una nuova generazione di giocatori.

E’ chiaro a tutti che urge un diffuso e salutare rinnovamento delle nostra classe politica: Un risveglio epocale che però difficilmente sorge spontaneamente dal nulla come per incanto.

Ci auguriamo tuttavia che ciò avvenga pacificamente come logica conseguenza che sta nelle cose, ma occorre in ogni caso muoversi perché lasciare incancrenire questa attuale deriva porterà inevitabilmente a sbocchi nefasti e imprevedibili per tutti.

La salute è un bene prezioso ed insostituibile che bisogna difendere e ciò vale anche per le istituzioni del nostro paese, ma solo con l’aiuto e la discesa in campo delle forze più sane che sa esprimere la nostra società ciò sarà possibile.

Tutto il resto pro o contro il berlusconismo è ormai una nociva perdita di tempo che sta danneggiando tutti.

Non serve una disputa epocale tra destra e sinistra, ma l’incontro tra le energie più sane del paese dove il buon senso , le intelligenze e la riscoperta di obbiettivi valoriali trovino nuovo spazio e nuove energie per essere valorizzate al meglio. 

 

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