Una piccola sconosciuta

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La scarna notizia, la realtà senza aggettivazioni: una bambina di dieci anni è morta, vittima di un gioco atroce. Oltre allo strazio della perdita,ora dinnanzi ai poveri genitori si spalanca un abisso, nel quale la loro piccola è come una sconosciuta, capace di astuzie e sotterfugi, come inserire un blocco al cellulare, creare decine di falsi profili,  frequentare chat con argomenti che  esulano dagli interessi di  una decenne che, nell’immaginario collettivo, vorremmo ancora in bilico tra giocare con la Barbie, seguire un cantante pop, fare i compiti, fare sport.

 


Nei titoli a sensazione gli aggettivi si sprecano, per tragedie come quelle della piccola Antonella Sicomero di Palermo quando, invece, a definire l’orrore più grande è la scarna notizia, la realtà senza aggettivazioni: una bambina di 10 anni è morta per una sfida su un social. Sgomenta apprendere che la bambina aveva diversi “profili” , su Facebook, YouTube e TikTok, come certe navigate  donzelle…e, naturalmente, aveva un cellulare che le permetteva di essere sempre connessa, pubblicare post, immagini, video. Su questo cellulare gli inquirenti stanno lavorando per avere il codice di sblocco per poter accedere ed esaminare quindi  comunicazioni, messaggi, immagini, conversazioni in chat. Se i tecnici informatici riusciranno a individuare il codice segreto che la piccola aveva cambiato senza dirlo neppure ai genitori allora si potrà forse aprire uno spiraglio su questa vicenda.

Oltre allo strazio della perdita, in questi casi dinnanzi ai poveri genitori si spalanca un abisso, nel quale la loro piccola è come una sconosciuta, capace di astuzie e sotterfugi, come inserire un blocco al cellulare, come creare più profili, come frequentare  chat con argomenti che  esulano dagli interessi di  una decenne che, nell’immaginario collettivo, vorremmo ancora in bilico tra giocare con la Barbie, seguire un cantante pop, fare i compiti, fare sport. La realtà appare decisamente differente.

Ma la piccola sconosciuta che ora, impietose notizie che si susseguono stanno rivelando, era affidata a loro, era  una loro responsabilità, era un loro preciso impegno,  oltre che il loro più grande tesoro. Spesso, quando un colpevole lo si deve trovare, il più possibile  indefinito, tale da non scontentare nessuno, si attribuiscono queste tragedie ai tempi in cui viviamo,  assurdamente privi di morale. Ma queste sono  tragedie evitabili, causate da leggerezza  e indifferenza di fronte ai divieti, da assoluta incuria genitoriale, da incapacità nel gestire i figli. I bambini, anche i più smaliziati e precoci, non hanno colpa. 

I genitori, forse, sì.

Si parla sempre di giovani senza ideali, senza valori, senza freni inibitori, si fa ricorso a tutta la retorica sull’argomento. Quando, invece, dovremmo chiederci  dove sono  i loro genitori.

Dove sono i genitori di giovani e giovanissimi, talvolta  poco più che bambini,  che cadono in coma etilico, dopo un’allegra serata di sballo con amici; dove sono i genitori di giovinette che con il “fidanzatino” possono trascorrere il tempo,  fino alle ore piccole, in discoteca o in festicciole private; dove sono i genitori di imberbi adolescenti che  organizzano  risse sanguinose; dove sono i genitori di chi trascorre ore e ore della sua giornata  navigando per la Rete, cadendo facile preda di coetanei (o molto più spesso di adulti) senza scrupoli e  senz’anima…

Sono al lavoro, si dirà, per molte ore al giorno. Certo…ma non per tutto il giorno, io credo. Sono travolti dai loro guai, dalle preoccupazioni, dalle amarezze. Certo… ma non fino al punto di abdicare al loro ruolo.

Questi genitori, incapaci di educare, di sorvegliare, di redarguire, questi genitori inadeguati, sono gli adulti ai quali i minori, dopo una  rissa, un coma etilico, una scappatella vengono riconsegnati; nelle tragedie, sono quelli cui si fanno domande, per cercare di dipanare il mistero di certe giovanissime  vite sprecate e perdute.

Purtroppo, per qualsiasi  compito nella socieà civile sono previsti un permesso, una preparazione, un brevetto,  un corso di studi mentre per fare i genitori, la più gratificante ma anche la più difficile fra le attività umane, non è prevista l’autorizzazione a generare. Compito che non può considerarsi  esaurito con il benessere fisico dei figli, con i regali.

I genitori, i genitori veri, sono un’altra cosa. Di quelli, sempre più, avrebbe bisogno la nostra società sgretolata e infelice, in cui ci  si ubriaca fino al coma, per cercare l’ allegria, incapaci di trovarla altrove; in cui si brucia ogni tappa, senza più infanzia, liberi ma non in grado di difendersi dalla libertà; senza alcun freno ma anche  senza alcun paletto cui aggrapparsi per non cadere.

Non si può infierire, su persone travolte dal dolore più grande che possa esistere, la perdita di un figlio. Avranno il resto della loro vita per rimproverarsi e rimpiangere amaramente l’assenza, fisica o immateriale, nella vita di Antonella. Non è a loro che mi permetto di rivolgermi… Ma la verità è gli adulti costituiscono, nel bene e soprattutto nel male, il paradigma comportamentale dei bambini e i genitori sono le figure di riferimento per i figli. Si dovrebbero riconsiderare i veri valori della vita, per poterla insegnare a loro. Colpevolizzare la tecnologia e la diffusione degli strumenti informatici è assurdo e ridicolo, profondamente ingiusto. L’uso che facciamo delle cose le rende utili, indispensabili, vantaggiose… oppure distruttive e pericolose.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Una piccola sconosciuta

A.D.Z.

Cuori, quadri, fiori e picche

Massimo Nardi

In un mazzo di carte ci sono quattro donne: la quinta e’ di troppo. Il portafogli val bene una messa. La nascita del Pci in Italia è la grande iettatura che ci ha colpiti.

Cento anni del PCI

Alberto Venturi

Quel che bisognava salvare: il pensiero politico prima di tutto e il legame con la Russia. Dovremmo ripartire o continuare il cammino del popolo comunista, fatto di abnegazione, cuore, interesse per la politica, impegno del sindacato, volontariato.

Ha dei numeri, ma non la forza. Lo sanno tutti, a cominciare dalla Pfizer      

Paolo Danieli

Conte la maggioranza non ce l’ha più da un pezzo e così non si può governare. I risultati si vedono. Non abbiamo più credito internazionale. Siamo tornati all’Italietta. Basta vedere che cosa sta
succedendo con i vaccini.

Nani e giganti

Ugo Volpi

I giganti, quelli che hanno fatto l’Italia, se ne vanno uno ad uno; ce ne sono altri pronti a prendere il loro posto e a guidarci nel cammino, ma sempre più in prima fila si intromettono nanerottoli di testa e di cuore, senza cultura e senza valori, che si impongono come l’unica scelta e per farsi più alti, usano i trampoli del potere.

Il Covid resterà per sempre

Giovanni Serpelloni

Una cosa è certa :  con questi virus e con queste pandemie dovremo fare i conti per tutti i prossimi anni e sarà quindi necessario ed indispensabile ristrutturare profondamente almeno 10 sistemi socialmente impattanti sul controllo e la corretta gestione delle epidemie. Ecco le dieci regole necessarie per conviverci.

L’individualismo trasformista

Franco Astengo

Non si evolvono soltanto i virus, ma anche le sindromi politiche. La sindrome trasformista ha sempre rappresentato una caratteristica costante nel sistema politico italiano. Così è ridotta il la governabilità di questo Paese in un momento dove servirebbero capacità di governo, di progettualità, di rappresentatività e radicamento sociale.Il populismo servito su di un piatto d’argento. Da rifletterci.

Buona settimana e buona lettura del n. 734 – 428.

 

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