Una miniatura del Duomo per Pisistrato

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""Se qualcuno ha prove che i comuni mortali non hanno, è suo dovere di cittadino informare l’Autorità Giudiziaria, prima che la platea, non esattamente imparziale, al congresso del più antiberlusconiano dei partiti, l’Italia dei Valori, o ancora non sa come si deve comportare un cittadino che venga a conoscenza di un reato"" .articolo di Maria


Breve antefatto, del quale mi scuso con chi è allergico ai riferimenti personali o alla sottoscritta, tout court. Ho molto apprezzato il commento di “una lettrice”, “”Ops, c’è una “”T”” di troppo””, ma non certo, o almeno non solo,  per le parole davvero gentili che mi riserva, non sono così vacua, l’ho apprezzato per la sua saggezza  e  per l’elenco delle tipologie umane. “Per me esistono tre categorie di persone: “”il cattivo”” che non perdona e non dimentica “”l’ingenuo”” che perdona e dimentica “”il saggio”” che perdona ma non dimentica La vedrei bene nell’ultima definizione”.

Sicuramente deluderò, e molto, la gentile Lettrice, ma io mi vedo bene in tutte e tre le categorie, soprattutto nella prima. Non perché mi ritenga particolarmente cattiva, ma perché trovo talmente ingiuste certe cose da non avere pace fino a quando non ne vedrò la fine. Parlo per me personalmente e per chiunque in generale.

Fine dell’antefatto.

Quasi come la fatidica ciliegina, è arrivata e ha fatto scalpore la dichiarazione di Genchi sull’attentato a Berlusconi, parzialmente ritrattata, meschinamente, in seguito, proprio come usano fare i calunniatori, campioni del negare, negare tutto, negare sempre, facendo pure i risentiti.[2] Per fortuna esistono i documenti e le testimonianze.

A suo tempo, quando i professionisti della dietrologia iniziarono la loro massiccia campagna anti-informazione, instillando dubbi sull’attentato al premier, volutamente mi astenni dal parlarne, sia per la gravità del fatto, sia per la delicatezza dell’argomento. Argomento trattato in modo troppo vago,a livello più che altro di gossip internettiano senza riscontro (blog,social network vari, siti personali, etc) che di reali notizie. E’ pur vero che l’attentato non è certoun segreto, tutti possono vedere e rivedere immagini, filmati vari, fotogrammo per fotogrammo, ma è impossibile, sulla base di ciò che si vede soltanto, poter avvalorare simili farneticazioni, secondo me. E’ pur vero che ho avuto, pochi mesi prima dell’attentato a Berlusconi, l’esperienza di vedere una persona con il setto nasale fratturato, soccorsa con mezzi di fortuna, intridere con il sangue praticamente un intero rotolo di “”Scottex casa””, la camicia, il maglione indossati… Forse, trattandosi di un uomo molto più giovane la fluidità del sangue è differente, comunque non è questo che importa. Quello che importa, e che è molto grave,  è che possa circolare una simile notizia, penosa comunque, non solo perché calunnia e diffama un innocente, ma anche e soprattutto perché crea disagio e disorientamento nei cittadini italiani e in campo internazionale, infangando, con l’immagine del premier, anche l’immagine della nazione che egli guida e infine l’immagine di tutti noi, che a passare per commedianti e imbroglioni  non ci teniamo affatto.

Perché è assolutamente ingiusto togliere dignità e credibilità ad un capo di Stato, e, tanto per fare l’ennesimo paragone tra Berlusconi e  personaggi dell’antichità, dopo Tiberio e Pisistrato[3], se “”…la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto””[4] a maggior ragione lo deve essere “Cesare” in persona. Su di lui, per il ruolo ricoperto, non deve esistere un sospetto di questo genere, e viene da chiedersi come qualcuno  possa permettersi di fare insinuazioni così malevole.

L’ha fatto non un qualsiasi blogger antiberlusconiano e sensazionalista, l’ha fatto non un qualsiasi iscritto di Facebook, Twitter, o Myspace…ma, scegliendo con rara tempestività e senso scenico, il consulente informatico Gioacchino Genchi, al Congresso dell’Italia dei Valori.

Ora, se questo signore ha prove che i comuni mortali non hanno, è suo dovere di cittadino informare l’Autorità Giudiziaria, prima ancora che la platea, non esattamente imparziale, al congresso del più antiberlusconiano dei partiti, l’Italia dei Valori. Pertanto è un gran gigione e ancora non sa come si deve comportare un cittadino che venga a conoscenza di un reato.

Se, invece, questa è l’ennesima bufala mediatica, ad arte montata ed orchestrata, questo signore, e chi come lui diffonde queste  notizie, è un calunniatore. Qui si cessa di scherzare, ammesso che si possa mai scherzare sulla dignità delle persone, demolendo la loro immagine e annientando la loro credibilità.

Questa cosa non è possibile classificarla solo come calunnia, relegando
la nel bugliolo nel quale si gettano le cattiverie gratuite sibilate fra pseudo amici, insieme al ricordo di essi… No, quest’accusa, più di ogni altra, deve essere provata e chi è calunniato non può e non deve mai rassegnarsi ad essa, come frutto di menzogna, malignità, volgarità, bassezza d’animo, viltà, matrici comuni di ogni calunnia. Secondo me nemmeno una persona qualsiasi  si dovrebbe rassegnare,  mai, figuriamoci un capo di governo, uno statista, un politico conosciuto in ogni parte del mondo. Questi deve chiedere conto, quanto e più di una qualsiasi persona comune, di ciò, deve imporre le proprie richieste, deve incontrare i suoi accusatori, i suoi vili detrattori, deve sottoporsi a qualunque indagine medica, per le opportune verifiche; verifiche effettuate non dai suoi medici personali, non in ospedali in cui è di casa, ma in strutture neutrali, anche all’estero, se non si fida del giudizio delle strutture italiane, per qualche suo motivo. E’ un dovere che ha verso sé stesso, ma soprattutto è un dovere che ha verso la nazione che sta guidando e che rappresenta, nel bene e nel male.

Sarebbe una lezione per chi si permette di demolire le persone, per chi, armato di livore e menzogne, cerca di abbatterlo, politicamente e umanamente, con la calunnia e non con il voto.

Ho sempre pensato ai calunniatori come a  fetide cimici verdi, mentre invece un avversario onesto lo paragono a una tigre, feroce ma leale.

Non avrei dubbi.

Piuttosto che una fetida cimice, celata nella penombra, aggrappata alla tenda, preferisco  fronteggiare una tigre feroce. Se proprio devo soccombere, morendo di spavento, che almeno sia a motivo di essa e non per un maleodorante e ripugnante insetto.

Attendiamo le prove di questa ennesima bufala.

Maria

 

 



[3] Imperatore romano dissoluto

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/visti-lontano-berlusconi-murdoch-guerra-tycoon.shtml

Per ottenere l’appoggio popolare, Pisistrato ricorse a uno stratagemma: si procurò delle ferite per mostrarle in pubblico quale prova di un’aggressione subita da parte dei propri rivali. Il popolo decretò per lui l’istituzione di una guardia del corpo di 300 mercenari con la quale Pisistrato occupò l’Acropoli, senza resistenza da parte degli opliti, nel 561/560 a.C., ottenendo il potere assoluto. http://it.wikipedia.org/wiki/Pisistrato

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