Una lacrima sul viso e una in tasca

Condividi su i tuoi canali:

Attorno alla strage di Capaci, a distanza di trent’anni, la cupa nebbia dei misteri va man
mano diradandosi, rivelando inquietanti legami, inaccettabili complicità, terribili connivenze.
Un anniversario colmo di parole, alcune sincere e commosse, altre da qualche pulpito 
non proprio  attendibile. Per tacere di certi implacabili calunniatori di  Falcone che esibiscono
ora facce contrite, sempre con una lacrima sul viso e una in tasca, pronta all’occorrenza.

Il mese di maggio è tristemente segnato da ricorrenze amare per la Nazione, a partire dall’uccisione di Aldo Moro, di Peppino Impastato… fino alla strage di  Capaci, con la morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, degli  uomini della scorta.

Quest’ultima ricorrenza, in particolare, è molto sentita, forse perché  più vicina nel tempo, di certo perché è tristemente presaga della barbara uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta, a distanza di una manciata di settimane.
È difficile, in questi giorni, reggere la visione di  tante facce di circostanza, con tante parole elogiative degli  scomparsi e di  esecrazione per gli  assassini, magari da qualche pulpito  non proprio  attendibile.
Francamente, la faccia contrita di  certi implacabili calunniatori di  Falcone, o di altri che “fecero il  vuoto” anche attorno a Paolo  Borsellino, di fatto condannandoli a morte, è uno spettacolo per stomaci forti.

Impossibile non pensare a chi, accanto  a questi magistrati e a questi poliziotti, li tradì e nelle celebrazioni  magari esibisce commozione  d’accatto. E come non pensare a chi , nell’inferno dei primi  concitati momenti dopo  l’attentato,  portò via la famosa “agenda rossa” di Paolo  Borsellino, celandone per sempre il contenuto, sicuramente  scottante e terribile…. Mentre disperatamente c’era chi  cercava  l’impossibile miracolo di salvare qualcuno… c’era chi si premurava di salvare sé stesso e altri, dal giudizio della Legge.

Le lacrime oscenamente sbandierate mi urtano. Esse, indipendentemente dai motivi che le hanno provocate, quando sono ostentate, esibite, banalizzano il pianto. Così è per la commozione di maniera,  ostentata,  di prassi, in questo anniversario  in particolare, il trentesimo. Il monumento che ricorda la strage di Capaci ha il colore del sangue, quello dei Servitori dello Stato barbaramente uccisi , e si erge, a memoria e monito, nel luogo dell’attentato. Impossibile dimenticare l’orrore di quel 23 maggio 1992, quando 500 chilogrammi di polvere mortale – tritolo e nitrato di ammonio – sventrarono letteralmente un tratto di autostrada, al passaggio delle auto di Giovanni Falcone e della sua scorta. Persero la vita il giudice, sua moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Tutti servivano lo Stato, tutti ne sono stati vittime.

Rimasero ferite ventitré persone, fra queste, gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista Giuseppe Costanza. Una strage avvolta nella cupa nebbia dei misteri che man mano si diradano…rivelando inquietanti legami, inaccettabili complicità, terribili connivenze. Indignarsi e commuoversi non basta, non può bastare, come non  possono bastare le  passerelle auto promozionali. Invece, ogni anniversario, è l’occasione di mostrare facce contrite, sempre con una lacrima sul viso e una in tasca, pronta all’occorrenza.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^^^^^^^^

Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

^^^^^^^^^^^^^^^^

Una lacrima sul viso e una in tasca

A.D.Z.

Che tipo di pace vuole l’Europa?

Massimo Nardi

Si vuole un trattato tipo Versailles del 1919 nei confronti della Russia? L’Italia si candida ad essere al primo posto nel Vecchio Continente  nella categoria dei pezzenti?

Stiamo perdendo la guerra mondiale

Alberto Venturi

Stiamo perdendo la vera guerra mondiale che si combatte oggi: noi contro noi stessi perché stiamo segando il ramo sul quale siamo a cavalcioni.

Ma alla sera la romantica orchestrina del Titanic continua a suonare… e noi a ballare.

Gran bella gente al 30° dello Studio legale Moscattini

La Reine

Eva e Alfonso – Yellow Taxi

Eva e Alfonso

 Venerdì 20 maggio 2022, al Ristorante More Food di Carpi,  una serata all’insegna della buona musica, con  brani pescati dall’attualità, dal passato, dal pop, dal rock, romantici… Due ore abbondanti di emozioni condivise, confermate dalle tante voci fra i tavoli che ripetevano con gli  artisti  le parole delle canzoni.

Ma i giovani hanno voglia di lavorare?

Ugo Volpi

Sì, ma sognano il mestiere perfetto, quello rispondente ai loro studi, alle loro aspettative economiche, alle loro esigenze di tempo libero e se non lo trovano, sono comunque sostenuti dalle famiglie.

Dalla transizione ecologica a quella irrigua ed energetica

Stefano Cucco

La parola al dott. Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque

Buona settimana e buona lettura del n. 800 – 493

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Gettare il sasso e nascondere la mano…

È un copione assai noto: c’è chi lancia pubblicamente un metaforico sasso, offendendo, insinuando, accusando… in modo voluto e inequivocabile, qualcuno e poi, vigliaccamente, nega

Appunti sulle Amministrative

ASTENSIONISMO All’appello dei votanti manca la metà degli aventi diritto… e stiamo parlando di votare per la propria città, non solo per la lontana Europa.