Una gita al mare

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Siamo fatti male... fino a quando il prossimo dice o fa cose che ci piacciono, gli concediamo la nostra incondizionata approvazione, che siamo pronti a negare non appena qualcosa non ci piace, o non l'approviamo. art. di A.D.Z.

 

 

Una ragazza, vittima della più  odiosa violenza, una sera di Marzo del 2011, da parte di clandestini, in Italia con il permesso umanitario dopo essere sbarcati a Lampedusa, scrive una lettera aperta, indirizzata al Papa. Per chi eventualmente non la conoscesse, l’ho inserita a fine pagina.

 

Potrebbe essere vera, oppure potrebbe essere un escamotage giornalistico, per dare lo spunto ad un articolo su  un tema scottante.  Non  importa. Ciò non scalfisce minimamente la terribile realtà del concetto espresso… Rifugiati per motivi umanitari  che si macchiano di atrocità e violenze, chi è accolto con generosità  si ribella con ingratitudine, danneggiando le suppellettili e rifiutando anche un menù che molti italiani non possono portare in tavola…Un mare di denaro, sborsato incredibilmente da straccioni senza arte nè parte, che arrivano in Italia, sistemandosi per la vita,anzi, chiamano a gran voce parenti e affini, a loro volta protetti, tutelati,curati e sfamati. Di ciò la cronaca è piena, così come è piena di tante violenze, e dietro ogni episodio c’è la disperazione delle vittime, c’è la loro vergogna e c’è la sensazione  di  essere abbandonate.

Siamo   fatti male, noi esseri umani..Noi, che fino a quando il prossimo  dice  o fa cose che ci piacciono,  gli concediamo la nostra incondizionata  approvazione,  siamo  altrettanto pronti a negare  la nostra fiducia e considerazione non appena qualcosa non ci piace, o non l’approviamo. Ma non siamo sempre così “”piccini d’animo””…Talvolta, anche quando si rispettano le persone, come è per Papa Francesco,  dalla indiscutibile autorità morale, si  può dissentire da qualche azione, e non perchè “”siamo fatti male, ma perché ci sono situazioni opposte e stridenti… Speriamo che il viaggio del Papa a Lampedusa, questa  gita al mare,  non sia considerato, invece che un viaggio pastorale, una sorta di sdoganamento  completo per  l’invasione di clandestini. Colpevolizzare una nazione, chiedendo collettivamente perdono per i morti, vittime dei naufragi nel Mediterraneo appare inspiegabile e   eccessivo. Trovo ingiusto esaltare e blandire i clandestini, ignorando  l’altra faccia dell’immigrazione incontrollata, con sedicenti disperati che hanno, tuttavia, stratosferici telefoni satellitari… con barconi che  molto opportunamente vanno in avaria in vista delle nostre ospitali coste, con la totale assenza di qualsiasi documento di identificazione degli irregolari, nonché per la protervia e l’arroganza nel comportamento.

Le prossime settimane ci chiariranno qualcosa.

 

                                                       ***

In questo numero:

Egitto prossimo venturo, firmato da “Maria”  parla di rivoluzioni da Bar Sport.

Ringraziamo M.B. che, con il suo interessante articolo  Parliamo di pere e di vini del modenese  offre lo spunto affinché anche il mondo agricolo, soprattutto  modenese,  trovi in futuro  il giusto spazio su Bice.

L’anno del mai è l’analisi economica del dr. Benetazzo riguardante  il punto dolente della ripresa, che tarda a manifestarsi, non solo quella economica dei consumi e dei fatturati, ma anche quella dei listini di borsa.

La Rubrica dei lettori raccomanda la lettura di  articolo su un tema tristemente attuale   nel quale Wilder Incerti,  un tecnico di Polinago descrive il  dispositivo  da lui ideato e che, se applicato nelle vetture, potrà evitare altre tragedie come quelle che periodicamente si ripetono, di bambini “”dimenticati”” in auto.

Come sempre, la pagina Face Book di Bice per chi è iscritto al popolare social network  e che potrà accedere ai vari articoli direttamente.

Buona settimana e buona lettura del n. 379-35.

 

A.D.Z.

© Riproduzione Riservata

 

 

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Ho inviata questa lettera ad alcuni giornali, nessuno l’ha pubblicata, purtroppo credo di capire il perché. Spero voi avrete il coraggio di pubblicarla.

Due anni fa sono stata vittima di violenza, odio parlarne, ma quando sento politici come Boldrini dire che non esistono clandestini, e che sono tutti profughi, è come se venissi stuprata un’altra volta. Io li ho conosiuti i clandestini, una sera di Marzo del 2011, mentre tornavo a casa da lavoro. Quel giorno è come se fossi morta. Quando li trovarono, i carabinieri sgomenti mi spiegarono che erano in Italia con il permesso umanitario dopo essere sbarcati a Lampedusa.

Chi Le scrive Santità, è una giovane donna cattolica, che è sempre andata in chiesa, una donna che crede in Dio, ma che non crede più in chi, qui, lo rappresenta.

Lei l’otto di luglio andrà a Lampedusa, a testimoniare la sua solidarietà ‘agli ultimi’. Così ho letto che definite quei giovani uomini che pagano migliaia di euro per sbarcare in Italia: due di quelli che lei chiama ‘ultimi’ mi hanno violentata. Si sono portati via per sempre la mia gioia di vivere, piantando i chiodi della tristezza nel mio cuore. L’otto luglio, anche lei pianterà un altro chiodo nel mio cuore.

 

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