Una data di nascita molto comune

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Perchè scandalizzarsi per il fatto che, fra i quarantuno migranti della nave ""Diciotti"" che hanno chiesto i danni morali a Salvini  & C., ci siano ben sedici timidi diciassettenni, nati il primo gennaio 2002? Il primo gennaio è una data nella quale le donne del continente africano  prediligono dare alla luce i loro figli : è consuetudine dei cittadini africani a vario titolo approdati in Italia,  dichiarare  questa come data di nascita. Inoltre, se proprio non sono  ottuagenari, il tentativo di passare per minorenni lo fanno sempre.  Pertanto, nell'anno di grazia 2019, la data più acconcia a tale eletto scopo è 1.1.2002.

(I migranti minorenni della nave “”Diciotti”” hanno il volto “”pixellato”” a tutela della riservatezza. Foto Sky TG24)


Abbiamo metabolizzato persino la notizia che una prostituta minorenne fosse la nipotina del Presidente egiziano Mubarack,  in italia per diporto…  logico che si debbano trangugiare e metabolizzare anche altre notizie, senza battere ciglio

Perchè scandalizzarsi se ben 16 sui 41 migranti  della nave “”Diciotti””  che hanno chiesto i danni morali a Salvini e &C.  ci siano ben sedici timidi diciassettenni, nati il primo gennaio 2002?

Innanzitutto, il primo gennaio è una data nelle quali le donne del continente africano  prediligono dare alla luce i loro figli : è consuetudine, infatti, dei cittadini africani a vario titolo approdati in Italia,  dichiarare  questa come data di nascita. Inoltre, se proprio non sono  ottuagenari, il tentativo di passare per minorenni lo fanno sempre.  Pertanto, nell’anno di grazia 2019, la data più acconcia a tale eletto scopo è 1.1.2002.  Si ricorda facilmente (con tutti i pensieri che hanno per la testa, è facile che dimentichino persino la data di nascita, avendo regolarmente  perso ogni documento di identità, quindi è  cosa buona e giusta adottare  una bella data facile facile.

Desta una certa sorpresa, comunque, la disponibilità finanziaria  di persone in teoria fuggite da inenarrabili sofferenze e difficoltà (che si parli di guerra, persecuzioni, fame…) e aver attraversato  migliaia di km e soggiornato nelle prigioni libiche di cui servizi giornalistici  sempre più dettagliati  ci descrivono come veri e propri inferni dove  gli esseri umani sono torturati, violentati,  derubati e infine imbarcati  su fatiscenti barconi e gommoni di infima qualità, destinati a sgonfiarsi dopo qualche miglio, purchè in vista di premurose navi di altrettanto premurose ONG.

Non con intento polemico, bensì per legittima curiosità professionale e personale,  mi accade talvolta di chiedermi come mai,  persone che fanno migliaia e migliaia di km nel deserto,  sono imprigionate in veri campi di concentramento, dove sono trattate in modo disumano, torturate, violentate, derubate… abbiamo  tra le mani  moderni cellulari e onnipresenti cuffiette, e abbiano anche la possibilità economica di sporgere  querela contro un Ministro della Repubblica che, comunque, li ha accolti e li sta  adeguatamente mantenendo.

E’ pur vero che c’è sempre  qualche cooperativa che provvede anche alle spese legali… questo,  tuttavia, mi fa pensare a molte persone oneste che non hanno i mezzi per difendersi in tribunale e rinunciano a querelare e a far valere i loro diritti.

E’ anche vero che i documenti sono inutili, talvolta, purchè ci sia in circolazione  un politico come Maurizio Martina al quale, salito come è noto  su un’altra nave, la  Sea Watch, per accertarsi delle condizioni dei migranti a bordo,  è bastato guardare negli occhi alcuni di loro per capire che erano minorenni.
«Io posso dire che ho guardato i volti di queste persone e sicuramente li ci sono ragazzi minori. Questo dovrebbe fare riflettere chi in qualche Palazzo Romano si inventa via social che qui non esistono minorenni».

Ho tratto il virgolettato dall’articolo comparso su La Stampa del 28 gennaio sorso. (A questo link l’articolo completo https://www.lastampa.it/2019/01/28/italia/sea-watch-martina-e-orfini-dopo-la-visita-a-bordo-siamo-indagati-faremo-esposto-a-bordo-ci-sono-dei-minori-zxh8L5MgYmhdT3T5SCaCNJ/pagina.html)

Aspettiamo gli sviluppi di questa vicenda che un filo sottile divide tra l’essere tragedia o farsa.

Per comprendere le cose,  è indispensabile sfrondarle di orpelli e altri inutili appesantimenti. Pertanto, per capire credo sia  utile un paragone come questo, per quanto possa apparire banale e “”terra terra”” : un gruppo di persone, che non conoscete, delle quali non sapete nulla, si accalca davanti alla vostra porta di casa. Per qualche girono, resistete, dicendo che non potete farli entrare e nemmeno volete; inutilmente vi opponete e siete, dopo qualche altro giorno, costretti a farli entrare, predisponendo tavole imbandite, luoghi adatti per riposare, abiti e altre cose utili.  Non vi aspettate gratitudine ma nemmeno, probabilmente, vi aspettate di essere  querelati per sequestro di persona, con richieste  di alcune decine di miglia di euro come risarcimento, per i giorni trascorsi in attesa, davanti alla vostra porta chiusa.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

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di A.D.Z.

Anche oggi razzismo

di Alberto Venturi

Qui non si tratta più di politica economica, di politica dell’immigrazione, di una qualsiasi cosa che abbia a che fare con il governo. Qui è solo dis-umanità e davvero ho sentimenti di rabbia per Salvini, per chi lo sostiene, compresi i Cinquestelle, perché le tiepide prese di distanza sono nulla in confronto al suo soffiare sul fuoco dei peggiori istinti.

La nuova guerra fredda

di Eugenio BenetazzoLa Guerra Fredda termina ufficialmente con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, simbolizzata dalla caduta del muro di Berlino nel 1989. Sono passati trent’anni da allora, eppure adesso ci troviamo nuovamente in piena guerra fredda. Una nuova guerra fredda. Non più con quello che resta dell’Unione Sovietica, ma con un nuovo player planetario più risoluto e poderoso, la Cina.

Oberleiter? No grazia…

di Marco Andreoli

La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Brescia ha dato parere favorevole alla concessione della grazia per motivi di salute al terrorista Heinrich Oberleiter, condannato per l’uccisione di tre finanzie
ri, il ferimento di sei carabinieri e attentati vari, a due ergastoli più sedici anni di carcere dei quali non ha scontato nemmeno un giorno, essendo a suo tempo riparato in Austria, paese che si è sempre rifiutato di estradarlo in Italia. 

Sporchi delitti

di Luigi Guicciardi

Al culmine della maturità professionale il Commissario Cataldo, coadiuvato dal sovrintendente De Pasquale e da un giovane agente di Sestola, inizia un’inchiesta molto difficile sulla morte di due donne, a Sestola e a Modena.

Buona settimana e buona lettura del n. 643 – 328.

 

 

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