Un Savoia fra Passato e Presente

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Concesso ad Aimone di Savoia Aosta il titolo di Cavaliere della Repubblica e fra i monarchici scoppia l’ennesima lite. Sarà, ma se la Repubblica riconosce un titolo così importante a un Savoia qualcosa di positivo avrà pur fatto.  

 


La notizia è confermata dalla Gazzetta Ufficiale alla sezione Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale pagina 41 e, se non si tratta di un omonimo, si legge il nome Di Savoia Aosta Aimone, data e luogo di nascita esatti. Probabilmente, anzi, sicuramente, la notizia susciterà più scalpore non fra i repubblicani, ma fra le tante sigle dei movimenti monarchici che, il più delle volte, hanno sedi e iscritti sullo stesso piano di un medio condominio. Sigle spesso in litigio fra loro su chi deve essere il futuro Re di un regno che non c’è. Niente a che vedere con il Trono di spade anche se in altri tempi la storia sarebbe finita a colpi di spadone a due mani. Ma chi è questo Savoia che è premiato con un’onorificenza dalla Repubblica? Aimone di Savoia Aosta classe 1967 nasce a Firenze, figlio di Amedeo Duca d’Aosta e di Claudia d’Orléans. Fra gli antenati un Amedeo Re di Spagna, anche se per un breve periodo, e un bisnonno comandante della III armata. Un prozio Luigi, grande esploratore, e un altro prozio Amedeo, l’Eroe dell’Amba Alagi, Medaglia d’Oro al Valor Militare oltre ad un nonno destinato a diventare Re di Croazia, (voci di corridoio dicono che il prescelto non prese mai sul serio la proposta), se l’Italia avesse vinto la II Guerra Mondiale. Imparentato con quasi tutte le dinastie regnanti ed ex regnanti d’Europa, il ragazzo cresce fra le colline toscane (mi scappa la battuta quella del contadino scarpe grosse cervello fino) e compie gli studi presso la Scuola navale militare Francesco Morosini a Venezia. Poi, ha frequentato i corsi dell’Accademia militare e come ufficiale ha partecipato alla Guerra del Golfo. Una volta congedato si guarda attorno decidendo di cercar fortuna all’estero e nel 1994 lo ritroviamo a Mosca (la Russia di allora era ben altra cosa di quella di adesso), a far conoscere le nostre eccellenze. In pochi anni si fa strada per le sue capacita manageriali grazie anche alla conoscenza di ben quattro lingue. Nel 2000, Tronchetti Provera (Pirelli), lo assume per curare gli interessi del gruppo in Russia, carica che ancora oggi ricopre grazie alle sue indubbie capacità (non sicuramente per i suoi titoli nobiliari). Per la cronaca, è stato vicepresidente dell’associazione delle imprese italiane in Russia, la Gim-Unimpresa, socio aggregato di Confindustria. Nel 2018 lo Zar Putin, riconoscendo il grande lavoro svolto nella sua nazione, lo ha insignito dell’Ordine dell’Amicizia con la motivazione: – per il contributo alla realizzazione di progetti di alto livello tra Italia e Russia e per l’attrazione degli investimenti nella Federazione Russa -. Felicemente sposato ha tre figli, due maschi e una femmina. Niente da dire, sennonché, al momento di andare in stampa (come anticipato nel titolo) il micro mondo monarchico si è scatenato. I trina ricciuti della monarchia (sì, caro Guareschi, ci sono anche fra i monarchici) si sono infiammati: – Non doveva accettarlo, lo doveva rifiutare – tuonano i ginevrini. Sarà, ma personalmente preferisco uno così, che ha servito la Patria in divisa, a un pretendente al trono che balla vestito da donna e va a prendere le figlie a scuola con le scarpe tacco dodici. Non lo dico mica io, lo ha detto Emanuele Filiberto in una trasmissione televisiva.

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