Un paese normale

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Non posso dire che vorrei un paese normale, perché ci ha già pensato qualcun altro, non solo a dirlo, anche a scriverci un libro[1]. Ma non riesco a trovare “normale”, se normalità non è un concetto astratto e vuoto, quanto accade nel mio Paese e, volendo, neppure nel mondo...

Non posso dire che vorrei un paese normale, perché ci ha già pensato qualcun altro, non solo a dirlo, anche a scriverci un libro[1]. Ma  non riesco a trovare “normale”, se normalità non è un concetto astratto e vuoto, quanto accade nel mio Paese e, volendo, neppure nel mondo..

Allora dirò che vorrei un paese e un mondo normali.

Di certo è invivibile un paese in cui c’è chi  contesta il premier anche quando si reca nella zona di un disastro ferroviario, come accaduto a Viareggio il 1 luglio 2009. Contestazioni  che potrebbero anche essere motivate, ma apparivano fuori luogo in quel momento, soprattutto tenendo conto del fatto che, a parte il bilancio provvisorio di  oltre 20 vittime, già degno del rispetto e del silenzio di tutti,  ciò che è accaduto a Viareggio poteva avere una portata di una gravità difficile persino da immaginare. E non sono sempre cose che capitano agli altri; il trasporto di GPL come  di ogni altro materiale pericoloso, è, insieme alle altre merci, cosa comunissima per ogni grande e piccola stazione.

Nemmeno sono riuscita a capire, a condividere, a trovare “normale”[2], tantomeno giusto, che il quotidiano  Libero dedicasse l’indomani, unico fra tutti,   la prima pagina non a Viareggio, non a quel disastroso bilancio per i danni alle persone e alle cose, ma alle dimissioni della giunta pugliese, gongolante e senza rinunciare nemmeno alla vignetta, all’insegna del cinismo e del cattivo gusto, con involontario protagonista Michael Jackson[3] .Il quale, giunto al cospetto del Padreterno scopre che lo stesso è negro…ed esclama sbigottito“ Ops, ho passato una vita a sbiancarmi ” .

Ma già era accaduto il 22 maggio u.s., mentre gli altri massimi quotidiani aprivano la prima pagina a difesa della rivoluzione “”verde”” Iraniana, Libero la dedicava a una delle  vicende del premier.[4]

Non trovo normale che un parlamento pletorico sia troppo spesso semivuoto, non trovo normale che virtuose  e sussiegose parlamentari come Livia Turco siano immortalate mentre votano per sé e per il vicino, assente ingiustificato, evidentemente[5]…Come pure non concepisco che, per festeggiare la caduta di un odiato leader in quelle aule  si mangi mortadella  innaffiata da champagne[6].

Ho ancora la convinzione che il Parlamento abbia, come altre sedi istituzionali,  una sorta di sacralità…Lo so, fa ridere, forse fa anche pena, ma è più forte di me. Sono così idealista e probabilmente sciocca, da attribuire, mutatis mutandis, una certa sacralità anche ai luoghi non sacri e non deputati alla politica, come  il museo di Brera, come l’Arena di Verona…a proposito della quale ripenso con indignazione a quando, per colpa di incivili contestatori, Berlusconi rinunciò ad assistere alla rappresentazione di Carmen, in compagnia di Schroeder e Romano Prodi[7].

Non è normale che accadano queste cose, come molte, troppe altre…Ad esempio che un  magistrato di sorveglianza  conceda ad un pericoloso pregiudicato un permesso di lavoro,  ossia prestare servizio in un parco pescarese come custode…luogo dove, la sera stessa, il  delinquente uccide il titolare,  in delitto senza movente, se non quello dichiarato all’arresto «Provo piacere ad uccidere»…[8]

Passando ad altro, che dire del Garante della Privacy, che  ci fa contorcere con mille assurde procedure e vincoli, a tutela della stessa,  e poi consente che si verifichino disservizi di natura difficile da descrivere se non ricorrendo al turpiloquio. Un esempio: una prenotazione per una Risonanza Magnetica, effettuabile solo di persona, al mattino,in un ospedale lontano, o al pomeriggio via fax, inserendo il recapito telefonico personale (linea fissa e cellulare), al quale il laboratorio dovrà comunicare la data dell’esame, viene inviata, qualche giorno dopo, all’esercizio

pubblico dove il fax è stato spedito! Interrogata in proposito l’infermiera del laboratorio rispondeva che”non aveva visto” i due numeri di telefono della paziente. Alla faccia della privacy, come si dice. O, spaziando in altri settori,  come si può trovare normale  che, a fronte di una legge che obbliga ogni professionista iscritto all’Albo a dotarsi, entro il 2009, di una  casella di  Posta Elettronica Certificata, gratuita, se richiesta al Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, il predetto Dipartimento non abbia ancora provveduto alla gara d’appalto per la fornitura  servizio, per il quale “non si prevedono tempi brevi”.[1]

Non è normale, credo, una cosa del genere, come non è normale che una regione sia sommersa dalla  spazzatura, arrivi la Protezione Civile a salvare la situazione  e non si dimetta  nessuno degli amministratori locali responsabili.

Trovo poco normale che si appendano cartelli negli studi medici, con la frase  Qui non si denuncia nessuno, qui si curano le persone per tranquillizzare ogni clandestino sul fatto che nessuno  segnalerà il suo stato e si spediscano, sovente con modi  inurbani le vecchiette a farsi misurare la pressione in farmacia, perché fanno perdere tempo… Come pure trovo che non sia troppo normale non esigere che siano in regola con il permesso di soggiorno anche  gli studenti: ma la scuola, non dovrebbe, oltre che insegnare a “leggere,scrivere e far di conto”, anche  educare al rispetto delle leggi, al rispetto delle regole di cui ogni paese civile si dota per la convivenza  e per ogni attività umana?

E non è normale che un amministratore  locale lasci un buco di miliardi nel comune che ha gestito(male) e vada a sedersi al parlamento europeo.

Si rischia l’ovvietà, dicendo queste cose, come si rischia l’ovvietà  quando, desiderando un mondo normale, ci indigniamo  per gli ingaggi stellari di un calciatore, per borsette da donna che costano migliaia di euro, per l’ipocrisia imperante, per la mediocrità premiata, per le promesse politiche disattese, per l’amicizia tradita, per l’onestà irrisa, per le sofferenze fisiche e morali ignorate.

Sono tutte terribili ovvietà, certo, come no.

Ovvietà alle quali, tuttavia, non siamo del tutto assuefatti e che ci fanno desiderare un cambiamento.

Non c’è persona di buon senso che non dica che l’Italia è un paese  pieno di problemi, non certo un paese normale, quindi. Di chi è la colpa? Nostra, sicuramente.

Non è possibile evidentemente radere tutto al suolo, ma da qualche parte si deve cominciare a cambiare.

Magari da noi stessi.




[1] “”Un paese normale. La sinistra e il futuro dell’Italia”” (Mondadori – 1995) massimo D’Alema

[8] Al cittadino che ne fa richiesta la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie), direttamente o tramite l’affidatario del servizio, assegna un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) la cui attivazione è senza oneri per il cittadino, così come le comunicazioni che transitano per la stessa.

La novità è stata introdotta dal D.P.C.M. 6 maggio 2009 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 25 maggio 2009, n. 119) con il quale si da attuazione all’art. 16-bis, commi 5 e 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185.

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