UN ITALIANO FRA GLI ATTENTATORI DI LONDRA

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ATTENTATO LONDRA – AMATO, PROCURATORE DI BOLOGNA A RADIO 24: “ABBIAMO FATTO TUTTO QUELLO CHE SI POTEVA FARE, NON C’ERANO GLI ELEMENTI DI PROVA CHE LUI FOSSE UN TERRORISTA”

 

Quando fu fermato “all’operatore che lo controllò, disse che voleva fare il terrorista. Poi si corresse. Gli fu sequestrato l’apparecchio, ma non c’erano, secondo il tribunale del riesame, i presupposti per ravvisare la sussistenza di un reato e ne ordinò la restituzione, e non si è potuto esaminare integralmente il contenuto di questo apparecchio informatico.”  Il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, racconta a Radio 24 elementi sul fermo nel 2016 di Youssef Zaghba, terzo attentatore ucciso a Londra sabato scorso. Il procuratore aggiunge anche a Radio 24 che “fu segnalato a Londra come possibile sospetto” e sottolinea: “In un anno e mezzo, è venuto 10 giorni in Italia ed è stato sempre seguito dalla Digos di Bologna. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare – rassicura il procuratore – ma non c’erano gli elementi di prova che lui fosse un terrorista, era un soggetto sospettato per alcune modalità di comportamento.”

Nicol RAMELLA

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