Un inquietante paese alla deriva!

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Dati certi, conferme inequivocabili dimostrano della nostra deriva e il paese mi sembra intenzionato a renderla sempre più tangibile.Così la vede un nostro commentatore.

Quello che più mi colpisce in questa periodo storico è l’ostentazione della merce taroccata che trovo diffusamente esposta in bella evidenza ormai ad ogni angolo di strada. La  trovo nei salotti buoni della gente; nel comune sentire, tra gli amici, tra i vicini e conoscenti. Mi sembra di essere capitato alla fiera permanente, ad orario continuato, delle contraffazioni, come se fosse  vergognoso ricercare momenti di equilibrio e di verità.

Quello che , per esempio, in queste ore , diventa per me indicativo  del nostro sbandamento collettivo  è il crescendo di voci fino a divenire una corale che canta “romanze” composte da una amoralità nauseante.

Odo cantori tutti protesi a invocare rigore ed intolleranza verso gli sfigati e contemporaneamente registro un mutismo di acquiescenza, di giustificazioni , di consenso verso il non luogo a procedere nei confronti dei potenti.

Sembra di assistere ad una gara tra chi è più intollerante , più spietato.

Una sfida tra chi chiede o propone il pugno più duro, il più rigore, il più carcere duro per chi si trova già dietro le sbarre.

La certezza della pena per chi  è già finito in carcere (marocchini vari) o per chi è clandestino: una ostentazione di tolleranza zero inversamente proporzionale nei confronti, invece, dei beneficiari di “lodi”(plurale di lodo) pensati su misura dei potenti di turno per assicurare loro una sorta di impunità senza limiti.

Siamo così “grandi fustigatori” con i carcerati , con gli sfigati, con i deboli.; mentre ci mostriamo meschini, piccoli, genuflessi e con il capo chino con i potenti!!

Siamo divenuti tutto questo mentre al contrario , come autorevolmente sosteneva Galli della Loggia   “ Prima di tutto, l’Italia ha bisogno di una grande operazione di verità”.” Ha un gran bisogno che finalmente si squarci il velo di silenzi, di reticenze, spesso di vere e proprie bugie, che per troppo tempo il Paese ha steso sulla sua effettiva realtà. Sulla scuola, sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia, sulla magistratura, sulle Regioni, sulla criminalità, sull’impunità dei reati economici.. “

La verità consiste nell’ammettere per esempio che è stata cambiata la legge elettorale italiana, contro la volontà degli italiani, già espressa con un referendum, per permettere un potere quasi assoluto dei segretari di partito sui candidati al Parlamento. Un modo per perpetuare il sistema delle “”caste”” in Italia, la facoltà di mettere in Parlamento, volendo, solo chi si inchina ai voleri del “sovrano”, riducendo il ruolo del parlamentare a quello di un meschino signorsi!

La verità è che chi oggi fa opposizione o si lamenta viene additato, da Cicchitto a Veltroni come “il peggio di piazza Navona”.

La verità è che della, per noi, scomoda verità siamo nemici perché ci è più consono vestire gli abiti di un insano populismo.

Così da “bel paese” ci trasformiamo “ in un inquietante paese alla deriva!

Questo paese delle cento città , dei cento campanili vessilli di un provinciale e patetico campanilismo; questo nostro paese tormentato per secoli da culture e da presenze di invasori da mezza Europa e non solo; questo paese quindi costretto alla furbizia, al piegare le proprie virtù a ragioni superiori  di convenienza o sopravvivenza, improvvisamente muta pelle e ci fa diventare, si fa per dire, il popolo amante delle leggi e delle regole certe. Un popolo che sembra divenuto orgoglioso del suo passato, della sua storia e delle sue tradizioni anche se solo di recente ha riscoperto l’inno nazionale casualmente andando allo stadio. Questo popolo quindi se vuole oggi giustificare questa improvvisa conversione verso la fierezza delle sue leggi e del loro rispetto deve fondarlo su una piattaforma fatta di un riscoperto neo-nazionalismo nonché di una sorta di nostra salvaguardia  etnica.

Praticamente su due presupposti inesistenti, perché non appartenenti alla nostra storia d’Italia e di noi Italiani.

Noi non abbiamo più voglia di riguardare la nostra storia. Spesso facciamo riferimento al Cristianesimo, citiamo il nostro Rinascimento, l’Illuminismo, il Romanticismo il Risorgimento, ma questo non vuole dire esserne degni figli o legittimi eredi o semplici portavoce.

Altre priorità ci preoccupano: la nostra capacità di adattamento all’economia mondializzata; il nostro benessere che negli ultimi tempi viene messo in discussione! Questo e poco altro!

Siamo convinti che ciò si stia verificando causa il nostro essere troppo umani, troppo pervasi di buonismo, dotati di troppo poco “celodurismo”

Non sarà che questo nostra deriva e arretramento  siano dovuto invece proprio al suo contrario: la perdita e la nostra incapacità di saper riproporre un nuovo Umanesimo e
un nuovo Risorgimento idoneo ad affrontare l’alba del terzo milenio. A tutt’oggi , al contrario, respiro questa nostra  mediocrità che ci rende tutti più barbari, più meschini, più perdenti : un popolo destinato ad una inesorabile e distruttiva deriva a patto che non naufraghi disperatamente prima!

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