Un gesto umano che però ha suscitato diverse polemiche

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Stefano Caselli di Modena radio City ha intervistato Marco Berry, ex ""iena"", che al tempo della conduzione televisiva trascorse qualche tempo tra i barboni, i cosidetti ""invisibili""

In città e provincia si è discusso a lungo della vicenda del giovane tunisino (senza permesso di soggiorno) che in una notte di pioggia e gran freddo si è rifugiato in un cassonetto. Addormentatosi, non si è accorto dell’arrivo del mezzo di Meta e stava per essere stritolato dalla macchina tritarifiuti, quando fortunatamente l’autista si è accorto dell’uomo ed è riuscito a bloccare la pressa dopo aver scaricato cassonetto ed immigrato all’interno del camion per la raccolta dei rifiuti. In seguito a questo episodio l’assessore del Comune di Modena, Francesca Maletti, ha chiesto di far aprire tutte le strutture pubbliche di accoglienza per dare asilo, almeno la notte, ai senza tetto, immigrati o no, regolari o clandestini, in questo periodo di brutto tempo e gran freddo. Un gesto umano che però ha suscitato diverse polemiche, tra cui la richiesta del consigliere regionale leghista Mauro Manfredini di sentire il parere dei cittadini modenesi su questo provvedimento che va contro la  legge Bossi – Fini. (Ndr)

 

Stefano Caselli di Modena radio City ha intervistato Marco Berry, ex “”iena””, che al tempo della conduzione televisiva trascorse qualche tempo tra i barboni, i cosidetti “”invisibili””           
   
 Raccontaci di come, quando fa freddo, quando si gela proprio, si riesce  a sopravvivere        
   
 Io che per lavoro ho provato a dormire qualche notte fuori, il freddo è tremendo, ci ho provato alla stazione, sotto un ponte, su una panchina, un po’ ovunque… ma fin quando tu dormi fuori e sai che il giorno dopo dormirai a casa, troverai un’abitazione calda, un letto morbido, bè la giornata e la notte passano abbastanza in fretta.In altri casi, non so. Non voglio fare un discorso politico, solo umano. Sono contento, però che esistano persone, politici come l’assessore Maletti che ha aperto le porte  dicendosi “”chiudo un occhio, non fatemi sapere che non ha il permesso di soggiorno, ma facciamolo dormire al caldo””. Se penso che una persona arrivi a rinchiudersi all’interno di un cassonetto dell’immondizia, non posso non pensare che sia disperata. Sono situazione drammatiche terribili.
   
 Tu hai avuto la possibilità per lavoro di vivere a stretto contatto con persone che a loro volta vivono ai margini della società. Cosa possiamo fare noi di concreto per dare una mano?  
   
 Accorgercene Soprattutto quando si avvicina Natale.. 
   
Ci si accorge di questi poveretti sono quando si avvicinano le feste natalizie. Invece bisognerebbe accorgersene tutto l’anno e alla fine basterebbe poco, se solo ognuno di noi facesse un piccolo gesto, ma non è la moneta, a volte è il saluto, è fermarsi venti secondi a far due chiacchiere, renderti conto che esistono, aprire gli occhi per rendere questa persona visibile. Farla sentire ancora essere umano, è questo che servirebbe di più.               
   
Mi sembra di aver notato, seguendo la tua trasmissione, che molte di queste persone decidono di vivere in questo modo per scelta.  Chi decide veramente per scelta è meno del 3% di quelli che dicono di averlo scelto. Dire di aver scelto di vivere la strada è una sorta di protezione.

 

Uno scudo nei confronti di chi può pensare che questa è gente disperata?           
   
Il brutto è che spesso non ci si accorge di questa gente, passi di fianco ad uno di loro che sta per strada e non lo noti neppure. Molto spesso non è far finta di non vedere, è proprio non vedere, questo è orribile.
Complimenti ancora all’assessore Maletti che ha aperto i centri, almeno in questo periodo in cui, mentre noi ci stringiamo in famiglia, questi sono soli, abbandonati, e al freddo.  
   
Non sarebbe male, ora, avere qualche parere da parte dei nostri lettori …… (Ndr)

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