Un atto di Civiltà:il buon padre pakistano

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Un brav’uomo viene a conoscenza della immonda relazione intrecciata dalla figlia ribelle[1] con un cane infedele.

Il lago di inciviltà in cui si ritrova a nuotare il buon padre, ovvero l’infedele provincia bresciana[2] che lo ha attirato lì per sfruttarlo, lo indurrebbe a lasciar correre, a chiudere un occhio e ad accettare la situazione.

Ma  un buon padre non può e non deve trascurare la retta educazione dei propri figli.

Così come non può e non deve ignorare i buoni principi educativi che sono alla base della Civiltà in cui è cresciuto e la Religione in cui crede.

E così, paternamente, interviene: con buona grazia cerca di convincere la disgraziata ribelle, figlia indegna e senza rispetto, a interrompere l’immonda tresca con il cane infedele; poi, per rendere più efficace ed educativo l’invito, delicatamente ed amorevolmente, il buon padre la sgozza.

Da orecchio ad orecchio. Per non farle sentire male, a causa di movimenti inconsulti, la ribelle è stata teneramente trattenuta da altri membri della famiglia.

Poi, rispettando i dettami della sua grandiosa Civiltà e della suo spirito religioso, la seppellisce in giardino, ricoprendola con poca terra, perché il peso le sia lieve, e, benevolmente, con il volto rivolto verso la Mecca.

Noi dobbiamo apprendere e seguire questi insegnamenti: è ora di finirla una volta per tutte con il “libero consenso delle parti” per accedere al matrimonio, con il perdono cristiano e con altre baggianate[3] consimili.

E smettiamola anche con l’intolleranza verso l’Islam, verso questa Civiltà, tanto più avanzata e profonda della nostra. Insomma, dobbiamo capire una volta per tutte che è profondamente errato chiedere la loro integrazione: siamo noi che dobbiamo integrarci.

Benediciamo invece la fortuna di poterla conoscere ed apprezzare per quello che è.

E invochiamo copiose benedizioni anche sul buon padre e sui membri della famiglia che hanno collaborato all’atto di Civiltà.

Le virtuose anime belle, pure e arcobalene, hanno di che gioire.

Le pantegane di che squittire.



[1] Hina Saleem

[2] Il comune di Sarezzo (Bs)

[3] Vi prego di apprezzare l’eufemismo

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