Un anno senza Roberto Armenia

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Un maestro di vita e di umanità. Noi tutti abbiamo un debito di riconoscenza nei riguardi di quest’uomo che è stato come un “caronte” della grande cultura al grande pubblico.

 


Un anno fa ci lasciava Roberto Armenia, un carissimo amico, persona di straordinaria cultura, giornalista raffinato. Noi tutti abbiamo un debito di riconoscenza nei riguardi di quest’uomo che è stato come un “caronte” della grande cultura al grande pubblico. Ideatore del Festival del libro economico,  aveva svolto la sua attività per lungo tempo in Mondadori, Rizzoli, Italturist e Panini divenendo un punto di riferimento per la divulgazione della cultura. Organizzatore di eventi culturali, portò a Modena, fra gli altri, Enzo Biagi, Piero e Alberto Angela, Giulio Andreotti. E nel 1993 Roberto Armenia riuscì a condurre per la prima volta in Occidente e nella nostra città persino Mikhail Gorbaciov.

Ma sono molti i personaggi che Roberto ha accompagnato con sapienza e ironia nei tanti anni di attività: Guglielmo Zucconi, Sergio Zavoli, Vittorio Sgarbi, Roberto Barbolini, Francesco Guccini, Valerio Massimo Manfredi. La lista sarebbe davvero lunga. Noi di RelArte abbiamo la fortuna di averlo avuto come padrino e di essere i custodi del suo enorme patrimonio librario: volumi che raccontano il lavoro di Roberto. Appunti, riflessioni, domande, meticolosamente appuntati sui bordi bianchi dei libri di grandi autori che si affidavano a Roberto per la presentazione del proprio lavoro. Persino un volume di Isabelle Allende, per dire che respiro internazionale aveva la cultura di Roberto.

Il romanzo storico, il saggio, la politica, la poesia, l’arte, le scienze, il fantasy: nulla gli era precluso. Tutto era per lui fonte di curiosità e approfondimento.

Io ho avuto la fortuna di collaborare con lui gli ultimi giorni, quando già in ospedale, lo aiutavo a rispondere a email di lavoro, per la lettura dei giornali e per aggiornarlo su cosa succedeva in città. Ingabbiato in quel letto, fremeva per venirne fuori, convinto che quella fosse solo una pausa forzata. Poi mi intratteneva con i racconti del suo lavoro da editor, dei personaggi che aveva incontrato, dei luoghi che aveva visitato, dei libri che aveva amato. Un maestro di vita e di umanità.

Condivideva questa sua voglia di vivere con i tantissimi amici che andavano a trovarlo e con gli affetti più cari sempre al suo capezzale.

Dopo lo sconforto per la sua perdita, passando in rassegna le sue carte abbiamo ripreso il dialogo con lui.

In ogni libro, sulle prime pagine, vi è una dedica dell’autore a Roberto Armenia. A noi piace riportare quella di Guglielmo Zucconi: “”All’amico Roberto Armenia, angelo custode travestito da manager””

Ciao Roberto, grazie di cuore.

 

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