Ugolino risponde a Pioggiacida

Condividi su i tuoi canali:

Desideravo continuare la chiacchierata, iniziata domenica scorsa con Ombrello Aperto circa le domande e le risposte durante la fatidica cena, ma sono costretto a rimandare perché desidero rispondere alle parole di commento espresse da Pioggiacida

In via eccezionale non delegherò a Ombrello Aperto il compito e, una volta tanto, risponderò personalmente.

Per comodità di lettura riporto il commento di Pioggiacida qui di seguito in corsivo.

Pioggiacida                                                          28 giugno 2006  12.09

Seconda risposta a Ugolino

“Chissà se considera “presentabili” invece i terroristi, gli assassini, i complici degli assassini, le pantegane loro illustri ed agghindati maestri, e coloro che si dilettano proprio di “protestare” incendiando macchine, bandiere, cassonetti etc.” (Ugolino)

Rispondo. Per me esiste oggi ,nel parlamento, il caso D’ELIA e prendo in esame solo questo perchè il resto non è degno di considerazioni. Personalmente avrei sconsigliato il D’Elia, nonostante dicano del suo prezzo pagato alla giustizia, che probabilmente è pentito e recuperato ecc. ecc., di presentarsi alle elezioni per evitare appunto strascichi che danneggiano il ruolo e l’immagine del parlamento. Ma non tutti la pensiamo allo stesso modo. Sicuramente l’argomento è da nervo scoperto. Recentemente ascoltavo le considerazioni di un gruppo (contro) circa l’argomento. Notavo un sottile gusto teso a scandalizzarsi a vicenda, a darsi ragione l’un l’altro: tutti guardiani delle loro convinzioni granitiche e monolitiche,beati loro. Sono stato tentato di mettere sul loro tavolo un altro nome. Lo faccio ora. Paolo di Tarso. Persecutore di cristiani. Di questo sua esperienza non si conosce gran chè. E’ stato anche un assassino o solo complice? Per questo suo trascorso ha fatto forse qualche anno di carcere? Di sicuro c’è che divenne S. Paolo. Se Paolo di Tarso fosse oggi in parlamento con il suo passato da ex persecutore (voltagabbana? Traditore della causa anti cristiana? Pentito o redento?) cosa direbbero i vari giornali di destra e di sinistra. Chissà cosa scriverebbe Libero e che cosa La Repubblica. Molto sarebbe condizionato dalla sua scelta di schieramento, se fosse poi senatore a vita….prima vediamo dove e con chi vota … Anche S. Paolo avrebbe suscitato qualche scandalo? Egregio Conte Ugolino il problema. a volte, non consiste nello spiegarci come le cose appaiono ai nostri rispettivi occhi, ma come potrebbero essere realmente a prescindere dalle nostre eventuali miopie o inganni della vista.

 

Rispondo a mia volta, in via definitiva.

Codesto relativismo etico, associato ad una non comune fantasia nel cercare argomentazioni a supporto del proprio pensiero, mi lascia quasi senza parole. Ho trovato anche assai disinvoltamente elegante il non voler parlare di Caruso, Farina, Luxuria etc. etc., limitando al solo signor D’Elia qualche benevola parola ed un garbato consiglio.

Mi proverò, con qualche timore e tentennamento, ad argomentare qualcosa.

Non pare a Pioggiacida che vi sia nel suo elucubrare un po’ di confusione, forse più di un po’, anzi una confusione totale fra il delitto commesso ed il percorso di redenzione?

Saulo di Tarso fu un omicida: se non vado errato ebbe sulla coscienza la morte di un numero imprecisato di Cristiani e, forse, anche, se non altro come complice, del Protomartire Santo Stefano.

E certamente fu un omicida Lodovico.

Entrambi però, seppur per vie diverse, espiarono fino in fondo il loro delitto. Il che sta a significare che espiarono per tutta la vita con la coscienza macerata dal rimorso. La qual cosa, in estrema sintesi, vuol dire: presa di coscienza, orrore per il delitto commesso, contrizione, supplica di perdono, ricerca ad ogni costo della via per riparare al male fatto, cambiamento radicale del modo di pensare[1], abbandono totale e senza riserve delle vie che hanno condotto al delitto e del precedente modo di vivere. Sacrifici, rinunce, umiltà, … potrei continuare ancora. Tutto ciò rappresenta la “coscienza macerata dal rimorso” e “l’espiazione per tutta la vita”.

San Paolo, inutile ricordarlo, ha pagato inoltre con la decapitazione la sua fedeltà al Cristo, e si è redento.

Padre Cristoforo è giunto in tarda età, cercando la redenzione nella preghiera, nell’onestà intellettuale, nella ricerca coraggiosa e senza compromessi della Verità, vivendo in povertà assoluta fino alla morte, sopraggiunta a causa della peste e non di martirio. Ma la sua fu una colpa assai diversa da quella di Saulo, e con numerose attenuanti. Del resto anche Saulo aveva le proprie.

Non mi risulta, peraltro, che costoro abbiano accettato di ricoprire incarichi istituzionali.

Ma guarda che cosa si va a cercare pur di neg
are l’evidenza dei fatti da un lato e, dall’altro, la brutale protervia di chi impone a tutta la Nazione delinquenti e muridi di tal fatta! Si scomoda San Paolo, e fra un po’ chissà, sarà il turno di Giuda iscariota, di Bruto e poi, perché no, di Caino. Ancora un passo e siamo ad Adamo ed Eva.

Che c’entra la figura di San Paolo con un criminale terrorista che, dopo aver trascorso una dozzina d’anni in un comodo carcere per l’omicidio a freddo di un Poliziotto durante una rapina (eseguita, pare, per fini nobili: finanziare “prima linea” e il terrorismo comunista), esce bel bello, e, senza pentimento alcuno, accede ad un pubblico ufficio? L’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’assassinio di un Poliziotto è pena troppo grave, vero? E non vi accede per fare il netturbino (pardon, l’operatore ecologico) e nemmeno l’addetto al catasto o che so, l’inserviente alle vanghe nel cimitero ove è sepolto il Poliziotto. Va a svolgere un incarico istituzionale a montecitorio. Troveremo presto anche i signori Sofri, Pietrostefani e Bompressi seduti sugli alti scranni del molto onorevole parlamento italiano?

Va da sé che l’indignarsi, lo scandalizzarsi, anche a vicenda, il dire che si tratta di un obbrobrio che infanga (si apprezzi l’eufemismo) le cosiddette istituzioni, rendendole agli occhi del 49,99% degli Italiani qualcosa che sta a metà strada fra l’asilo Mariuccia e una latrina, dovrebbe essere considerato un doveroso o quantomeno normale moto dell’animo.

Certo non sussiste nello stile comportamentale di chi marxista[2] non è, fare piazzate, bruciare i vessilli dell’avversario, spargere letame (il che sarebbe di sicuro particolarmente meritato in questo caso), davanti, di fianco, dietro, sopra e sotto a questi soggetti e, ovviamente, su chi li protegge e cammina con loro. Ci si limita a indignarsi, esprimendo quello che, con un blando eufemismo, si può definire dispregio. Invece, lo scandalizzarsi del 49,99% degli Italiani, scandalizza le anime relativiste: ma come si permettono questi trogloditi, meditano le anime belle e con pensieri di livello superiore, di avere queste convinzioni granitiche?

Una delle menti più evolute del parlamento (dopo Romano il grande e Tonino l’arguto, s’intende), il molto onorevole Bobo Craxi, ha pensato in modo superiore e poi, lapidario, ha enunciato: «le polemiche su D’Elia rasentano l’infamia».

In fondo, il prode individuo, oggetto della “presa in esame” da parte di Pioggiacida, forse ha ucciso il Poliziotto o forse no, forse il Poliziotto ha tentato di reagire, o forse aveva il volto antipatico. O forse il nemico del popolo si è ucciso da sé medesimo per la vergogna dell’uniforme che indossava. Come si fa ad esserne certi? Il problema. a volte, non consiste nello spiegarci come le cose appaiono ai nostri rispettivi occhi, ma come potrebbero essere realmente a prescindere dalle nostre eventuali miopie o inganni della vista. In fondo tutto è relativo.

Le mie convinzioni vacillano, temo di non vedere più molto bene. Domani andrò dall’oculista.

Del “resto”, dell’altra fauna intendo dire, fa bene Pioggiacida a non parlare, si tratta solo di muridi non degni di considerazione.

E se in futuro, ammesso che sia ancora vivo, fosse eletto Erich Priebke alla presidenza della camera, che ne direbbero i nostri saggi relativisti dal pensiero superiore?

P.S.: Maiuscole e minuscole non sono casuali o frutto di sviste: esprimono in modo civile, anche se alquanto insufficiente, una minima parte del disgusto e del disprezzo per tutto ciò. Fanno eccezione i nomi propri di persona, solo ed esclusivamente per il dovuto ossequio alla regola grammaticale.

   

 

 



[1] La “metànoia” o “conversione”.

[2] Intendo con questo aggettivo comprendere l’insieme multiforme che gravita intorno ai comunisti duri e puri. Ne sono esclusi, per insufficienza mentale congenita, gli utili idioti.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...