Udeur di Modena

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Abbiamo avvicinato Antonio Maienza: padre nobile del Udeur di Modena. Ha accettato le nostre domande alle quali ha così risposto

Antonio Maienza , come ha reagito dopo la notizia dell’uragano giudiziario abbattutosi sul segretario nazionale del suo Partito nonché Ministro della Giustizia.

 

Tutto il partito si è stretto attorno al nostro segretario. Lo ha fatto convintamente , in quanto ritengo che in ogni caso la solidarietà umana vada sempre garantita a tutti , ma a maggior ragione  agli amici e ai famigliari  quando nel corso dell’esistenza possono incappare in momenti di difficoltà personale. Naturalmente trattandosi in questo caso di persone esercitanti importanti ruoli politici e di governo siamo obbligati anche a valutazioni politiche . Comunque , quest’ultime , anche se molto approfondite all’interno del partito, per ragione più che comprensibili per il momento non vengono fatte trapelare all’esterno

.

Non teme che questa sua prudenza nel parlare possa essere scambiata per reticenza?

 

Non scherziamo. Dal sud d’Italia ci portiamo addosso due diverse culture che provengono da regioni tra loro distanti: una che a volte eccede nel  blindarsi in una impenetrabile omertà; l’altra, a volte, fin troppo loquace e canterina. Io provengo dalla provincia di Salerno: Non sono preda degli eccessi napoletani , ma non sono certamente per natura e cultura, reticente. Dobbiamo invece prendere atto della realtà: io so che, oggi, c’è tra la gente una ondata di sdegno, di rifiuto e di vera e propria ostilità nei confronti della politica e di chi la fa che rende impensabile ogni forma di dialogo sereno. Tutto quello che diciamo non viene ascoltato. Anzi non viene nemmeno udito, non giunge alle orecchie perché sommerso dalle urla di sdegno. Ma poiché ogni giorno il sistema paese Italia, dall’alba al tramonto, pone delle domande  a chi opera in politica noi comunque dobbiamo rispondere: Le daremo sbagliate , ma le diamo, e in questo particolare momento lo facciamo privilegiando canali riservati piutosto che l‘uso del megafono.

 

Io non sto urlando: Io la sto ascoltando. Se le chiedo di parlarmi delle lottizzazioni , lei cosa mi risponde? Mi spiego meglio. Sappiamo perfettamente che la lottizzazione o la raccomandazione da parte del politico è frutto di un malcostume più che di un reato vero e proprio con conseguenze di carattere penale. Tuttavia la gente lo condanna con sdegno e disprezzo. Secondo lei questo peccato veniale è un costume diffuso in ogni parte d’Italia  o è una  mala cosa gestita solo da qualche isolato?

 

Le riporto a riguardo un concetto di un autorevole esponente del Partito Democratico. Questo autorevole senatore rifletteva sull’operato di certa magistratura venendo a dire in sostanza che se i magistrati erano alla ricerca di persone dedite alle raccomandazioni ,quelle eventualmente individuate e effettivamente  riscontrate dalle parti di Ceppaloni, farebbero parte, in ogni caso, della versione più dialettale e ruspante tra i vari cultori di questa materia. Invitava dunque la magistratura a concentrarsi anche sui protagonisti di quell’altra molto più elegante, raffinata, esclusiva e quindi con effetti più pregnanti. Se comprendiamo bene questo richiamo riusciamo anche a decifrare meglio certi atteggiamenti , certe prese di posizione, certe scelte che sta prendendo in queste ore il senatore Mastella anche come responsabile Udeur. Del resto pur con tutta la comprensione possibile non possiamo rimanere inerti di fronte alle semplificazioni che ci muove l’opinione pubblica. Per la gente in generale non c’è più distinzione tra uno schieramento e l’altro, non c’è distinzione tra reato, mancanze o scelte impopolari,  siamo tutti colpevoli di gravi misfatti e meritevoli di severe condanne. Non è ammissibile non reagire con dignità e orgoglio. Dobbiamo farlo anche per rispetto alla politica che è e  rimane una nobile disciplina specialmente quando sa essere una avanguardia , quando sa anticipare  e intuire i sentimenti, le aspettative le urgenze  della maggioranza della popolazione. Oggi, sicuramente per responsabilità nostra. non è così. Non siamo più anticipatori di un percorso, ma messi nella condizione di trovarsi al seguito, al traino di una realtà che non è più nelle nostre mani tra una opinione pubblica che ci è ostile.E in cima alla lista nera chi ci mettiamo l’Udeur e il senatore Mastella?

 

Sembra di sentire la lamentele di certi cardinali nei confronti della vicenda Papa e università della Sapienza. Anche voi vi lamentate di  Prodi, Veltroni e altri esponenti di partito della vostra coalizioni. Troppo tiepidi e troppo tardivi. Sbaglio?

 

Se c’è qualche appunto da muovere questo non posso riservarlo all’opposizione . La questione Mastella viene di fatto ad imprimere una accelerazione su avvenimenti e scelte che richiederebbero  spazi più riflessivi, ma purtroppo al contrario vanno affrontati con celerità e determinazione. So bene che se il sub che si trova in profondità risale o viene fatto risalire troppo in fretta rischia grosso, ma questa inaspettato
intervento della magistratura obbliga a rivedere e a  rivoluzionare l’agenda dei protagonisti . Certi è che l’ultima uscita di Veltroni che sollecita poi Berlusconi a fare altrettanto , i veti incrociati tra i vari partiti della coalizione del centro sinistra sono tutti elementi che assomigliano all’onda del maremoto che si abbatte sulle case già distrutte dal terremoto

 

E lei come pensa di uscirne?

 

Prima o poi si farà giorno e potremo valutare i fatti con più lucidità. In politica non è permesso stare sempre alla finestra o adeguarsi a tutto . In politica bisogna anche scegliere.Tuttavia sono preoccupato . Prima che venga giorno può mutare nuovamente lo scenario. In base alle novità, ai fatti che emergeranno e che eventualmente dovremo prendere in esame con gli amici valuteremo, esamineremo e poi sicuramente decideremo di conseguenza.

Mentre sto parlando con lei i vertici dell’Udeur si stanno interrogando sulle prossime importanti  scelte.

Altro non so dirle, perché altro in questo momento posso solo intuire , ma non sapere con certezza.

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