Udeur di Modena: Su la testa

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Ambizioni e rinnovato entusiasmo all’interno del partito. Fresco di nomina abbiamo intervistato il prof. Mario Leone nuovo presidente provinciale del partito

Prof. Leone lei è stato nominato Presidente del partito a Modena. Quali funzioni svolge un presidente  e tra questi compiti in quale si dedicherà con particolare attenzione?

 

Credo che la mia nomina sia anzitutto un attestato di stima e simpatia che Alessandro Duce, Antonio Maienza e gli altri amici dell’udeur mi hanno voluto dedicare e di questo li ringrazio.

Quanto alle funzioni di rappresentanza che il presidente può esercitare, penso di poter fare un buon lavoro soprattutto per la capillarizzazione della presenza dell’udeur in ogni comune della provincia.

Sono profondamente convinto che un’équipe costruita attorno alla comunanza delle idee e alla serietà e professionalità delle persone possa suscitare un crescente consenso tra gli elettori.

 

Quale è secondo lei l’identikit oggi  del militante o simpatizzante modenese dell’Udeur

 

Nella gigantesca nebulosa dell’attuale politica italiana credo che l’udeur possa attirare un rilevante consenso soprattutto nell’ambito del voto moderato d’opinione. Se sapremo coagulare un gruppo di candidati connotato da serietà e capacità professionali, un gruppo di veri tecnici prestati alla politica. l’elettorato di centro si accorgerà di noi se sapremo dare una risposta ai problemi reali della gente.

Chi vive nella società civile e non se ne sta rinchiuso nelle stanze del potere si rende conto della profonda delusione di buona parte dell’elettorato della margherita che certamente non si sente rappresentato da molti amministratori di quel partito che non vivono i problemi delle persone che non arrivano alla fine del mese e sembrano stare in una specie di paradiso terrestre che ritengono a loro riservato. ma occorre non dimenticare la profonda delusione che anche tra i sostenitori di quella parte politica ha lasciato il governo Berlusconi, intento pressoché esclusivamente a togliere le castagne dal fuoco al capo

 

Quindi sé una persona sopra “ gli anta” ed è stato un ex o un elettore della Democrazia Cristiana prende in considerazione una adesione all’udeur, un giovane o comunque le ultime generazioni ,di provenienza non dal meridione d’Italia, secondo lei, perché dovrebbero guardare al suo partito con interesse?

 

L’udeur ha molto lievito nella propria farina perché é consapevole che la nostra costituzione ha improntato la nostra realtà a un modello di democrazia solidaristica e non meramente capitalistica come nei paesi anglosassoni.

L’intervento dello stato è dunque necessario per superare le ingiustizie e le diseguaglianze. Va riconosciuto che la democrazia cristiana ha preso per mano un paese distrutto dagli errori del regime fascista e ha costruito una politica economica che ha distribuito benessere a tutti. dopo quindici anni di pseudo liberismo che ha reso i ricchi sempre più ricchi, ha dissolto il ceto medio e lo ha trasformato nella categoria dei nuovi poveri, occorre dire basta e riprendere il modello di sviluppo economico che ci hanno insegnato Fanfani, Moro, Dossetti, senza dimenticare la testimonianza profetica di La Pira.

 

Non parliamo dei costi della politica, ma del personale politico. La nuova classe politica da quale scuola di formazione specifica proviene? Lei pensa che questa carenza di preparazione non rappresenti alla fine un costo per la collettività? Come Udeur avete un progetto per rispondere a questa esigenza di mettere poi uomini giusti al posto giusto?

 

Molti di noi hanno scelto di impegnarsi più direttamente in politica dopo che Giorgio Pighi, che proveniva da un’esperienza accademica e professionale di altissimo profilo, ha scelto di sacrificarla almeno parzialmente e di candidarsi a sindaco di Modena, risultando eletto con il consenso dei due terzi degli elettori. Credo che il nuovo modo di fare politica debba partire da una solida preparazione di base coniugata con una sostanziosa esperienza professionale ed una genuina tensione verso il bene comune. A questa base occorre soltanto aggiungere un supporto di aggiornamento costante sulle questioni amministrative da affrontare. se invece lasciamo la pubblica amministrazione nelle mani
di tristi faccendieri di partito senza cultura né anima, non ci dobbiamo lamentare dei cattivi risultati…

 

Quando sente parlare “di aggregare il centro” le brillano gli occhi o giudica il concetto una operazione oggi non più attuale?

L’Udeur è più interessato alla costruzione di un Grande Centro o a quella del Partito Democratico?

 

L’udeur è un partito di centro espressione di democrazia solidale. credo che questo modello di sviluppo sia insopprimibile nella realtà politica italiana. Se nei prossimi mesi si andrà verso un unico partito del centro sinistra o verso una riaggregazione del centro che guarda a sinistra è una questione che riguarda più le alchimie elettorali che i problemi reali che angustiano il nostro paese. Quello che conta è l’unità nella pluralità, cercare quel che unisce e non quello che divide, dare sollievo alle gravi difficoltà economiche che angustiano la maggioranza degli italiani. le destre non ci hanno neppure provato, ma onestamente anche il governo Prodi certamente non è riuscito a incidere come avrebbe dovuto.

 

Cosa rimprovera all’UDC e alla Margherita di Modena?

 

A Pierferdinando Casini e a Bruno Tabacci chiedo  che cosa hanno in comune con questa destra liberista e prepotente, umiliata dal culto per il capo. Quanto alla margherita modenese, ha espresso alcun figure interessanti come l’assessore Francesca Maletti, il coordinatore cittadino Boschini ed Enrico Artioli, ma mi pare sia ancora prigioniera di alcuni residuati bellici della prima repubblica.

Penso però che se il centro sinistra si affiderà nella scelta dei candidati al modello delle primarie gestite in maniera trasparente questo problema si potrebbe rapidamente risolvere, magari con l’aiuto della provvidenza che potrebbe concludere il cammino terreno di certuni… certo da questo punto di vista i partiti della sinistra modenese sono più avanti perché si sono dati regole che hanno accelerato il rinnovamento della classe politica ed evitato la perennità nell’occupazione degli incarichi.

 

Fra due anni si vota per Modena. Quale scenario politico le piacerebbe contemplare, anche con il suo apporto, una settimana prima delle elezioni?

 

Un centro sinistra compatto, ma arricchito dalle sue diverse anime, con l’udeur presente con un candidato autorevole in tutti i comuni, fortificato dal consenso delle primarie e non dai giochetti da piccolo chimico delle segreterie dei partiti. e i recenti tristi episodi di Serramazzoni e Novi mi hanno convinto che questa sia la strada giusta. 

 

 

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