Tutto quello che i giornalisti non sanno

Condividi su i tuoi canali:

Come l’intervista a una delle più grandi pop star, vero traguardo professionale  agognato da qualunque  giornalista, si è trasformato incredibilmente in una disfatta.

 


Il giornalista televisivo Matt Doran ottiene un’intervista esclusiva per l’Australia con l’irraggiungibile Adele, pagata a caro prezzo, mezzo milione di euro, per parlare di ‘30’, il  suo nuovo, attesissimo album.

Ma alla domanda della cantante se avesse ascoltato il disco, lo sventurato rispose di no: 10 all’onestà, 0 alla professionalità. La vulgata social sostiene che Adele, infastidita, abbia bloccato lì il colloquio.

Doran  ha ammesso pubblicamente di essere un pirla, giustificandosi: “Ho fatto il terribile errore di presumere che non ci sarebbe stata data una copia in anteprima perché la nostra intervista doveva andare in onda prima che fosse pubblicato l’album, segretissimo. Mi è arrivata un’e-mail da Sony, non menzionava Adele ma conteneva un link al suo album. La verità genuina, mortale, con la mano sul cuore è che me la sono persa. L’e-mail più importante che abbia mai perso in vita mia”.

Ha poi negato che Adele abbia interrotto l’intervista, stoppata comunque dalla Sony, perché i cantanti sanno perdonare, ma gli staff che hanno intorno, no,

L’aneddoto mi permette di riflettere sul mestiere del giornalista, che se scrive di una unica materia (economia, musica, arte) facilmente la conosce alla perfezione, ma chi sui giornali mastica la cronaca quotidiana o fa il corrispondente locale, ogni giorno, se non ogni ora, ha un caso nuovo e passa indifferentemente dalla politica, all’economia, alla religione, alla storia locale, alla pittura, all’ecologia, all’amore per gli animali.

In questi casi il povero giornalista non potrà mettere in campo una conoscenza specialistica e dovrà affidarsi a tre doti indispensabili: la curiosità, la capacità di fare domande e  la velocità nel capire cosa sia importante. Non deve conoscere tutta una materia, ma acquisire quei pochi elementi che utilizzerà.

In fondo, scrive cose di cui sa ben poco, ma ne impara il poco necessario.

Tempo fa, adesso non so ma non credo le cose siano cambiate, nelle grandi città c’erano giovani praticanti inviati in una mattina a più conferenze stampa,sui più svariati argomenti che in poche ore dovevano trasformarsi in articoli. Perché l’altra dote del giornalista è sapere scrivere in fretta  e se basta un tocco su backspace per correggere, un tempo erano fogli strappati dalla macchina per scrivere e appallottolati, dovendo ripartire ogni volta da capo.

Così come non sceglie la lunghezza del testo, ma deve farlo coincidere con gli spazi assegnati e quasi mai son quelli adeguati. Difficile non è accorciare un testo; difficile è farlo senza banalizzarlo.

Converrete con me, tenuto conto di tutto questo, che i giornalisti locali riescono ancora a produrre testi dignitosi, quasi sempre chiari, quasi sempre corretti, talvolta imprecisi perché imprecise sono le informazioni arrivate.

E poi succede anche che uno cancelli il file di una intervista da mezzo milione di dollari. E’ la legge di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Il ragazzo del treno

I fatti, abbondantemente diffusi da ogni  notiziario, sono  assai  scarni nel loro  orrore. Nella stazione di Seregno, mercoledì 25 gennaio, scoppia  un diverbio, pare per

Una mossa tempestiva e anche simbolica

Giorgia Meloni è in Algeria per la sua prima visita di stato. E’ incentrata sull’energia nell’ottica del Piano Mattei, finalizzato a fare dell’Italia l’hub energetico del