Tutto esaurito per Philippe Daverio al Castello di Spezzano

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Non si poteva concludere in modo migliore il Maggio Fioranese 2012. Infatti l’incontro con Philippe Daverio, che si è tenuto sabato 16 al Castello di Spezzano, racchiudeva in sé tutti gli ingredienti di un gran finale: tempo splendido, location elegante e suggestiva, ospite di fama internazionale e di incredibile cultura, e una straordinaria affluenza di pubblico. Infatti non sono bastati i posti all’interno della Sala delle Vedute per accogliere tutti i presenti, ma coloro che non sono riusciti ad accedervi hanno potuto assistere all’incontro comodamente seduti all’interno della Corte del Castello. Un tutto esaurito da lasciare senza fiato.

L’incontro con Daverio ha concluso la rassegna “Fiorano incontra gli autori 2012”, curata come ogni anno dal giornalista Roberto Armenia, che in questa edizione ha proposto al proprio pubblico personaggi del calibro di Dacia Maraini, Massimo Bottura, Maria Falcone e Francesca Barra e Philippe Daverio. La rassegna è organizzata dal Comitato Fiorano in Festa e da Lapam Confartigianato Imprese, con la collaborazione del Comune di Fiorano Modenese. L’incontro con Daverio è stato possibile grazie anche alla collaborazione del prof. Adriano Primo Baldi, presidente dell’associazione ADAC, Associazione Diffusione Arte e Cultura di Modena.

Oltre a Philippe Daverio, sul palco erano presenti il giornalista Roberto Armenia, che come sempre ha gestito l’incontro in modo impeccabile, il Vicesindaco del Comune di Fiorano Modenese Maria Paola Bonilauri, che ha sottolineato l’importanza, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, di non aver paura di investire nella cultura, che è una forma di ricchezza che non tutti hanno la fortuna di poter sfruttare, e il Presidente di Lapam Confartigianato Imprese della zona di Sassuolo Matteo Spaggiari, che ha rimarcato l’importanza dell’impegno di Lapam nell’organizzare eventi culturali come quello che si stava svolgendo, in quanto la sedimentazione culturale presente in Italia ci permette di essere invidiati in tutto il mondo e di rafforzare e consolidare la nostra identità.

Philippe Daverio ha presentato il suo ultimo libro, “Il museo immaginato” (Rizzoli Editore, 2012) e in poco più di un’ora è riuscito a parlare di arte, storia dell’arte, economia ed edilizia riuscendo sempre a mantenere altissima l’attenzione del pubblico presente, il tutto inframmezzato da interessanti aneddoti sulla sua vita, le sue conoscenze e le sue esperienze.

In un unico intervento Daverio è riuscito saldare a regola d’arte nomi del calibro di Platone, Aristotele, Aby Warburg, Erwin Panofsky, Ernst Gombrich, e Vittorio Sgarbi, riuscendo a descrivere in modo estremamente professionale ma comprensibile il loro contributo alla storia dell’arte.

Parlando di sé stesso Daverio ha descritto il proprio modo di vedere l’arte, che lui ha definito aristotelico, contrapponendolo a quello platonico di altri esperti d’arte, come per esempio Vittorio Sgarbi: i platonici hanno già in mente un’idea di ciò che devono trovare in un’opera d’arte, e quest’idea viene da tutti gli studi che hanno fatto in materia, mentre gli aristotelici osservano per scoprire, non per cercare riscontri. La parola chiave della concezione daveriana dello studio dell’arte è esperienza, e tutto il suo libro è un gioco di esperienza all’interno dell’affascinante e suggestivo mondo dell’arte.

Inoltre, offrendoci una importantissima lezione d’arte, Daverio ha voluto richiamare l’attenzione dei presenti sul fatto che per la maggior parte delle persone oggi l’arte è solo quella attaccata ai muri di un museo, e non ci interessiamo di come vengono costruiti gli edifici, le città, i paesi, le zone industriali. Da questa riflessione Daverio è arrivato a toccare temi d’attualità come la ricostruzione dopo il sisma e le leggi sull’edilizia, specificando come sia fondamentale in situazioni come queste ripensare all’estetica dell’ambiente come ad una priorità. 

Al termine dell’incontro il Vicesindaco del Comune di Fiorano Modenese Maria Paola Bonilauri ha consegnato a Daverio un libro di recente pubblicazione sugli studi che sono stati portati avanti da alcuni esperti dell’Università di Bologna sul Castello di Spezzano e gli affascinanti affreschi della Sala delle Vedute, dal titolo “Sala delle vedute. Il ritratto dello stato dei Pio nel castello di Spezzano”, a cura di Francesco Ceccarelli e Maria Teresa Sambin de Norcen, (Marsilio Editori, 2011).

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